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Il noleggio è una sfida insormontabile per la rete del post vendita? Il confronto tra Viano e Artusi

Il noleggio è una sfida insormontabile per la rete del post vendita? Il confronto tra Viano e Artusi
Un confronto, moderato dal CEO di Quintegia Tommaso Bortolomiol sul palco di Service Day 2025, tra il mondo delle flotte e delle società del noleggio e la rete service: ci sarà futuro collaborativo o questi due mondi continueranno a scontrarsi su prezzi e tempi di fermo? Ne parlano Alberto Viano (Aniasa) e Massimo Artusi (Federauto).

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Durante Service Day 2025, l’evento organizzato da Quintegia e dedicato ai professionisti dell’assistenza post-vendita e della mobilità, si è tenuto un confronto di grande interesse sul ruolo crescente del noleggio a lungo termine nel mercato automobilistico italiano. A dialogare sul palco, Tommaso Bortolomiol, CEO di Quintegia, ha intervistato Massimo Artusi, presidente di Federauto, e Alberto Viano, presidente di ANIASA.

L’occasione ha offerto uno spaccato su un settore in piena trasformazione: oggi in Italia circolano circa 40 milioni di autovetture, di cui 1,2 milioni sono a noleggio, pari a circa il 3% del parco circolante. Si tratta di auto mediamente giovani — fino a quattro anni di età — e, solo tra il 2023 e il 2024, il comparto ha registrato una crescita di oltre 70 mila veicoli.

Le flotte, spiegano i relatori, rappresentano un pilastro della mobilità nazionale: il 78% è destinato a clienti business, l’8,7% alle amministrazioni pubbliche e poco più del 7% ai privati, che scelgono sempre più spesso “il servizio al prodotto”.

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Il mercato che cambia? Una fatica per il service

Aprendo il confronto, Bortolomiol osserva che la fisionomia del mercato sta cambiando rapidamente e richiede un’evoluzione da parte di tutti gli operatori. “Ma quali sono le implicazioni concrete di business per chi lavora sul territorio, in concessionaria o nelle reti di assistenza?».

Se pensiamo ai 40 milioni di veicoli circolanti in Italia, la percentuale legata ai noleggiatori è ancora molto bassa. Questo significa che le reti autorizzate si trovano spesso a gestire un parco più datato – a rispondere è Massimo Artusi, che sottolinea la necessità di trovare nuovi equilibri – Tuttavia, il cliente del noleggio è un interlocutore strategico, con esigenze specifiche, a metà strada tra la fabbrica, le reti ufficiali e l’utilizzatore finale, che sia un privato o un’azienda“.

Artusi aggiunge che il rapporto con i noleggiatori non è privo di difficoltà: “Il dialogo non è sempre semplice. Il noleggiatore, per sua natura, punta a massimizzare il profitto, e questo può creare attriti. Ma la vera sfida è nella comunicazione: bisogna costruire una triangolazione efficace tra società di noleggio, utilizzatore e rete di service. Solo così possiamo garantire tempestività, qualità del lavoro e consapevolezza reciproca“.

“Il noleggio ha raggiunto la maturità”

Per Alberto Viano, il settore del noleggio ha ormai raggiunto una nuova fase di maturità. “Negli ultimi anni — spiega — il mercato ha continuato a crescere, anche se oggi assistiamo a un rallentamento nelle immatricolazioni. I noleggiatori tradizionali, non legati direttamente ai costruttori, hanno immatricolato meno. Tuttavia, i brand automotive hanno capito l’importanza di estendere la propria catena del valore e di intercettare questa domanda. È un segnale di maturità del mercato”.

 

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Oggi il noleggio serve circa il 20% del mercato dei privati: non parliamo più solo di flotte aziendali. Questo allargamento del target distribuisce il vantaggio competitivo del noleggio a una platea più ampia, anche tra i consumatori finali.

Il vantaggio, spiega, nasce da un’efficienza intrinseca del modello e dall’efficienza di negoziazione: “è un mercato competitivo, dove le tariffe subiscono una pressione costante. Noi ottimizziamo su tutto — dall’acquisto delle vetture ai costi dei servizi — e questo ci permette di contenere i canoni. Ma è fondamentale creare una dialettica costruttiva con le reti, perché il cliente del noleggio è molto attento alla manutenzione, alle scadenze, alla qualità degli interventi. Non è un cliente che trascura il service“.

Prezzi, dialogo e nuove formule

Bortolomiol tocca un tema cruciale: quello delle e negoziazioni, che rischiano di comprimere troppo le tariffe di manodopera (che sono già tra le più basse d’Europa) e di rendere eccessive le scontistiche sui ricambi.

Artusi risponde con pragmatismo: “Non necessariamente. Se si riesce a instaurare un dialogo trasparente, si possono trovare formule nuove. Il noleggio non è un nemico del concessionario, anzi. Ha il grande merito di far girare le auto più velocemente di quanto farebbe il mercato da solo. È un segmento che va tutelato, ma anche governato. Le reti devono essere in grado di offrire servizi di qualità a un prezzo corretto, per un cliente che vuole guidare un’auto sempre allo stato dell’arte. Serve un tavolo di confronto stabile per costruire equilibrio”

Competizione e prospettive future

Il dialogo si chiude con una riflessione di Viano sul futuro del comparto: “Io rappresento un’associazione di aziende che competono fieramente tra loro. Questa competizione è sana, perché alimenta l’efficienza e la capacità di innovare. Oggi il noleggio contribuisce a oltre il 30% delle immatricolazioni: è una forza che non si può ignorare”.

“Chi confronta i canoni di oggi con quelli di vent’anni fa scopre che, a parità di cifra, le auto costano il doppio. Quella differenza si chiama competitività. Capisco chi nel service teme l’impatto di questa pressione, ma è altrettanto vero che i costruttori stanno recuperando un rapporto diretto con il cliente, anche grazie alle app e agli strumenti digitali che mettono in contatto immediato utilizzatore e rete di assistenza”.

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