È stato un buon mese di febbraio per il mercato auto italiano. Durante lo scorso mese sono state immatricolate 147.599 nuove vetture (quasi il 3% in più rispetto a gennaio). Numeri che mantengono un trend positivo che si protrae da ormai 19 mesi consecutivi. Dataforce, che come ogni mese ci fornisce i dati, non manca di ricordare come, oltre ad avere un giorni in più rispetto al solito (il 2024 è un anno bisestile), lo scorso febbraio il comparto automotive è stato frenato dall’annuncio di nuovi e più robusti incentivi all’acquisto promessi dal Governo, che però partiranno non prima della fine di marzo, se non addirittura da aprile. Un posticipo che ha di fatto bloccato buona parte dei contratti in fase di stipula.
Tuttavia, una fiammata delle immatricolazioni c’è comunque stata, anche se per pochi giorni. Un lasso di tempo virtuoso, partito il 23 gennaio, data in cui sono ripartiti gli incentivi sulla base dello schema 2023, e che però si è molto affievolito 14 giorni dopo, il 5 febbraio, quando sono terminati i fondi destinati agli ecobonus per le auto con livello di emissioni di CO2 compreso tra i 61 e i 135 g/km. I nuovi fondi saranno più generosi e, soprattutto, più consistenti come capienza. Ma l’attesa dell’entrata in vigore sta provocando un forte rallentamento delle immatricolazioni che, presumibilmente, continuerà per il mese di marzo.
“Mentre la trafila di approvazione dei nuovi incentivi (green?) è ancora molto lontana dall’essere terminata – ha commentato Laura Gobbini, Project Manager & Data Analyst di Dataforce Italia – e i 120 milioni di euro già stanziati per le autovetture con emissioni tra 61 e 135 g/Km (termiche, mild hybrid, full hybrid e qualche plug-in) si sono volatilizzati in due settimane, la Presidente uscente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lancia un messaggio fin troppo ammiccante a tutti coloro che in questa transizione imposta forzatamente vedono una resa incondizionata alle aziende cinesi. Peccato che sventolare questa possibilità di revisione nel corso della conferenza stampa indetta per annunciare la sua ricandidatura sappia proprio tanto di tentativo di ingraziarsi quella parte di elettorato, sia consumatori che produttori, che ha sin dall’inizio puntato il dito contro una politica di asservimento totale agli interessi di pochissimi”.
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Mercato auto, a febbraio tutto bene (tranne il NLT)
Febbraio ha visto 147.599 immatricolazioni di nuove targhe (16.629 in più rispetto allo stesso mese del 2023, con una crescita del 12,7%). In notevole amento, ma con volumi ancora poco significativi, le importazioni parallele (1.921 unità, +32,3%).
Tutti i canali di distribuzione risultano in attivo, tranne quello del noleggio a lungo termine che un passaggio da 29.626 nuove targhe contro le 34.648 di febbraio 2023 (-14,49%).
Ottimo, invece, il breve termine, che continua a galoppare con un tasso di crescita molto elevato: 11.788 immatricolazioni, oltre 5.700 in più dello stesso mese dello scorso anno (+93,95%).

Ancora sulla cresta dell’onda i privati che, con 85.047 nuove targhe (13.109 in più, pari a una crescita del 18,22%). Merito della breve fiammata dovuta agli incentivi (quelli “vecchi”, basati sullo schema dei contributi 2023) che, in sole 2 settimane, sono stati esauriti nella fascia di emissioni tra i 61 e i 135 g/km di CO2.
Continua a incrementare, anche se in maniera ancora modesta, gli acquisti diretti delle società, che con un +4,46%, registrano un volume di nuove targhe di 7.408 unità, soltanto 316 in più rispetto al 2023.
“Rialzano la cresta” le autoimmatricolazioni che dopo la battuta di arresto di gennaio, nel secondo mese dell’anno crescono del 22,44%.
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Si continua a volere la benzina (e poco l’elettrico)
Continua in negativo il 2024 per le auto elettriche. Nonostante gli incentivi (che cresceranno ancora negli importi), a febbraio le passengers cars EV segnano un incremento molto modesto: appena del 2,36%. Nel secondo mese dell’anno sono state targate soltanto 115 auto elettriche in più.
Le auto a benzina restano le vere protagoniste del mercato. La loro quota torna a superare di parecchio il 50% (per essere precisi il 54,2%), con una crescita di oltre 6 punti. Ancora in flessione le immatricolazioni diesel (-8,3%), come accaduto il mese precedente, anche se la loro quota di mercato si mantiene comunque appena al di sotto del 20%.

Le ibride “vere” sono sempre in crescita, ma molto lentamente (+6,1%) e soprattutto soltanto grazie alle full hybrid (+16%). Le plug-in hybrid, invece, continuano a calare rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (-16,9%). Complessivamente le ibride PHEV+HEV a febbraio hanno conquistato una quota del 13,4%.
Tra le auto a gas, quelle alimentate a gpl salgono, ma soltanto del 5,9%, mentre quelle a metano aumentano, pur rappresentando ormai una quota infinitesimale.
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