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Simone Boeretto: “Non è un lavoro da impiegati” | Fleet Manager del mese

Simone Boeretto: “Non è un lavoro da impiegati” | Fleet Manager del mese
Il fleet management richiede conoscenze disparate e capacità di visione per fare la differenza nei conti economici e nei bilanci. Ce lo ricorda Simone Boeretto (Eismann).

IN QUESTO ARTICOLO

Direttore operativo con esperienza nella gestione di flotte complesse (800+ veicoli), risk management integrato e facility management, Simone Boeretto lavora in Eismann da 25 anni.

Specializzato nella riduzione dei costi operativi, nella transizione ecologica e nella digitalizzazione dei processi aziendali, ha costruito piani assicurativi aziendali e mutualistici, guidato progetti di innovazione tecnologica, gestito contratti multimilionari con fornitori internazionali ed è stato pioniere nell’uso della telematica nelle flotte.

Simone Boeretto (Eismann), Fleet Manager del mese di giugno 2026

Com’è composta la flotta Eismann?

La flotta Eismann si compone di 700 veicoli commerciali, in leasing e leasing operativo, e un centinaio di auto a noleggio, con varie società. Eismann è un’azienda commerciale e la flotta ne è un anello molto importante.

Come intende il lavoro del fleet manager?

Fleet manager è solo chi ordina le macchine e ci mette dentro gli accessori, ma fa un’analisi delle esigenze dell’azienda. Il mio lavoro è molto articolato e ho un team di dieci persone che gestisce tutta la parte operativa. Avere qualcuno che pensa, vede e osserva fa la differenza nei conti economici e nei bilanci.

Bisogna studiare, provare, testare tanto: per me il fleet manager deve essere qualcuno con una conoscenza multitasking: tecnica, meccanica, di prodotto, ma anche finanziaria. Presuppone capacità e formazione che spesso si sottovaluta, chi sa farlo ben è una mosca bianca: non è un mestiere da impiegato.

E lei come lo è diventato?

Ho iniziato a lavorare a vent’anni nel mondo assicurativo mentre frequentavo l’università, diventando un esperto di infortunistica stradale. Da libero professionista ho imparato a relazionarmi con carrozzieri, meccanici, periti, ingegneri. Sono entrato in Eismann 25 anni fa e, data la mia esperienza nel settore, ho iniziato a occuparmi di flotta. Allora erano più o meno 300 veicoli.

Ho avuto la possibilità di crescere e sperimentare, laurearmi una seconda volta e fare corsi specifici. Ho avuto la fortuna di incontrare controller e CFO che mi hanno insegnato l’importanza del numero; spesso di parla di Total Cost of Ownership come una cosa statica, mentre nasce dall’analisi micro di tutto ciò che compone il costo dalla manutenzione…

E come si fa questa analisi micro?

Ad esempio con la telematica. Ho trovato un fornitore importante in Texa ed è nata una collaborazione molto proficua 12 anni fa con una piattaforma che usiamo ancora oggi e che ci consente analisi di dati non solo tecniche, ma integrate con le azioni dei nostri venditori.

Abbiamo la capacità di mostrare ai venditori come migliorare le loro performance e ottimizzare i giri di vendita. La parte tecnica se integrata col commerciale dà grossi vantaggi. Siamo stati tra i primi in Italia, trovando l’accordo con l’ispettorato del lavoro e facendo tutto a regola d’arte.

Come sono allestiti i vostri furgoni?

Quello dei veicoli refrigerati è una nicchia. Il nostro, quello dei veicoli a celle isotermiche refrigerate con piastre eutettiche, ancora di più. Questo sistema di trasporto a temperatura controllata sfrutta l’accumulo termico invece di un gruppo frigorifero attivo durante il viaggio ed è ideale per il trasporto surgelati, garantendo stabilità termica anche con frequenti aperture delle porte. Pochi fanno questo allestimento, noi ci affidiamo a “Cold Car S.p.A., c’è una componente artigianale importante. Mantenere la catena del freddo è per noi la regola numero uno.

Lato fringe benefit e motorizzazioni, che scelte avete fatto?

Scegliere la motorizzazione sta diventando un grosso enigma, l’elettrificazione e i nuovi brand dell’est stravolgono il know-how dell’automotive occidentale. La legislazione è grigia e vacua, i governi non fanno programmi a lungo termine, le aziende non hanno un orizzonte su cui orientarsi e devono rischiare sulla propria pelle.

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Detto questo, la nostra flotta di veicoli commerciali rimane diesel, ma valutiamo la benzina o l’ibrido per via del costo del carburante. Riguardo alle passenger car in fringe benefit, invece, diamo a tutti la possibilità di scegliere fra full hybrid e plug-in. Ognuna delle quattro fasce della car policy ha opzioni in tal senso.

Niente elettrico?

No, la ricarica pubblica è insufficiente e noi non abbiamo colonnine aziendali perché non abbiamo adeguate possibilità di parcheggio. Le zone di parcheggio sono condominiali e non è facile mettere tutti d’accordo per l’installazione.

Che marchi avete in parco?

Attualmente abbiamo solo Mercedes e da poco abbiamo introdotto Ford. Mercedes è davvero affidabile sia come manutenzione sia come valore residuo: lo Sprinter lo rivendi sempre bene. Con Ford ho appena cominciato, abbiamo inserito il Ford Ranger per trovare un’alternativa meno costosa, i test davano buone indicazioni. Sulle auto abbiamo Toyota e Stellantis.

Valutate anche brand cinesi?

Li stiamo testando. Uno dei problemi è la riparabilità: dove ci sono concessionarie e servizio si può anche scommettere su nuovi marchi e creare un network con le officine.

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La flotta Eismann è in tutta Italia e i pezzi di ricambio e l’assistenza devono essere garantiti ovunque. Una flotta grande con numeri importanti prima di cambiare deve avere metabolizzato una fase di test importante, soprattutto perché è dal terzo anno in poi che c’è un aumento esponenziale dei costi.

Quanto contano i dealer in questo?

Una buona fetta di dealer è sparita ed è difficile avere assistenza. Ora per fortuna le case auto stanno facendo marcia indietro. È una follia non capire che quanto è strategico l’after sales: i prodotti sono diventati standard e la differenza la fanno i concessionari. Se non c’è assistenza anche il veicolo stesso viene giudicato male.

EISMANN

Eismann è un’azienda specializzata nella vendita e consegna a domicilio di prodotti surgelati di alta qualità, con una forte presenza in Italia da oltre 35 anni. Nata in Germania (sede a Mettmann) nel 1964, è in Italia dal 1988. La sede principale è a Sona, in provincia di Verona, da dove coordina l’intera rete di vendita e distribuzione nazionale. Ad oggi l’azienda serve circa 300.000 famiglie attraverso una rete di quasi 1.000 collaboratori e 48 filiali distribuite in gran parte del Paese.

 

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