Secondo i dati forniti da Dataforce, anche ad ottobre 2023 il mercato auto prosegue la sua scia di risultati positivi. Il “neo” di questo trend favorevole è però la forzatura – “denunciata” più volte – delle auto-immatricolazioni.
Nel primo mese dell’ultimo trimestre 2023 le immatricolazioni sono cresciute del 20% (oltre 23.000 unità in più), ma il canale delle auto-immatricolazioni ha fatto segnare un balzo in avanti del 71%. “Se da una parte si potrebbe essere indotti a pensare che le km0, più che a fare quota o obiettivi, siano richieste per ridurre lo sforamento dei limiti di emissioni di CO2 imposti, dall’altra non si può che constatare che le elettriche nel mix delle km0 non sono le principali, anche se restano troppe per una domanda di mercato che si è spenta”, commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia“.
“Per capirci – prosegue nel suo commento Saladino – il 45% di tutte le km0 fatte quest’anno sono già passate di mano (quasi 1 su 2), ma solo 1 elettrica su 4 è stata ceduta, le altre 3 sono ancora parcheggiate in concessionaria. Di quel 25% uscito dallo stock, il 30% viene radiato per esportazione, mentre la media delle radiazioni sullo stock di qualsiasi tipo di alimentazione è inferiore al 5%, perché un cliente in Italia lo trovano. Mi piacerebbe sapere se le BEV esportate in EU e anche extra-EU avranno le stesse difficoltà di trovare il loro nuovo proprietario come sta succedendo qui in Italia, perché farle girare in questo modo serve solo a contare nuove targhe in tutti i paesi in cui vengono spedite, ma sugli stessi telai. Qualcuno sa se questi doppi conteggi valgono anche per il calcolo delle emissioni da mandare alla Commissione EU? Si contano le targhe o i telai?”.
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Mercato auto: i dati di vendita di ottobre 2023
Scendiamo nei dettagli dei numeri: a ottobre sono state targate 139.657 automobili nuove (23.323 in più rispetto allo stesso mese del 2022, con una crescita del 20%).
Tutti i canali di distribuzione sono in attivo, tranne quello del noleggio a breve termine che resta sostanzialmente stabile su ottobre (mancano all’appello un centinaio di unità). Il lungo termine con 30.379 immatricolazioni porta a casa un modesto +2,06% sullo stesso periodo del 2022.
Come anticipato (e come analizzeremo sotto) le auto-immatricolazioni sono state il canale con la crescita maggiore, +71,15% (e rappresentano il 30% della crescita del mese, con oltre 6 mila delle 23.323 nuove targhe di ottobre). Demo e km zero sono state 16.223, l’11,62% dell’intero mercato.

Bene i privati con una crescita superiore alla media del mercato (+21,36%) e un cumulato annuo del 12,9%. Le immatricolazioni dirette delle società allineate alla media, 20,59% (+18,81% sul cumulato).
In termini di market share, l’exploit di ottobre permette al canale dei privati di tornare a sfiorare quota 60% (ma nel cumulato non arriva al 56%), il canale aziende si avvicina al 6% (5,39% da gennaio a ottobre), il noleggio a lungo termine scende al di sotto del 22% (24% nell’anno), il noleggio a breve, in un mese tradizionalmente scarso nell’inflottamento, supera di poco l’1% (4,5% nel cumulato 2023) e le auto-immatricolazioni sfiorano, come detto poc’anzi, il 12% (10% da gennaio a ottobre).

Parliamo di auto-immatricolazioni
Da notare che le auto-immatricolazioni di ottobre sono state per il 60% di modelli a benzina (quindi di auto che si riescono a vendere) e che le vetture a corrente sono più che raddoppiate (passando da 500 a più di 1.000 unità, cioè quasi un quinto di tutte le immatricolazioni di auto a batteria del mese).
Nel cumulato annuo, le auto-immatricolazioni hanno già raggiunto le 133.000 unità, quasi 40.000 in più rispetto ai primi 10 mesi del 2022. Con un incremento del 41% sul 2022, oltre il doppio a paragone del mercato totale che invece cresce del 20%.
Ma rimane comunque su livelli nettamente più bassi rispetto all’epoca pre-pandemia. Da gennaio a ottobre sono state targate complessivamente 1.320.000 automobili nuove, nel 2019 furono invece oltre 300.000 in più.

Il mix di vendita (o la strategia commerciale)
Guardando al mix di vendita per canale si possono leggere le strategie delle case auto. Nell’ambito delle vendite a clienti privati, che è il canale a reddito maggiore per gli Oem, leader di mercato rimane Dacia, che da gennaio a ottobre ha consegnato ben 68.649 Passenger Cars, lasciando agli altri canali soltanto 3.969 vetture sul totale delle sue vendite complessive. Segue Suzuki (detiene una market share a privati del 92,55%) e Hyundai al 79,34%.
Nell’ambito degli acquisti aziendali diretti, abbiamo sempre Mercedes (22,14%, quindi di oltre un cliente su 5), ma resta strategico anche per Tesla (16,49%) e BMW (14,87%).
I costruttori che ricorrono alle auto-immatricolazioni in maniera massiccia sono innanzitutto DR, che targa a sé stessa un’auto nuova su quattro (la media del mercato non arriva a 1 su 10) e molti brand del Gruppo Stellantis: Fiat (22,62%), Citroen (20,31%), Lancia (19,42%), Jeep (18,89), Peugeot (16,66%) e Opel(16,57%). I brand che auto-immatricolano di meno, con una quota attorno all’1% soltanto, sono Tesla, Ford, Dacia, Renault e Suzuki.

+56% per le auto elettriche
A ottobre le auto elettriche hanno ripreso a correre, anche se quasi una immatricolazione di vetture a corrente su 5 è una km zero. In totale sono state targate 5.724 auto elettriche, con un incremento del 56% sullo stesso mese del 2022. La quota di mercato è così cresciuta di un punto, raggiungendo il 4,1%. Nel cumulato annuo, le auto a batteria hanno una market share del 3,9%.
Gli italiani continuano a privilegiare le auto a benzina: +23,15% e una market share che sfiora il 50%. Le auto a benzina hanno una prevalenza verso quelle senza “aiutino” (27,85% di market share) rispetto alle mild hybrid (21,89%).
A ottobre le ibride “vere” sono tornate a crescere più della media del mercato: +24,88%, ma soltanto grazie alle full hybrid (+39,65%). Le plug-in hybrid, invece, hanno rallentato (-3,89%). Complessivamente le ibride PHEV+HEV a ottobre hanno conquistato una quota del 16%.
Bene il Gpl (+29,21% a ottobre), insignificanti le nuove targhe di auto a metano (soltanto 119).
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