Il business del noleggio auto necessita di “spalle larghe”, perché gli investimenti sono tali che serve un funding significativo. Perciò dietro i big del settore ci sono sempre (o quasi, come vedremo) grandi gruppi bancari.
LE BANCHE DIETRO IL NOLEGGIO
Le banche sono direttamente coinvolte nel noleggio a lungo termine attraverso la partecipazione in società di noleggio. L’attività della banca non è solo di finanziamento, ma può offrire il servizio di Nlt ai clienti tramite sedi e filiali bancarie, a volte in collaborazione con partner specializzati; effettua i controlli finanziari sui clienti.
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Per molte imprese di noleggio è importante avere alle spalle un azionista con spalle solide:
- Arval è interamente di proprietà di BNP Paribas ed è inserita nella linea di business Commercial, Personal Banking & Services
- Crédit Agricole è uno dei partner paritetici di Leasys, insieme a Stellantis, e offre anche l’integrazione dei suoi servizi di mobilità all’interno delle proprie filiali tramite i Leasys Mobility Store
- Drivalia S.p.A. è controllata da CA Auto Bank (dal 2023, parte del gruppo Crédit Agricole Personal Finance & Mobility)
- Il gruppo Société Générale è l’azionista di maggioranza di Ayvens
- Santander è l’ultimo grande gruppo bancario a essersi buttato nel noleggio con Santander Consumer Renting
In Italia BPER Banca e UnipolRental hanno una partnership strategica. Inoltre ci sono diverse banche -locali e nazionali – che propongono il noleggio ai loro clienti, agendo come mobility provider. Ad esempio il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea con Rentup; Intesa Sanpaolo con il noleggio operativo Rent Foryou; Claris Rent, che si propone attraverso varie banche del Gruppo Cassa Centrale (Banca 360 FVG, BCC Felsinea, Bvr Banca Veneto Centrale etc).
POI C’E’ LA PROPRIETA’ PRIVATA
Program Autonoleggio appartiene alla famiglia Bacci ed è presente sul mercato da oltre trent’anni. È una società di Noleggio a Lungo Termine con una flotta di circa 6.000 unità, con un incremento di volumi che aumenta dal 5 al 10% anno su anno. Non sono certo grandi numeri se comparati ai big player che gestiscono centinaia di migliaia di veicoli ma è una crescita ponderata e sostenibile: nessuna perdita del DNA aziendale, raggiungendo perfino il paradosso che la mancanza della grande banca alle spalle costituisce garanzia di massima attenzione al bilanciamento tra volumi e servizi, garantendo una politica dei costi totalmente indipendente.
Il rovescio della medaglia è che ogni anno l’azienda deve trovare i fondi per sostenere il business – banalmente l’acquisto dei veicoli che impegna alcune decine di milioni di euro.
“Devi avere credibilità , creatività e ingegno per capire come fare, il vantaggio è che sei autonomo, rispondi a te stessa e riesci a valutare soluzioni un po’ diverse, non sei legata al vecchio sistema che quello deve essere. È comunque faticoso perché il sistema bancario italiano lo conosciamo e la creatività sta nel trovare persone che capiscano che cosa serve e riescano a proporre nuove idee e soluzioni. Per esempio finanziatori che non hanno obbligo e necessità di ricorrere alla centrale rischi perché in un settore come il nostro l’indebitamento è normale (le Banche prima di erogare qualsiasi finanziamento verificano la Centrale Rischi, ndr)” commenta l’Amministratore Unico della società fiorentina Patrizia Bacci.
Mercury di Italo Folonari asserisce come “Mercury pone molta attenzione alla provvista e non solo per minimizzare il costo. Innanzitutto è bene evidenziare che la struttura finanziaria di oggi è figlia di un percorso di oltre 20 anni. Fin dal principio prediligemmo il finanziamento rispetto al leasing per questioni di tasso, di spese, di costi gestionali e di flessibilità (non sempre il ciclo di vita di un veicolo dura quanto inizialmente previsto). Nei primi anni 2000 la provvista era complicata perché i gestori non conoscevano il noleggio a lungo termine. Furono determinanti la credibilità della governance e il rapporto di trasparenza (ogni trimestre inviamo una situazione aggiornata del conto economico). Inoltre ci sforzammo di comprendere le dinamiche che miglioravano il nostro rating assumendo politiche di bilancio conseguenti. I primi anni 10 furono terribili per i problemi delle banche stesse e fummo costretti a ottimizzare i flussi e a investire nei prodotti più remunerativi. Nell’epoca dell’Euribor negativo abbiamo mantenuto immutato il rigore gestionale per tutelarci dai cambiamenti repentini del mercato. Ciò significa che prestiamo attenzione a mantenere il matching tra la provvista e l’impiego, sia nella durata (la durata del finanziamento è pari alla durata media dei contratti di noleggio del periodo) che nella forma (il circolante è finanziato con strumenti a revoca mentre gli investimenti con strumenti a scadenza). Grazie a queste regole, al patrimonio netto consistente e a un importante cash flow, Mercury continua a godere della fiducia del sistema bancario”.
ALTRE STRATEGIE DI FINANZIAMENTO
Le società di noleggio possono accedere anche ad altri finanziamenti, oltre a quelli bancari, attraverso le emissioni di titoli obbligazionari e le cartolarizzazioni, con cui i crediti diventano liquidità immediata.
L’emissione di obbligazioni è un modo per reperire fondi dai risparmiatori, che ottengono un interesse in cambio del capitale prestato alla società.
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