La frenata fantasma o phantom braking è un termine usato per descrivere quando il sistema di frenata assistita (obbligatorio dal 2024 su tutte le auto di nuova immatricolazione) frena senza una buona ragione.
Il sistema può falsamente rilevare un oggetto sulla strada o prevedere una collisione che in realtà non accadrà e usare i freni per cercare di evitarlo.
LA FRENATA AUTOMATICA
Introdotta per la prima volta da Volvo nel 2008, la frenata automatica di emergenza detta anche Autonomous Emergency Braking System o Automatic Emergency Braking (AEB) è di grande aiuto per evitare tamponamenti oltre che un vero e proprio “salvavita” per gli utenti più deboli della strada.
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Il sistema monitora l’area antistante al veicolo con l’ausilio di sensori, telecamere, radar e lidar. Dopo un primo avviso acustico o visivo, questo Adas avvisa della distanza critica con una singola frenata e – se il driver non interviene – effettua automaticamente una frenata, evitando la collisione o riducendone le conseguenze.

La tecnologia è affidabile ma non è infallibile: possono esserci casi in cui la frenata automatica non funziona per eccesso (la phantom braking) o per difetto, ignorando l’ostacolo non abbastanza visibile.
LA FRENATA FANTASMA
La frenata fantasma può essere causata da fattori ambientali, come ombre, tagli di sole bassi o altre condizioni meteorologiche, che il sistema AEB interpreta come potenziali ostacoli, o da guasti ai sensori e calibrazione non corretta del sistema Adas.
Ovviamente, la frenata fantasma è qualcosa da evitare, in quanto oltre a essere un fastidio non da poco può causare incidenti. Attivare una frenata di emergenza senza una reale emergenza, ad esempio quando l’automobilista si avvicina troppo all’auto che lo precede (magari nel corso di un sorpasso) porta il rischio di essere tamponanti dalle auto che seguono.
IL PROBLEMA DELLA GUIDA AUTONOMA
Sebbene molte tecnologie di guida autonoma siano già presenti sulle nuove auto, e da non pochi anni, la guida autonoma completa è ancora lontana dall’esistere. Gli OEM più avanzati sotto questo profilo si sono spinti fino al livello 3 di automazione, tale per cui le auto possono sostituire il conducente in alcune manovre.
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Affidarsi completamente alla guida autonoma è ancora impossibile, perché le auto non si muovono in contesti ideali e perfettamente prevedibili, ma su strade reali, dove – ad esempio – la segnaletica orizzontale può essere poco visibile, la carreggiata magari è rovinata, il comportamento di guida altrui non è controllabile ed esistono milioni di incognite da processare.
Un tema trasversale
La proprietaria di una Tesla Model X con problemi di Phantom Braking ha ottenuto nel 2022 un rimborso di 99.416 euro dal tribunale di Monaco. Una sentenza che ha creato un precedente anche in Europa, riguardo a un problema (quello delle frenate fantasma per Tesla) che ha richiamato più volte l’attenzione dell’agenzia governativa statunitense National Highway Traffic Safety Administration.
Ma sarebbe scorretto pensare che il problema riguardi solo le auto di uno specifico costruttore. Negli Usa veicoli Toyota, Subaru, Ford, Honda e GM sono stati tutti soggetti a richiami per risolvere casi di attivazione inaspettata dei sistemi AEB.

In Francia, nel 2025 – a seguito di un incidente in autostrada causato da una Peugeot 208 che sembra avere frenato automaticamente senza una ragione specifica – l’automobilista coinvolta ha raccolto oltre 250 testimonianze di frenata fantasma, che riguardano auto di tutte le marche prodotte negli ultimi quattro anni. Il ministero dei Trasporti francese ha avviato un’indagine, interrogando i produttori ed effettuando test sulle vetture per garantire il corretto funzionamento dei sistemi.
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