Con l’arrivo del caldo estivo (anche in situazioni meno straordinarie dell’ondata di calore che sta attraversando l’Europa in questo inizio di estate 2026), i Fleet Manager si trovano ad affrontare alcune criticità ricorrenti che, se non gestite con anticipo, si trasformano facilmente in fermo macchina e costi imprevisti dovuti, ovviamente al surriscaldamento.
Secondo i dati raccolti dal team manutenzione di Mike Albert, un punto debole troppo spesso sottovalutato in estate è la batteria. Il caldo intenso ne accelera il degrado, aumentando il rischio di mancate partenze che mettono fuori servizio i veicoli senza preavviso. Testarne lo stato prima del picco delle temperature consente di evitare interventi di assistenza stradale costosi e non programmati.
Ma ci sono due elementi che tendono a guastarsi più del “normale” in estate ed una componente che deve essere attenzionata, per non rischiare la sicurezza dei driver.
Auto aziendale in estate: ecco a cosa fare attenzione
Oltre alla batteria, due impianti subiscono particolarmente lo stress termico estivo: il climatizzatore e il sistema di raffreddamento del motore.
È in primavera che vanno effettuati i controlli preventivi più importanti: verifica delle prestazioni dell’impianto e dei livelli di gas refrigerante, così da intercettare eventuali anomalie prima che il caldo le trasformi in un problema urgente. Lo stesso vale per il liquido di raffreddamento, da controllare per individuare eventuali perdite e verificare il corretto funzionamento del termostato.
Trascurare questi controlli porta dritti a uno dei guasti estivi più frequenti: il surriscaldamento, che, insieme ai problemi di batteria, costituisce la causa principale dei fermi macchina nei mesi più caldi.
Abbiamo già parlato qui sui rischi di una manutenzione trascurata, in particolare per il filtro antipolline e l’impianto di condizionamento, che non solo comporta un calo di efficienza, ma anche maggiori consumi di carburante, cattivi odori da muffa e minore lucidità di guida, dato che il caldo eccessivo rallenta i tempi di reazione.
Un altro aspetto pratico riguarda l’uso corretto del climatizzatore: la temperatura impostata non dovrebbe scendere più di 6 gradi sotto quella esterna, mantenendosi idealmente tra i 23 e i 25 gradi, per evitare sbalzi termici dannosi sia per la salute degli occupanti che per il sistema stesso.
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PASSATE AGLI PNEUMATICI ESTIVI
Dal 15 aprile è obbligatorio l’utilizzo di pneumatici estivi in Italia (salvo il caso degli All Season), con sanzioni che vanno da 422 a 1.682 euro per chi non si adegua entro il 15 maggio.
Ma circolare con gomme invernali nella stagione calda non comporta solo un rischio di multa: sull’asfalto rovente la maggiore resistenza al rotolamento delle invernali si traduce in consumi di carburante più alti, maggiori emissioni e distanze di frenata che aumentano almeno del 10%, fino al 26% su fondo bagnato.
Per le flotte con chilometraggi contenuti (10-15.000 km annui), gli pneumatici 4 stagioni restano un compromesso valido, anche se su asfalto caldo non raggiungono le prestazioni di un treno di gomme estive dedicato.
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