Gli ultimi, in tutti i senti, motori a gasolio prodotti, hanno beneficiato finalmente di elettrificazione: anche le auto diesel sono disponibili sia in configurazione mild, che plug-in hybrid. Un’evoluzione un pò tardiva dovuta a due fattori: la guerra alle emissioni del gasolio da una parte, e la loro maggiore efficienza soprattutto in autostrada, rispetto i propulsori a benzina.
Il motore plug-in – diesel ha un funzionamento che, se utilizzato a dovere, riesce a garantire una grande efficienza: la batteria è da sfruttare in città con il propulsore a gasolio che diventa l’alleato perfetto per i lunghi spostamenti. Il rovescio della medaglia di questa tecnologia è il costo d’acquisto per il cliente finale: l’assegno da staccare è più corposo rispetto la stessa auto motorizzata benzina-plug-in. Ci si può comunque consolare con il prezzo del carburante che per il gasolio è più basso rispetto la benzina.
Come sfruttare la tecnologia plug-in
Detto che le auto ibride plug-in sono quasi tutte a benzina, Mercedes ha invece sempre avuto in gamma modelli diesel con motorizzazione PHEV, ovvero con batteria ricaricabile. La Casa tedesca ha creduto fortemente in questa tecnologia, dato che le auto che produce sono spesso usate per un chilometraggio elevato e – a livello aziendale – i canoni di noleggio e il TCO per questa particolare motorizzazione risultano essere convenienti. Per riuscire a tenere bassi i costi d’esercizio dunque, la scelta è caduta su questa combo, che fino a pochi anni fa era riservata esclusivamente ai motori a benzina.
Quando si guida una vettura plug-in, diesel o benzina che sia, bisogna avere alcune accortezze per trarre il massimo beneficio da questa tecnologia. Il consiglio più importante è quello di sfruttare al meglio la batteria, tenendola sempre carica: utilizzatela per gli spostamenti urbani dove i consumi sono più alti così da non accendere il motore termico e risparmiare carburante.
Anche prima di un lungo viaggio è importante avere la batteria carica, così che sia da supporto al propulsore termico, per esempio durante un rallentamento o una lunga coda. Non dimenticate che la batteria che equipaggia le vetture plug-in fa aumentare il peso complessivo dell’auto, penalizzando di conseguenza consumi; sarebbe inutile avere a disposizione una tecnologia e non beneficiare dei suoi servigi perché ci dimentichiamo di ricaricarla.
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Le Mild-Hybrid
Discorso diverso il discorso per la tecnologia mild hybrid (MHEV), che può essere applicata indifferentemente a benzina e diesel. In questo caso però i benefici sono inferiori rispetto le auto plug-in, principalmente perché la componente elettrica è di dimensioni inferiori, e quindi meno impattante sul fronte consumi.
Ci sono comunque ragioni fiscali e di omologazione che rendono queste auto interessanti soprattutto per gli automobilisti che non macinano troppi chilometri l’anno. Le auto di segmento A e B sono le più indicate per questo tipo di motorizzazione perché sono piccole, leggere, e non necessitano di motori e batterie troppo grandi per essere efficienti e parsimoniose
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Dati i costi e la “messa al bando” dei diesel, condannati dalle normative sulle emissioni e dalle limitazioni alla circolazione, i Costruttori preferiscono concentrarsi principalmente sulla soluzione ibrida a benzina. Tuttavia abbiamo visto come questa accoppiata abbia un senso se usata correttamente e se l’auto è usata per tanti
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