Dopo il video messaggio del Ministro dei trasporti Matteo Salvini che ha ribadito come serva “flessibilità per le flotte aziendali” (leggi qui: Elettrificazione totale delle flotte, Salvini: “Infattibile, serve approccio flessibile”) sul palco della riunione romana di Aniasa si sono susseguite le tre maggiori Associazioni di categoria unite nel portare le istanze del settore davanti ai decisori nostrani. Ma anche a quelli europei. Noi abbiamo intervistato i loro rappresentanti.
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Obblighi e fisco sulle flotte aziendali: le sottolineaure di Folonari, Aniasa
Il padrone di casa Italo Folonari ha ribadito sul palco come uno dei ministeri con i quali Aniasa interloquisce di più è proprio quello dei Trasporti guidato da matteo Salvini, e quindi reputa importante “il suo impegno contro le quote obbligatorie in Europa“, anche perché si mettono insieme “Mele e Pere” come ha sottolineato nell’intervista che gli abbiamo fatto e che potete vedere qui sopra.
Folonari che ha sottolineato la crescita dell’associazione, dalle 5 aziende di breve termine di 60 anni fa a oltre 80 in 5 sezioni, per un settore in grande salute che, forse per quello…, “è obiettivo di una continua stratificazione normativa, un bulisimo normativo che rende difficile la programmazione delle aziende“.
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Obblighi e fisco sulle flotte aziendali: la visione di Pietrantonio, Unrae
“E’ un momento complicato, con una pressione regolatoria che aumenta, quindi questa unione d’intenti tra le associazioni è molto importante” il commento del Presidente di Unrae Roberto Pietrantonio, che ha stimatigzzato come è grave che i Costruttori ma, soprattutto i Consumatori, siano stati tenuti fuori dalle decisioni europee. Con “l’Italia che ha visto una controreazione ideologica su decisioni ideologiche…”. Ma è assurdo “questo accanimento verso le flotte aziendali in un Paese dove vi sono 20 milioni di auto ante euro 3, mentre le flotte sono tutte euro 6…”. La nostra intervista completa qui sopra.
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Obblighi e fisco sulle flotte aziendali: la posizione di Bonollo, Anfia
Il vicepresidente di Unrae Giuseppe Bonollo ci ha tenuto a sottolineare come il settore automotive conti per “il 19,5% del Pil italiano, e assicura 83 miliardi di euro di gettito fiscale allo Stato italiano, Perciò oltre alla sacrosanta sostenibilità ambientale, le decisioni istituzionali devono tenere da conto della Sostenibilità sociale e di quella industriale. E noi appoggiamo la proposta dell’onorevole Salini, di buon senso, che si basa sulla neutralità tecnologica”. Qui sopra la nostra intervista al Vicepresidente.
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