L’Italia registra circa 460 milioni di presenze turistiche annue (dati Istat). Oltre la metà sono stranieri e, secondo i dati dell’Osservatorio del Turismo, circa il 70% di questi, si concentra su appena l’1% del territorio nazionale.
IL PROBLEMA DELL’OVERTOURISM
L’iperturismo, oltre a non essere piacevole per chi viaggia, snatura l’identità del territorio e riduce la qualità della vita dei residenti. Pensiamo a Venezia, dove a fronte di circa 49.000 abitanti, la città antica riceve fino a 30-35 milioni di visitatori all’anno.

Oltre 1 italiano su 2 (il 52%) considera l’overtourism un problema, secondo una ricerca di Changes Unipol elaborata da Ipsos sulle opinioni degli italiani in merito alle opportunità e alle problematiche legate al turismo.
LE SOLUZIONI
Il tema non è eliminare il turismo, ma renderlo più consapevole e sostenibile. I campi di intervento sono tanti e vanno dal limitare il numero di visitatori (come Venezia, che ha introdotto un sistema di ticketing per i turisti giornalieri) alla regolamentazione di alloggi turistici e affitti brevi.
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Ma c’è anche un tipo di intervento più “culturale”, volto a promuovere mete alternative e meno conosciute; destagionalizzare, valorizzare il turismo lento ed esperienziale. Ed è qui che il noleggio a breve termine gioca un ruolo importante.
IL NOLEGGIO NELLA FILIERA TURISTICA
Come abbiamo visto dai dati del Rapporto Aniasa, il 60% del business del Rent-a-car si fa in aeroporto, grazie alla forte concentrazione della domanda turistica, e il 51% della clientela è internazionale.
Uno studio realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Aniasa ha evidenziato che il noleggio veicoli è un vero e proprio “abilitatore” per l’economia per il nostro Paese. Nello specifico, la ricerca certifica che:
- Per ogni euro speso nel noleggio auto, se ne generano e spendono altri 5 sul territorio, attivando un forte indotto turistico che va a beneficio di strutture ricettive, ristoranti, attrazioni ed esercizi commerciali.
- Il Rent-a-car abilita da solo circa il 13,5% dell’intera spesa turistica nazionale
L’auto a noleggio permette ai turisti di raggiungere località al di fuori dei grandi circuiti ferroviari, promuovendo una distribuzione più capillare ed efficace della spesa turistica.
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Un turista che noleggia l’auto difficilmente rimarrà nel centro di Roma o Milano o Firenze, ma usa il mezzo per spostarsi nei territori poco serviti dal Trasporto pubblico locale. Una buona comunicazione turistica può indirizzarlo in luoghi meno battuti, ma facilmente raggiungibili con l’auto.
UNA QUESTIONE DI IVA
Malgrado il Rent-a-car sia parte integrante della filiera turistica, però, paga l’Iva al 22%, mentre l’intero settore del turismo in Italia beneficia di un regime di IVA ridotta al 10% o di un sistema di calcolo speciale.

Hanno l’Iva al 10% le attività ricettive (hotel, pensioni, villaggi turistici…), la somministrazione di cibi e bevande serviti nei ristoranti, bar e pizzerie; la gestione e l’organizzazione di pacchetti turistici, visite guidate e l’accesso ad alcune strutture direttamente collegate all’attività ricettiva hanno invece l’Iva al 10%. Così come ha l’Iva al 10% il Trasporto pubblico locale (ma non il car sharing, altro punto dolente).
Il Noleggio auto a breve termine, invece, rimane a tariffa ordinaria, con lo stesso regime fiscale di un trattamento estetico in una Spa o dei servizi extra non inclusi nei “5 Stelle Lusso”. La disparità è evidente, e secondo gli studi di settore e le associazioni di categoria ridurre l’IVA sul noleggio auto dal 22% al 10% favorirebbe significativamente il turismo.
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