Farò un passo indietro dagli impegni al Doge, gli dedicherò 1-2 giorni a settimana. La promessa recente di Elon Musk, accompagnata dall’annuncio di un ritorno quasi a “pieno servizio” in Tesla. Ruolo? Amministratore delegato. Quello che da circa 20 anni ricopre. Una promessa fatta agli investitori e accolta positivamente dai mercati ma la realtà delle cose è più ampia rispetto a una reazione su mercati.
Coinvolge la domanda se sarà ancora Elon Musk a guidare Tesla. Durante la presentazione dei risultati trimestrali, tra le domande poste da investitori e responsabili della rete Tesla, si leggevano interrogativi del tipo: “Pensate di sostituire Elon con qualcuno meno dannoso e più attento alle esigenze dell’azienda in futuro?”; “Il Consiglio può fornire una stima del numero di ore settimanali che l’attuale CEO dedica specificamente alle responsabilità legate a Tesla?”; “Dato il coinvolgimento dell’amministratore delegato in numerose iniziative al di fuori di Tesla, è possibile prendere in considerazione un amministratore delegato che si concentri esclusivamente sulle priorità e sulla crescita di Tesla?”; “Con il crollo delle azioni Tesla, è prevista la nomina di un nuovo CEO?”.
MUSK VERRÀ SOSTITUITO
La sensibilità verso il ruolo di amministratore delegato è elevata, soprattutto dopo i pessimi risultati postati da Tesla nel primo trimestre dell’anno. Una sensibilità sul tema che ha visto il Wall Street Journal anticipare la notizia dell’avvio della ricerca da parte Tesla per sostituire l’a.d.. Vale ricordare come uno dei più importanti quotidiani finanziari al mondo abbia dato notizia, anticipandole, delle misure previste da Trump sulla neutralizzazione dei dazi sulla componentistica in vigore dal 3 maggio.
Alta tensione Tesla, che succede alla casa statunitense?
Lo scoop del Wall Street Journal, diffuso nella giornata di giovedì 1 maggio, è stato pesantemente contestato da Musk, che su X ha postato: “E’ una violazione etica estremamente negativa che il Wall Street Journal abbia pubblicato un articolo deliberatamente falso e non abbia inserito una dichiarazione inequivocabile di smentita da parte del Consiglio di amministrazione Tesla.
(…) Il Wall Street Journal è un discredito per il giornalismo”.
LE FONTI TESLA E LA RICERCA DEL NUOVO A.D.
Nella ricostruzione fatta dal WSJ si dà notizia di un mancato commento, prima della pubblicazione dello scenario sulla ricerca di un nuovo a.d. per Tesla, tanto da parte della compagnia e di Musk.
“Circa un mese fa, con le azioni di Tesla in calo e alcuni investitori irritati per l’attenzione di Elon Musk alla Casa Bianca, il consiglio di amministrazione di Tesla si è impegnato seriamente nella ricerca del successore di Musk. I membri del consiglio hanno contattato diverse società di ricerca per lavorare su un processo formale per trovare il prossimo amministratore delegato di Tesla, secondo quanto riferito da persone che hanno familiarità con le discussioni (…)”, si legge nell’esclusiva del Wall Street Journal, che fa risalire l’avvio del processo di individuazione di un nuovo a.d. al mese di marzo-aprile.
“(…) I membri del consiglio gli dissero che doveva dedicare più tempo a Tesla, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dell’incontro. E che doveva dirlo pubblicamente. Musk non ha reagito”. E, ancora, “(…) Secondo le persone che hanno avuto familiarità con le discussioni, il consiglio di amministrazione ha ristretto l’attenzione a un’importante società di ricerca. Non è stato possibile determinare lo stato attuale della pianificazione della successione”.
Se avvicendamento al vertice sarà, non avverrà certo in tempi brevi. Resta da capire, inoltre, se il ritorno dal mese di maggio di un Musk più attento alle vicende Tesla e meno agli affari politici – dove pure la casa californiana beneficerà delle nuove disposizioni in tema di dazi sulla componentistica – avrà un impatto sul percorso che si muove sotto traccia. Inoltre, un recupero sul piano industriale e finanziario della compagnia potrà avere effetti sullo scenario prospettato dal Wall Street Journal. Resta l’ufficialità della smentita, da parte di Musk e di Tesla, dell’intenzione di cambiare a.d.
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