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SDV quando è il software al centro della progettazione di un’auto

SDV quando è il software al centro della progettazione di un’auto
Cambia radicalmente la visione progettuale di un'auto, sempre meno dipendente dall'hardware e sempre più incentrata sul software e l'aggiornamento continuo

IN QUESTO ARTICOLO

Tre lettere e un concetto che sarà alla base delle progettazioni delle auto in arrivo nei prossimi anni: SDV, ovvero, Software Defined Vehicle. Riassume la centralità della componente software rispetto a quella hardware nella progettazione di un veicolo. Se la seconda, infatti, è inevitabilmente soggetta a un “invecchiamento tecnologico”, impostare la progettazione intorno alle possibilità di sviluppo continue della parte software rende le auto dei “dispositivi” dal ciclo vitale molto più lungo e in grado di offrire contenuti al passo con gli sviluppi tecnologici.

Centralizzare e potenziare, sono tra le parole d’ordine in tema di SDV – Software Defined Vehicle. Si tratta di una frontiera molto più avanzata rispetto al proliferare di possibilità già offerte dal software di bordo. L’in-car entertainment è già realtà, costruttori e fornitori di primo livello collaborano per trasformare gli abitacoli in spazi di fruizione multimediale e di servizi. Così, ecco il moltiplicarsi di schermi e lo sviluppo di sistemi operativi con possibilità di installazione di sempre più app di terze parti.

AUTO SOFTWARE DEFINED, I CICLI VITALI SI ALLUNGANO

Il livello al quale guarda la progettazione delle auto intorno alla componente software è ancora più profondo. L’obiettivo dei costruttori – che puntano a lanciare sul mercato dopo il 2026 le prime architetture software defined – è di integrare la miriade di centraline e computer che gestiscono singole funzioni dell’auto in un’unica architettura. Unica e dalla potenza di calcolo di gran lunga superiore, in grado di ricevere continui aggiornamenti e nuove funzioni, attraverso pacchetti di aggiornamento diffusi su rete dati. In una parola: un ciclo vitale del veicolo virtualmente senza fine. Esattamente l’opposto di una progettazione – come avvenuto finora – vincolata all’hardware nelle possibilità di sviluppo.

IL VALORE DI UN’AUTO SOFTWARE DEFINED

L’auto come uno smartphone, per la possibilità di integrare funzioni (quelle che sarebbero le app su uno smartphone) e aggiornare il sistema. In termini molto pratici, per spostare l’analisi rispetto a una teorica visione da nerd, la possibilità di aggiornamento del sistema di un’auto porta un valore residuo maggiore di 5 punti per un’auto progettata software defined rispetto a una equivalente ma non SDV. 

Inoltre, essendo architetture scalabili – dalla potenza variabile, quindi applicabile su più segmenti di mercato -, una volta sviluppate, (nelle stime sempre prodotte da Ampere) si valuta un risparmio dei costi di ricerca e sviluppo nell’ordine di 1,5 miliardi di euro. 

Software Defined Vehicle

Centralizzare, potenziare e connettere. Il livello in esame è quello dell’architettura elettrica-elettronica, dove si contano fino a 80 centraline, veri computer di controllo di singole funzioni, distribuite sul veicolo. Che sia la gestione delle luci, dell’infotainment, fino al controllo degli Adas e del propulsore, la progettazione SDV porterà a un’architettura centralizzata, molto più potente, connessa al cloud e a un livello ancora superiore “off-board” le applicazioni.

On-board salgono i servizi, il sistema operativo, i microchip. Di nuovo, quindi, la necessità di partnership con i grandi dell’hi-tech. Da Google con il suo sistema operativo Automotive, alla potenza di calcolo della piattaforma Snapdragon Digital Chassis di Qualcomm, per dire di una delle proposte più gettonate. Player chiamati a sviluppare l’ossatura tecnologica sulla quale verranno ritagliate specifiche app e soluzioni personalizzate per il veicolo. 

LO SVILUPPO IN AMBIENTE VIRTUALE

A un livello ulteriore, antecedente la validazione della progettazione, operano gli strumenti di simulazione in ambiente virtuale. Il CES 2024 è stata l’occasione per la presentazione del Virtual Cockpit di Stellantis, ambiente di sviluppo realizzato insieme a Blackberry QNX e utilizzando i servizi Amazon Web Services. L’ambiente virtuale è in grado di simulare il completo funzionamento dell’architettura elettrica-elettronica, replicare i contenuti poi fisicamente rappresentati ad esempio dall’infotainment, nonché di apportare modifiche abbattendo i tempi e costi di sviluppo. 

volkswagen ssp riduzione costi e varianti sdv

Il potenziale di riduzione del tempo e costi vale un -30%, secondo le stime Volkswagen relative all’architettura SSP – Scalable Systems Platform nel confronto con l’architettura MEB delle attuali elettriche. La SSP sarà l’unica piattaforma di sviluppo per l’offerta di modelli elettrici, in arrivo nel 2029. 

In numeri, la complessità del software in un’auto – e la sua rilevanza – è destinata ad arrivare fino a 200-300 milioni di linee di codice scritto, rispetto ai modelli attuali che contengono tra i 10 e 100 milioni di linee. La connessione totale, l’integrazione, la piattaforma software per gestire la guida assistita avanzata, sono i moltiplicatori della complessità rispetto all’offerta odierna.

In obiettivi, per dire del potenziale del business legato ai servizi abbinabili ai SDV, il Gruppo Volkswagen ha indicato in oltre 4 miliardi di euro al 2030 il target di fatturato della divisione Cariad, responsabile dell’area software.

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