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7 giorni con Škoda Octavia: diesel e plug-in in una doppia prova

Il plug-in hybrid viene sempre più visto e presentato, in ambito flotte, come l’erede designato del diesel in termini di prestazioni e consumi. Abbiamo voluto mettere alla prova la Skoda Octavia nelle due motorizzazioni, in percorsi sia urbani che autostradali per vedere come entrambe si comportano. E i risultati ci hanno sorpreso.

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Venerdì: col diesel si va più lontano

Il diesel, invece, è stata una conferma. L’autonomia segnata sul display quando ho preso la vettura col pieno era di oltre 800 km, e in autostrada non ha fatto che aumentare. Il comportamento di questa motorizzazione, assai ben ottimizzata da Škoda anche grazie al cambio automatico DSG, fa sì che rimanga almeno per ora quella prediletta per chi fa tanti km tutti i giorni.

La media dei consumi è stata inaspettatamente più alta rispetto alla versione ibrida plug-in: sono arrivato a Monza con 5,7 litri ogni 100 km.

Skoda Octavia

La Octavia TDi paga i consumi più alti nel tratto urbano, ma quando sono entrato in autostrada la media è progressivamente scesa. Il ragionamento è quindi contrario a quello della plug-in: se avessi continuato in un percorso più lungo, sarei arrivato sotto i 5 litri ogni 100 km.

Inoltre, il peso minore si sente anche nella dinamica di guida, soprattutto in frenata: la Octavia Wagon diesel è leggermente più agile e maneggevole rispetto alla variante elettrificata.

Leggi Anche: Perché, allora, non fare un ibrido diesel?

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Škoda
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