In occasione delle considerazioni sulla relazione annuale 2025, Paolo Angelini, il presidente dell’Ivass – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, annuncia un’indagine conoscitiva avviata, in collaborazione con Antitrust, sui prezzi delle polizze Rc Auto in Italia, tra le più care in Europa e con una forte disparità regionale.
Si tratterà di verificare se nelle polizze Rc Auto, che sono obbligatorie per tutti gli automobilisti, vi siano “ostacoli allo sviluppo concorrenziale” e “individuare eventuali interventi idonei al loro superamento”.
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Le assicurazioni finiscono sotto indagine
Nel 2025 il premio Rc Auto in Italia è cresciuto del +4,5%, raggiungendo una media di 438 euro. Si tratta di una delle polizze più care all’interno dell’Unione Europea, in crescita costante dal 2022. Nel corso dell’indagine conoscitiva, che è già stata prennunciata come lunga, si sentiranno tutte le parti in causa, per proporre infine al Governo una nuova “legge-tagliando” che abbassi il premio medio.
Ogni anno le compagnie assicurative guadagno oltre 13 miliardi di euro che sempre meno sono reinvestiti in titoli di Stato italiani. Rispetto al 2024, gli investimenti nazionali sono diminuiti dell’1,7%, del 9% rispetto al 2020; mentre i titoli esteri sono cresciuti del 2%.
Nel mirino risarcimenti e bonus-malus
Il primo punto al vaglio di Ivass e Antitrust è il risarcimento diretto, in particolare il forfait. Si tratta del meccanismo che prevede che la compagnia assicurativa risarcisca il proprio cliente per poi essere rimborsata dalla controparte, non per l’intera somma della riparazione ma in base a tabelle prestabilite. In alcuni casi la compagnia ci guadagna parecchio, in altri ci perde altrettanto: uno squilibrio che, teme l’istituto di vigilanza, rischia di distorcere il mercato.
Focus poi sul bonus-malus. Ad oggi, grazie all’ormai ventennale legge Bersani che consente di acquisire la stessa classe di merito del familiare convivente, la quasi totalità degli automobilisti italiani rientra in classe di merito 1, la più conveniente. Ciò ha portato le compagnie assicurative a ideare le classi di merito interne per distinguere i diversi profilo di rischio.
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