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Smart road in Italia: a che punto siamo?

Il nostro Paese è all'avanguardia sullo sviluppo delle "strade intelligenti". Dalla ss 51 "Alemagna" alla Salerno Reggio-Calabria, passando per la A4 e la BreBeMi: ecco le ultime novità relative alle smart road in Italia.

IN QUESTO ARTICOLO

La mobilità sta conoscendo un’evoluzione senza precedenti. Da veicoli dotati di sistemi di sicurezza sempre più raffinati a nuove soluzioni tecnologiche in grado di connettere le auto alle infrastrutture installate nelle città, il mondo è sempre più coinvolto nella vera e propria rivoluzione innescata dall’avvento della smart mobility.

Un nuovo modo di intendere viaggi e spostamenti compiuti a bordo di vetture “private” e mezzi pubblici, che negli ultimi anni sta prendendo piede anche nella costruzione e concezione delle strade.

L’applicazione degli ultimi ritrovati inerenti al mondo della mobilità alle vie di comunicazione presenti in tutto il mondo ha portato allo sviluppo e alla creazione delle smart road. Si tratta di vere e proprie “strade intelligenti”, dotate delle più avanzate tecnologie in grado di garantire una fitta rete di comunicazione e interconnessione tra i veicoli che le percorrono e le infrastrutture.

In Italia, l’Azienda nazionale autonoma delle strade ha investito circa un miliardo di euro per realizzare una mobilità a misura degli utenti della strada, ad alto contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale. Una serie di obiettivi che, inseriti all’interno del più piano Smart Mobility Anas, seguono quattro direttive principali:

  1. Controllo del traffico compiuto mediante la rilevazione e previsione del traffico, le prescrizioni sulla circolazione, la gestione della segnaletica dinamica;
  2. Innalzamento della sicurezza stradale con costanti aggiornamenti e alert inviati agli automobilisti. una comunicazione costante che comprende anche la prevenzione dei comportamenti scorretti e la sicurezza preventiva cooperativa;
  3. Gestione della mobilità attraverso un’adeguato controllo della domanda, delle infrastrutture ausiliarie e degli eventi speciali;
  4. Controllo delle infrastrutture mediante dispositivi di ultima generazione come ad esempio le soluzioni relative all’IoT (Internet of Things). Una serie di sistemi importanti alla connettività, con i quali sarà possibile intervenire tempestivamente sulla rete per ripristinare gli adeguati livelli di servizio, monitorando continuamente ad esempio lo stato di ponti, viadotti e gallerie ma anche il transito di merci pericolose.

“Nei prossimi anni, lungo le strade italiane saranno sempre più presenti soluzioni come telecamere intelligenti, sensori per il monitoraggio che verranno messi direttamente sotto il manto stradale e perfino delle Road Side Unit: macchine e colonnine dotate di intelligenza artificiale che mostrano tutta una serie di scenari che si vanno a creare proprio lungo le vie di comunicazione”. Sono queste le parole con cui Alessia Cucciniello, Research Analyst presso gli Osservatori Connected Car & Mobility e Smart City del Politecnico di Milano, descrive il futuro delle smart road. 

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“La cosa principale – sottolinea Cucciniello – che distingue le smart road rispetto alle strade normali è il fatto che siano tecnologicamente avanzate con soluzioni che non sono semplicemente fini a sé stesse, ma permettono di dare un’identità digitale e quindi di piazzarsi all’interno di un ecosistema più ampio, interagendo con gli altri attori presenti al suo interno infrastrutture e automobilisti in pirmis”.

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Italia e smart road: un felice sodalizio

L’Italia si è dimostrata uno dei Paesi più attenti agli ultimi sviluppi relativi all’evoluzione delle “strade intelligenti”. La sperimentazione di Anas in occasione dei Campionati mondiali di sci alpino 2021 a Cortina d’Ampezzo ha rappresentato infatti la prima esperienza in Europa di smart road.

Sulla strada statale 51 “Alemagna” sono stati compiuti alcuni interventi che hanno permesso l’installazione lungo il tratto che collega il comune di Ponte nelle Alpi con il passo Cimabanche di una serie di infrastrutture tecnologiche in grado di rendere più efficienti i flussi di traffico, migliorare la sicurezza stradale e il comfort di guida, grazie al controllo dell’infrastruttura attraverso le tecnologie IoT.

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Tutto questo attraverso una piattaforma integrata per la gestione della mobilità che garantisce una migliore qualità degli spostamenti nella valle, non solo per gli eventi sportivi ma anche per il futuro quotidiano di residenti e turisti.

Tra le arterie italiane più importanti che negli ultimi anni hanno beneficiato della fornitura di tecnologie smart road ci sono l’autostrada A90 (Grande Raccordo Anulare di Roma) e A91 (Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino) nel Lazio, l’itinerario E45-E55 (Orte-Mestre) in Veneto e l’autostrada A2 (Salerno-Reggio Calabria) tra la Campania e la Calabria.

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Nell’ultimo censimento che abbiamo concluso lo scorso anno – ha sottolineato Cucciniello – abbiamo trovato 189 progetti di smart road a livello internazionale. Ben 10 di loro erano in Italia: una somma di tutto rispetto. Il nostro Paese tendenzialmente presenta due o al massimo tre progetti su quelli che sono i temi più innovativi. Invece in questo caso l’Italia si è mossa per tempo”.

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E ora?

Oltre alle già attive Salerno-Reggio Calabre, GRA e ss 51 “Alemagna”, l’Italia ha vissuto nell’ultimo periodo, specialmente nel biennio 2021-2022, un vero e proprio boom di progettualità relative allo sviluppo di smart road. La volontà di trasformare le più importanti vie di comunicazione nazionali in vere e proprie “strade 2.0” si è diffusa lungo tutto il territorio italiano.

Autostrada A35 (BreBeMi)

L’autostrada A35, nota anche con la sigla BreBeMi, è al centro di un progetto molto particolare, assai diverso per certi aspetti rispetto a quelli compiuti su altre vie di comunicazione. Lungo questa strada che collega le città di Brescia e Milano si sta creando di sviluppare un charging system senza fili in grado di ricaricare i veicoli elettrici in transito attraverso una particolare pavimentazione stradale dotata di apposite spire.

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“Si tratta di un’innovativo sistema di ricarica induttiva – ha dichiarato la Research Analyst del Politecnico di Milano – installata pochi centimetri sotto l’asfalto. Una soluzione che potrebbe dare un enorme vantaggio ai possessori di veicoli EV, che potranno ricaricarli direttamente in movimento, senza il bisogno di fermarsi a una delle colonnine di ricarica installate presso le stazioni di servizio lungo la strada”.

Autostrada A4 (Torino-Milano)

Lungo questa importantissima arteria del nord Italia si sta sviluppando una serie tecnologie in grado di risolvere un numero altrettanto grande di problematiche: dalla sicurezza relativa ai dati che i vari utenti “connessi” si scambiano lungo la smart road alla sicurezza, come l’invio di alert in tempo reale sullo smartphone dei driver in caso di pericoli lungo la strada.

Una delle soluzioni più interessanti che nei prossimi anni potrebbero apparire lungo la Milano-Torino è sicuramente quella del platooning. Sei tratta di un convoglio di camion che viaggiano in colonna collegati tra loro tramite un sofisticato sistema wireless. Una tecnologia in grado di ridurre il numero di autisti necessari sfruttando le ultime tecnologie in campo di automazione e comunicazione.

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Un altro tipo di sperimentazione che si intende attuare lungo l’A4 riguarda il pricing dinamico, ossia un pedaggio con tariffe legate alla classe ambientale del veicolo o all’orario di viaggio.

“Grazie all’enorme quantità di tecnologie installate e testate – ha dichiarato Cucciniello – questa strada potrebbe diventare uno dei terreni sperimentali più interessanti per lo sviluppo delle smart road nel nostro Paese“.

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Autostrade A10 (AutoFiori), A12 (Genova-Roma) e la A1 (Firenze-Bologna)

Nei dintorni di Genova, sulle autostrade A10 e A12 ma anche lungo la A1, nel tratto tra Firenze e Bologna, stanno cercando di sperimentare interessanti soluzioni relative alla tecnologia delle smart road. Tre tratti di strada lontani da loro ma accomunati sotto un’unica parola: sicurezza.

In questo caso il focus principale su cui si è voluto puntare rispettivamente sulla AutoFiori, sulla Genova-Roma e lungo la Firenze-Bologna riguarda la diffusione di notifiche in tempo reale su incidenti, ostacoli ed eventi meteo pericolosi.

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Tutto questo nell’ottica di tutelare quanto più possibile chi guida o semplicemente chi sta viaggiando, soprattutto con uno o più passeggeri a bordo.

Strada statale 729 (Sassari-Olbia)

Pur concentrandosi su uno dei cuori pulsanti delle smart road, lo scambio di dati tra utenti e infrastrutture, nel caso della ss 729 il data exchange riguarda l’efficientamento del traffico grazie a un costante monitoraggio dei flussi stradali presenti in quel momento. Anche in questo caso si ha un’attenzione su eventuali ostacoli, incidenti, cantieri e deviazioni.

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“Tuttavia – ha sottolineato Cucciniello – nel caso della Sassari-Olbia più che comunicare direttamente con gli utenti, lo scopo principale è quello di favorire e supportare anche le decisioni di chi sta dall’altra parte, estendendo la comunicazione a tutto l’ecosistema stradale che sta nei dintorni“.

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