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I monopattini in sharing sono pericolosi, ma sarà vero? Ecco cosa dicono i dati

I monopattini in sharing sono pericolosi, ma sarà vero? Ecco cosa dicono i dati
I detrattori della sharing mobility dovrebbero anche valutare il fattore economico: il comparto ha generato nel 2023 un fatturato complessivo di 178 milioni e il gettito IVA del settore – tassato al 22%, a differenza di taxi (zero) e NCC e TPL (10%) – garantisce allo Stato un’entrata di circa 32 milioni.

IN QUESTO ARTICOLO

Nonostante gli appelli e le lamentele della politica e di alcuni utenti della strada, la sharing mobility continua ad essere un servizio utilizzato nelle grandi città. Lo dimostrano i dati contenuti nell’ultimo report dell’Osservatorio Sharing Mobility, promosso da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Nonostante tra il 2023 e il 2024 l’offerta complessiva si sia ridotta (passando da 211 servizi operativi nel nostro Paese nel 2022 a 143 nel Q1 2024, con 81 mila veicoli nel primo quarter del 2024 a fronte di 113 mila nel 2022), il numero dei noleggi e le percorrenze sono rimaste stabili, così come il fatturato complessivo del settore (178 milioni di euro nel 2023). Questo dimostra che, negli ultimi anni, l’offerta di ridesharing ha superato la reale domanda, ma che quest’ultima non accenna a calare.

I servizi, quindi, funzionano, malgrado la riduzione di servizi, veicoli e operatori attivi – nonostante gli slogan utilizzati da esponenti politici e automobilisti eccessivamente critici nei confronti della mobilità leggera – anche perché l’incidentalità legata ai servizi di micromobilità in sharing è diminuita, grazie probabilmente ad una maggiore dimestichezza degli utenti stessi.

Leggi Anche: Car sharing per disabili, esiste un solo servizio in Italia.

Come vanno i servizi di sharing in Italia?

Car sharing, sempre più vicino al rent-a-car

Sul fronte del car sharing, la flotta di veicoli torna ai livelli pre-pandemia (quasi 8.000 veicoli), con un deciso incremento di auto ibride ed elettriche, tanto che solo il 30% della flotta è ancora costituita da veicoli a benzina.

Il car sharing free-floating sta virando verso noleggi più lunghi. A fronte di un numero di noleggi stabile (circa 6 milioni, dati equiparabili al 2020), le percorrenze sono in netta crescita (78 milioni di km nel 2023 e quasi 90 previsti per il 2024). A sostenere questo nuovo ruolo dello sharing, sempre più vicino al rent-a-car, è stata in molti casi l’introduzione di opzioni di noleggio a ore o a giorni nell’offerta di molti operatori.

Diversamente, il carsharing station-based mostra una stabilità sia in termini di domanda sia di offerta (1200 veicoli che effettuano circa 300mila noleggi l’anno).

  

Bike sharing: piacciono elettriche

Il bike sharing è il settore in maggiore crescita, soprattutto per i mezzi elettrici (a pedalata assistitia) e nei servizi di free-floating, gestiti spesso dagli stessi operatori dei monopattini in sharing.

Attualmente, le bici elettriche in free-floating rappresentano il 62% della flotta totale e la domanda è in crescita del 12% tra il 2022 e il 2023 (11 milioni e mezzo). Per il 2024 si prevede un’ulteriore crescita, del 22%.

Scooter sharing: un grande operatore da 4,5 milioni di noleggio

Per quanto riguarda lo scooter sharing, l’offerta ha subito una drastica contrazione: il numero di servizi attivi è diminuito da 22 a 10 tra il 2022 e il 2023 e anche il numero di veicoli si è ridotto di oltre la metà all’inizio del 2024.

Ora a dominare il mercato è Cooltra è diventato dominante, con il 90% dei veicoli disponibili in flotta ad aprile 2024, triplicando la propria quota di mercato rispetto al 31% del 2022. Nonostante la riduzione dei veicoli e degli operatori, nel 2023 il servizio ha raggiunto un nuovo record, toccando i 4,5 milioni di noleggi.

Nel 2024 la domanda però potrebbe rallentare, basandosi sui primi dati dell’anno, del 20% circa rispetto al 2023.

Monopattini in sharing: sono sempre meno

Il numero di servizi di monopattini in Italia è diminuito significativamente: erano quasi 100 nel 2022, sono scesi a 79 nel 2023 e poi a 53 a inizio 2024. Questa riduzione è dovuta sia al ritiro di alcuni operatori dal mercato sia all’interruzione del servizio in alcune città o alla fine delle sperimentazione.

Di conseguenza anche la flotta di monopattini in sharing si riduce, scendendo a 30.000 veicoli a inizio 2024, un valore inferiore a quello del 2020, anno di «lancio» vero e proprio del servizio.

Anche gli orientamenti regolatori degli enti locali hanno contribuito in maniera importante a questa riduzione complessiva, stabilendo dei limiti al numero massimo di operatori autorizzati. Da questo punto di vista è di grande rilevanza l’esempio di Milano, dove il nuovo bando ha previsto l’attivazione di 3 operatori a fine 2023 ma per mancanza di requisiti del veicolo ad aprile 2024 ne era attivo solamente uno a pieno regime.

In controtendenza con gli altri servizi, a parità di noleggi totali, le percorrenze dei monopattini in sharing scendono del 16% tra 2022 e 2023 (il 2024 dovrebbe avere una performance simile all’anno precedente). La motivazione probabilmente legata anche alla maggiore presenza di biciclette elettriche. 

Diminuiscono gli incidenti, perché nessuno ne parla?

Gli incidenti ogni 100.000 noleggi sono in calo per tutti i servizi: -11% per i monopattini, -7% per gli scooter e -48% per le biciclette. Considerando gli incidenti ogni 100.000 km, si registra una diminuzione per gli scooter (-63%) e per le biciclette (-35%), mentre per i monopattini l’indicatore è leggermente superiore rispetto al 2022.

Lo Stato guadagna 32 milioni dallo Sharing ogni anno

Il fatturato del settore del vehicle sharing è aumentato del 38% tra il 2021 e il 2022 e dell’1% tra il 2022 e il 2023, anno in cui il valore totale è stato di circa 178 milioni di euro. A contribuire maggiormente al valore economico totale sono i monopattini in sharing e il car sharing free-floating, con una quota rispettivamente del 36% e del 34%.

Per quanto riguarda la tassazione, l’IVA complessiva del settore garantisce allo Stato un’entrata di circa 32 milioni. I servizi di vehicle sharing sono infatti soggetti a un’aliquota IVA del 22%, diversamente agli altri servizi di mobilità condivisa, come taxi a cui non si applica l’Iva e NCC e Trasporto pubblico locale, ai quali si applica un’aliquota del 10%.

L’ipotesi di una riduzione dell’IVA, equiparandola agli altri mezzi di trasporto in condivisione, per portarla dal 22% al 10% determinerebbe un mancato gettito di circa 16 milioni di euro.

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