Negli anni ’80 si rubavano le autoradio, ora i navigatori satellitari integrati. Ma perché farlo? Una volta strappati dal cruscotto dell’auto i navigatori sono inservibili, ma diventano molto utili per scopi criminali.
I furti da una parte alimentano il mercato nero dei pezzi di ricambio e, dall’altra, consentono ai ladri di entrare in possesso di sofisticati microprocessori, molto potenti e veloci, che vengono utilizzati per la clonazione delle carte di credito.
CLONAZIONE DI CARTE DI CREDITO
Il microchip che serve alla banda criminale per clonare più carte possibili si trova proprio nascosto nei navigatori che le case costruttrici mettono di serie sulle auto in vendita. Il piccolo circuito elettronico ad alta capacità di memoria viene utilizzato per rubare dai dispositivi bancomat gli estremi di una scheda, per poi riutilizzarli con una carta falsificata.
I DANNI
Il fenomeno del furto dei navigatori satellitari si è consolidato 2-3 ultimi anni, e più bersagliate sembrano essere le auto tedesche. Si tratta di dispositivi integrati, che oltre alla classica funzione di mappa e guida alla destinazione, gestiscono funzioni e informazioni essenziali per la guida dell’auto e dialogano con la stessa centralina del veicolo.
Il dispositivo, a seconda del segmento di appartenenza del veicolo ha un costo variabile da 1.700 a 7.000 euro (per i veicoli premium). Senza contare il costo di ripristino dell’auto; i criminali per rubare il navigatore nel più breve tempo possibile danneggiano sensibilmente la parte centrale del cruscotto, compromettendo il cablaggio dei fili. Ci sono aziende del noleggio a breve termine che per questo specifico fenomeno, sono arrivate a sostenere fino a 2 milioni di euro di danni.
Un fenomeno che affianca il già consolidato trend delle sottrazioni di pneumatici nuovi alle vetture a noleggio, con auto che vengono riconsegnate alle società con gomme diverse da quelle di inizio noleggio.
LE CONSEGUENZE DEI FURTI
A essere bersagliate sono spesso le auto del noleggio a breve termine. Il furto dell’auto genera per gli operatori del settore come conseguenza immediata la perdita del valore del veicolo, il successivo mancato fatturato dovuto all’impossibilità di noleggiarlo (fino a che non viene sostituito) e costi di gestione per le pratiche amministrative e burocratiche connesse.
Costi che stanno costringendo i grandi operatori multinazionali e nazionali del noleggio a breve termine a valutare la permanenza in queste aree strategiche per l’offerta turistica del nostro Paese. Senza contare, nel caso in cui l’episodio colpisca soprattutto turisti stranieri, il problema d’immagine che si genera per il nostro Paese.
