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Mercato auto: in Europa a febbraio segna un +1,7%

Mercato auto: in Europa a febbraio segna un +1,7%
In Italia l'elettrificazione sconta un costo deducibile ancora bloccato a 18.076 euro (un valore in lire del 1997) con una quota ammortizzabile ferma al 20%.

IN QUESTO ARTICOLO

Il mercato europeo dell’automobile torna a registrare un risultato positivo nel mese di febbraio, con una modesta crescita dell’1,7%: 979.321 immatricolazioni rispetto alle 963.297 di febbraio 2025.

Analizzando l’andamento dei principali mercati europei nel mese, emerge un quadro molto differenziato: la Francia è l’unico Paese a registrare un segno negativo, con un calo del 14,7%, mentre la Germania cresce del 3,8%, il Regno Unito del 7,2%, la Spagna del 7,5% e l’Italia ottiene la migliore performance con un incremento del 14,0%.

Questa la rilevazione mensile prodotta da Unrae.

Il calo del 2026 si riduce a “solo” -1% sul 2019

Nel primo bimestre dell’anno, quindi, il calo si riduce all’1,0%, con 1.940.321 unità contro 1.959.313 nello stesso periodo del 2025, ma resta un ritardo del 18,3% rispetto ai volumi del 2019.

Nel bimestre la Francia cede l’11,1%, la Germania l’1,4%, mentre la Spagna cresce del 4,6%, il Regno Unito del 4,8% e l’Italia del 10,2%.

Grazie a questi risultati, l’Italia conquista la seconda posizione tra i mercati europei sia nel mese che nel bimestre, come era già accaduto nel gennaio-febbraio 2025, ma si conferma all’ultimo posto tra i principali mercati europei per quota di veicoli ricaricabili (ECV), con una penetrazione complessiva del 16,0%, suddivisa equamente tra vetture completamente elettriche (BEV) all’8,0% – grazie ancora agli incentivi MASE che hanno però prodotto effetti distorsivi sulla concorrenza – e ibride plug-in (PHEV) anch’esse all’8,0%.

Leggi Anche: Le elettriche hanno costi di mantenimento tra il 20 e il 50% più bassi.

Il divario rispetto agli altri grandi mercati rimane considerevole:

  • la Germania raggiunge una quota ECV del 33,4% (BEV 21,9%, PHEV 11,5%),
  • il Regno Unito del 35,8% (BEV 24,2%, PHEV 11,6%),
  • la Francia del 32,3% (BEV 26,8%, PHEV 5,5%),
  • la Spagna del 21,7% (BEV 9,2%, PHEV 12,5%).

Sul totale del mercato europeo, i veicoli ricaricabili coprono il 29,3% delle immatricolazioni: le BEV si attestano al 19,5% (+2,4 p.p.) e le PHEV al 9,8% (+2,3 p.p.). Escludendo l’Italia dal conteggio, la quota BEV sale al 21,7% e quella PHEV al 10,2%.

La situazione non muta nel confronto del primo bimestre:

  • l’Italia rimane fanalino di coda tra i principali mercati europei per diffusione dei veicoli ricaricabili, con una quota ECV complessiva del 15,4% (BEV 7,3%, PHEV 8,1%),
  • la Germania è al 33,4% (BEV 22,0%, PHEV 11,4%),
  • il Regno Unito al 34,4% (BEV 22,0%, PHEV 12,4%), la Francia al 32,5% (BEV 27,5%, PHEV 5,0%),
  •  la Spagna al 21,2% (BEV 9,0%, PHEV 12,2%).

Nel complesso del mercato europeo le ECV coprono il 29,7% delle immatricolazioni: le BEV raggiungono il 19,6% (+2,7 p.p.) e le PHEV il 10,1% (+2,6 p.p.). Al netto del dato italiano, la quota BEV sale al 21,8% e quella PHEV al 10,5%.

La fiscalità italiana non ci porterà da nessuna parte

L’Italia continua a registrare la percentuale più bassa di immatricolazioni aziendali tra i principali mercati europei, con una quota del 45,8%. Il distacco dagli altri quattro Paesi di riferimento rimane strutturalmente significativo: nel 2025 è stato di 7,2 punti percentuali dalla Spagna, 8,5 dalla Francia, quasi 16 dal Regno Unito e quasi 21 dalla Germania, che guida la classifica con il 66,4% di domanda business.

Questo deriva innanzitutto da una fiscalità penalizzante: nella maggior parte degli altri grandi mercati europei la deducibilità dei costi è integrale e la quota ammortizzabile raggiunge il 100%, mentre l’Italia sconta un costo deducibile ancora bloccato a 18.076 euro (un valore in lire del 1997) con una quota ammortizzabile ferma al 20%.

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