Con il patrocinio di

Se ti investono sulle strisce potrebbe essere colpa tua! Vita dura per i pedoni con il nuovo Codice della Strada

Se ti investono sulle strisce potrebbe essere colpa tua! Vita dura per i pedoni con il nuovo Codice della Strada
La nuova norma prevede che i pedoni, prima di attraversare, siano tenuti a verificare che i conducenti dei veicoli che sopraggiungono li abbiano visti e si fermino per dare loro la precedenza.

IN QUESTO ARTICOLO

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del Codice della Strada, (qui il testo completo) le cui novità principali entreranno progressivamente in vigore con una scadenza complessiva fissata al 1° gennaio 2028.

Leggi Anche: Codice della Strada, tutte le novità e quando diventa operativo

Una delle novità più controverse è la possibilità di ricevere delle multe anche per chi è a piedi, .

Stop alla distrazione

Il nuovo Codice della Strada introduce il concetto di distrazione anche per i pedoni, per contrastare pericolose disattenzioni sulla strada.

Insomma, anche i pedoni devono essere diligenti. Se non lo sono, oltre a rischiare la vita, rischiano la multa:

  • Comportamenti scorretti generici (attraversare in diagonale, zigzagare o non fermarsi prima delle strisce): da 40 € a 160 €
  • Mancato uso del giubbotto riflettente (di notte fuori città): da 40 € a 160 €
  • Taglio degli incroci o passaggio davanti a bus/tram fermi: da 25 € a 100 €
  • Violazioni gravi (come l’attraversamento in autostrada o dove espressamente vietato): fino a 320 €

La specifica sanzione riguardante il divieto all’uso dello smartphone sulle strisce, invece, è stata eliminata dal testo finale.

Prima di attraversare bisogna essere sicuri che l’automobilista si fermi

Prima di iniziare l’attraversamento, su strisce e fuori, i pedoni sono obbligati a fermarsi e verificare che i conducenti dei veicoli in arrivo li abbiano effettivamente visti e si fermino per dare loro la precedenza.

Durante l’attraversamento, inoltre, i pedoni dovranno astenersi dal compiere movimenti repentini o imprevedibili ovvero cambi di traiettoria di marcia, se non per impellente necessità.

La norma recita testualmente:

Quando percorrono gli attraversamenti pedonali, i pedoni prestano la massima attenzione al fine di evitare sinistri ovvero situazioni di pericolo per sé o per gli altri utenti della strada. Durante l’attraversamento pedonale, i pedoni:
a) si astengono dal compiere movimenti repentini o imprevedibili ovvero cambi di traiettoria di marcia, fatte salve le situazioni di necessità;
b) prima di iniziare l’attraversamento, si fermano e verificano che i conducenti dei veicoli che sopraggiungono li abbiano visti e si fermino per dare loro la precedenza.

Vietato anche, fuori dai centri abitati, l’attraversamento in prossimità o corrispondenza di curve o dossi. Così come non sarà lecito l’attraversamento di corsa, senza fermarsi o immettendosi sulla carreggiata passando tra veicoli in sosta, tra veicoli incolonnati o in presenza di altri oggetti che limitano la visuale.

Leggi Anche: In Italia ogni giorno muiono 1,3 pedoni. La metà investiti sulle strisce

Gli attivisti sostengono che obbligare il pedone a “fermarsi e accertarsi di essere stato visto” prima di mettere piede sulle strisce deresponsabilizza gli automobilisti. Il timore è che, in caso di investimento, le compagnie assicurative e i conducenti possano usare questa norma per addossare la colpa (o il concorso di colpa) al pedone, sostenendo che non abbia “controllato bene” prima di attraversare.

Obbligo di giubbotto o bretelle

Aldi fuori dei centri abitati, di notte in assenza di pubblica illuminazione o anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, caduta di neve, forte pioggia e in ogni altra circostanza di scarsa visibilità, per i pedoni scatterà l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti.

La responsabilità in caso di incidente

Il mancato rispetto di tali regole potrebbe far ricadere sul pedone la colpa di un eventuale incidente. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che la responsabilità del conducente che investe un pedone è esclusa quando risulti provato che non vi era alcuna possibilità di prevenire l’evento, cioè quando il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile e/o anormale, tale da rendere l’automobilista impossibilitato ad avvistare il pedone o ad osservarne tempestivamente i movimenti.

Numerose le proteste da parte di associazioni per la sicurezza stradale, attivisti della mobilità sostenibile, associazioni dei consumatori e i familiari delle vittime della strada che evidenziano il rischio di colpevolizzazione delle vittime (gli utenti deboli della strada).

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter e aggiungici alle tue fonti preferite di Google per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE