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Opel STX Concept, al Salone di Parigi 2026 con la coda di una Ferrari del passato

Opel STX Concept, al Salone di Parigi 2026 con la coda di una Ferrari del passato
Anticipa gli stilemi dei futuri modelli del marchio che arriveranno entro il 2030, in particolare un modello erede della Astra Sports Tourer. La coda? Un design in funzione aerodinamica

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Le station wagon di casa Opel sono Sports Tourer e, dal Salone di Parigi 2026, arriva una visione molto accattivante su un progetto che potrebbe benissimo essere la Astra Sports Tourer del 2030. STX Concept ha portato in scena le linee di una station vicina al mondo delle shooting brake e con una cura dell’efficienza aerodinamica centrale nelle scelte di stile, con una coda particolarissima nel contesto attuale del mercato.

Tronca, un taglio netto, perché così aiuta l’efficienza aerodinamica, riduce la resistenza all’avanzamento e, su un’elettrica, vuol dire risparmiare energia e fare più strada.

OPEL AL SALONE DI PARIGI 2026, STX CONCEPT

Una “novità”? Non proprio, almeno non nell’idea di base, che ebbe negli anni Sessanta varie interpreti, anche celebri e diversissime dalle velleità del concept Opel. Ad esempio, Ferrari 250 GT Breadvan, meglio nota come Drogo dal nome del pilota e carrozziere modenese, Piero.

Opel ha presentato la STX Concept come la visione di un modello appena più grande dell’attuale Astra Sports Tourer, quindi siamo nella fascia dei 4,65-4,70 metri di lunghezza. La casa del Blitz ci ha abituato a trasferire molte soluzioni di stile dei suoi concept in stilemi della produzione in serie, com’è avvenuto con il B-suv Mokka, ad aprire il ciclo delle Opel con la calandra Vizor. 

UNA STATION WAGON SPORTIVA PER IL FUTURO SEGMENTO C

STX Concept per certi versi conferma alcune soluzioni viste tra le slides del piano Fastlane 2030 di Stellantis, la scorsa primavera, quando apparvero dei rendering (immagine sotto) di uno dei quattro modelli che il marchio tedesco porterà sul mercato entro il 2030. Una vettura bassa, dalla linea filante, oggi abbiamo la conferma che sarà una Sports Tourer e opererà nel segmento C superiore, al limite del segmento D. 

opel 2030 fastlane stellantis

Le geometrie dei fari posteriori, il trattamento del frontale con il logo illuminato e le superfici spigolose e aggressive, sono elementi che potrebbero facilmente essere tradotti in serie. Molto più difficile che possa esserlo l’aerodinamica attiva di cui è dotata la Opel STX Concept.

STX CONCEPT, AERODINAMICA CURATA PER CONSUMARE MENO ENERGIA

Portare su strada una station wagon dinamica con un taglio della coda tronca come visto sul concept avrebbe del clamoroso, è difficile da immaginare, invece, che su un modello da grandi volumi possano trovare spazio le soluzioni del diffusore mobile e le paratie che spuntano dal paraurti posteriore, dietro le ruote. A cosa servono questi stratagemmi tecnici e stilistici? A separare i flussi d’aria che lambiscono la vettura e far sì che si riuniscano dietro la vettura, quanto più distante possibile, riducendo così le turbolenze. In un mondo ideale, la coda di un’auto dovrebbe essere un profilo a goccia – bassa e rastremata – ma questo vorrebbe dire auto molto lunghe e con uno sbalzo posteriore enorme. Semplicemente, non è fattibile. La soluzione aerodinamica – coda tronca e profili mobili alle estremità, prova a replicare le caratteristiche del profilo a goccia, riducendo la sezione virtuale della coda. In termini molto semplici, oltre i 50 km/h Opel ha previsto su STX Concept delle paratie mobili sotto al paraurti e alle estremità, per migliorare l’efficienza. In modo simile a quanto proposto da Mercedes con il concept Vision EQXX del 2022, poi confluito nel progetto della gamma nuova CLA, priva ovviamente di quelle accortezze aerodinamiche mobili, tipiche da granturismo e supercar.

Tornando al concept Opel, è spinto da due motori elettrici, è in grado di superare i 200 km/h e, in prospettiva, sarà un modello di serie realizzato sull’architettura STLA One. Non sono stati diffusi i particolari dell’architettura elettrica, salvo essere presentata come “innovativa”.

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