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Moto, +42% in tre anni: gli italiani non vogliono più le auto?

Moto, +42% in tre anni: gli italiani non vogliono più le auto?
A fronte di un mercato auto in negativo, in Italia le due ruote non smettono di crescere. La filiera oggi vale complessivamente 14,8 miliardi di euro e sono in aumento gli italiani che prendono la patente A.

IN QUESTO ARTICOLO

L’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma) ha presentato i dati di settore, attraverso uno inedito studio condotto da Bain & Company Italia.

La filiera moto e bici in Italia oggi vale complessivamente 14,8 miliardi di euro. Il settore contribuisce con un gettito vicino a 180 milioni di euro alle entrate tributarie.

Mentre il 2024 dell’auto dovrebbe concludersi in negativo, con immatricolazioni attorno a 1,58 milioni di nuove targhe, molto inferiori alle attese  (il governo sperava in 2 milioni), i motocicli crescono del +42% in tre anni (dal 2020 al 2023) e il fatturato della filiera bici segna un +50% sul 2018, attestandosi a a 2,7 miliardi di euro.

Il successo delle moto

Dallo studio emerge che il settore del motociclo ha un fatturato di 9,5 miliardi di euro.

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Il mercato nel suo complesso dal 2020 al 2023 ha fatto segnare una crescita media annua del 12%.

Nel post-Covid funzionano bene non solo gli scooter, ma anche le moto, che rappresentano il 45% delle immatricolazioni, mentre 10 anni fa erano il 34%.

La moto non è usata solo nel tempo libero, ma anche per il commuting

Si tratta di veicoli tradizionalmente più legati alla passione, al turismo e allo svago, ma che ora – grazie al successo delle medie cilindrate – si prestano a soddisfare anche le esigenze di pendolarismo.

In crescita la filiera moto del +50%

L’andamento positivo del mercato si è tradotto in una crescita del fatturato di tutta la filiera moto, che tra il 2020 e il 2023 ha fatto segnare un +50%, e in un aumento della profittabilità media per gli operatori in aumento dal 4,2% al 6%.

Cresce anche il numero degli addetti del 7%, attestandosi a poco più di 36mila diretti (84mila con indiretti e indotto).

Moto da esportazione

Degno di nota il saldo della bilancia commerciale dei motocicli con +470 milioni di euro, confermando la qualità e il ruolo centrale dell’Italia nell’export.

Anche la componentistica Made in Italy afferma la propria leadership nell’alto di gamma, con un valore medio delle parti esportate di 33 euro al kg contro i 19 dell’import.

Le patenti A crescono 6 volte di più delle patenti B

Il fatto che moto, scooter e ciclomotori piacciano agli italiani lo si vede anche dalla crescita del numero delle patenti A, che oggi sono una su cinque di quelle rilasciate.

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Si tratta di un totale di 280mila patenti A, in crescita del +6% dal 2013 al 2023. Nello stesso periodo le patenti B per le auto registrano un +1%.

Le biciclette

Più in chiaroscuro il settore delle biciclette, che dopo il +18% nel 2020 sul 2019 dovuto al bonus bici (oltre 2 milioni di pezzi venduti) ora vede una flessione media annua del 17% tra il 2021 e il 2023.

Nonostante il calo dei volumi, la filiera bici ha comunque registrato un aumento significativo del fatturato: 2,7 miliardi di euro nel 2023, cioè  +50% sul 2018 (dovuto all’aumento dei prezzi e al successo delle e-bike).

 

Gli effetti della pandemia hanno impattato sulla profittabilità del settore: a causa della crisi delle catene di approvvigionamento i margini sono infatti tornati ai livelli del 2019, passando dal picco del 7,6% nel 2021 al 3,2% nel 2023. A risentire maggiormente di questo scenario sono stati i componentisti e i venditori di accessori che hanno perso quasi dieci punti di margine.

In ogni caso il settore ciclo, come quello moto, continua a segnare un saldo positivo nell’export, a dimostrazione della forte domanda di prodotti Made in Italy sui mercati internazionali: la bilancia commerciale indica infatti +75 milioni di euro (soprattutto per quanto riguarda pedali, manubri e cambi).

“Oggi produciamo il 17% delle bici costruite e assemblate in Europa (2 milioni)”, spiega il presidente di Ancma Mariano Roman.

Bene anche l’occupazione: in due anni (2020-2022) il numero degli addetti nella produzione di bici e componenti è cresciuto del 16%, passando da 15.200 unità a 17.600.

La crescita delle e-bike

In un contesto di grandi trasformazioni, l’elemento più rilevante è stato il rapido incremento delle e-bike, salite fino a oltre 330mila unità vendute nel 2022, con una penetrazione del 20% sul totale (era il 3% nel 2015 e l’11% nel 2019).

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Anche qui, come nel mercato dell’auto, scontiamo l’esposizione della filiera italiana alle forniture di componenti elettrici dall’Asia (che esporta l’87% dei chip), oltre che alla variabile di fattori macroeconomici e geopolitici.

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