Nel mese di febbraio il canale del noleggio si è ri-confermato uno dei principali driver del mercato automobilistico italiano, incidendo in maniera determinante sull’andamento complessivo delle immatricolazioni. Con 159.011 nuove autovetture targate e una crescita del 14,34% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, l’espansione delle Passenger Cars è stata sostenuta in larga parte proprio dalla dinamica del rent, in particolare del breve termine, che ha registrato un’accelerazione senza precedenti.
Ecco l’elaborazione mensile dei dati prodotta da Dataforce su fonti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dell’ACI.
Noleggio auto: le immatricolazioni a febbraio 2026
Il dato più eclatante riguarda infatti il RAC, che ha segnato un incremento del 106,93%, traducendosi in 9.131 targhe aggiuntive su base annua. In termini strutturali, ciò significa che il comparto ha più che raddoppiato i volumi rispetto a febbraio 2025, incidendo in modo significativo sul saldo positivo del mercato.
La crescita del breve termine appare riconducibile a una combinazione di fattori: il rafforzamento della domanda legata alla mobilità turistica e business, la necessità di rinnovare le flotte da parte degli operatori e una strategia più aggressiva di approvvigionamento da parte delle società di rent-a-car in vista della stagione primaverile. L’incidenza del noleggio a breve termine sul totale delle immatricolazioni di febbraio ha raggiunto l’11,1%, in rialzo rispetto ai mesi precedenti, riportando questo sottocanale su livelli di centralità che non si osservavano da tempo.
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Diverso, ma comunque solido, l’andamento del noleggio a lungo termine. Nel comparto delle autovetture, il long rent ha mantenuto sostanzialmente invariati i volumi rispetto a febbraio 2025, con una variazione marginale del +0,49% e 171 immatricolazioni aggiuntive, per un totale di 34.721 unità targate nel mese. Si tratta di numeri che confermano la stabilità del segmento, dopo anni di crescita sostenuta, e che evidenziano una fase di consolidamento piuttosto che di espansione.
La quota di mercato del noleggio a lungo termine si è attestata al 21,8%, contribuendo in modo determinante a portare l’intero canale del noleggio – breve e lungo termine sommati – a sfiorare il 33% di market share complessiva. In altri termini, un’auto nuova su tre immatricolata in febbraio è stata destinata a formule di noleggio, dato che sottolinea la trasformazione strutturale della domanda automobilistica italiana, sempre più orientata verso soluzioni di utilizzo anziché di proprietà.
GENERALISTI AL TOP, CAPTIVE ARRETRANO
All’interno del lungo termine si osservano dinamiche differenziate tra operatori. Le targhe riconducibili agli operatori generalisti Top hanno ripreso a crescere, segnando un +5,05%, mentre i player captive legati direttamente ai costruttori hanno registrato un arretramento del 3,03%, a testimonianza di un equilibrio competitivo che vede le società indipendenti rafforzare la propria posizione sul mercato corporate e sulle grandi flotte, mentre i captive sembrano attraversare una fase di maggiore selettività nelle politiche di acquisizione contratti.
I BRAND CHE SCELGONO IL NOLEGGIO
Analizzando il mix per marca nel noleggio a lungo termine delle autovetture, emergono strategie commerciali molto differenziate. Alcuni brand fanno ricorso in maniera strutturale a questo canale: Cupra destina al long rent oltre la metà delle proprie immatricolazioni mensili, con una quota del 54,2%, seguita da BMW con il 48,3% e Alfa Romeo con il 38,6%. Anche Audi, Skoda e Volkswagen presentano incidenze superiori al 30%, ben al di sopra della media di mercato del 21,8%. Questi dati evidenziano come il noleggio a lungo termine rappresenti per diversi costruttori uno strumento strategico di penetrazione nel mercato delle flotte aziendali e del management, oltre che un canale chiave per sostenere i volumi su modelli a maggiore valore unitario.
Nel breve termine, invece, spicca l’utilizzo intenso da parte di MG, che destina al rent-a-car il 30,8% delle proprie immatricolazioni, e di Renault, con il 29%. Quote significative si riscontrano anche per Nissan e Peugeot, entrambe al 23,3%, e per BYD al 22%. In questi casi il noleggio a breve termine diventa una leva per aumentare la visibilità del prodotto, favorire la prova su strada da parte di un pubblico ampio e accelerare la diffusione di modelli nuovi o di recente introduzione, inclusi quelli elettrificati.
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