Metti i dazi, togli i dazi. L’incerta politica economica del Presidente degli Stati Uniti d’America fa tremare le borse, e le case costruttrici. Per i brand dell’automotive, però, arriva una buona notizia. Il Tycoon ha comunicato l’intenzione di offrire un aiuto alle case auto, sospendendo temporaneamente le nuove tariffe e, in seguito, alleggerendole un po’.
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I dazi auto diventano più “leggeri”
Il 2 aprile 2025, per volere dell’amministrazione di Donald Trump, alle tariffe del 2,5% già in vigore, sono stati aggiunti dazi pari al 25% per tutti i veicoli prodotti al di fuori del territorio degli Stati Uniti. Una mossa che ha scatenato il caos tra le case costruttrici, tra rialzi ai listini e rapidi tentativi di delocalizzazione in Nord America.
Forse anche per via del crollo del suo gradimento nei sondaggi, a quasi 100 giorni dall’insediamento, Trump ha deciso di fare un piccolo passo indietro. Il Presidente intende attenuare l’impatto dei dazi sulle auto prodotte al di fuori degli Usa, evitando che si accumulino ad altre tariffe da lui imposte. A rivelarlo è una fonte vicina all’amministrazione, ascoltata dal Wall Street Journal. I costruttori che già pagano i dazi di settore non saranno dunque soggetti anche ai dazi su acciaio e alluminio, per esempio.
A stupire è, ancor di più, la possibilità che tale decisione sia retroattiva e che preveda cioè un rimborso alle case per le tariffe già pagate. Saranno i brand stessi a dover chiedere il rimborso, ma non è chiaro da quali fondi intenda attingere il governo.
No alla preannunciata sospensione
Già nelle precedenti settimane il Tycoon aveva mostrato qualche pentimento riguardo i dazi automotive. In una riunione con la stampa allo Studio Ovale, aveva annunciato un possibile passo indietro. “Sto pensando a qualcosa che possa aiutare le case auto” affermava Trump, pensando a una sospensione delle nuove tariffe. “Produrranno qui, ma ci vorrà del tempo” sono state le parole del presidente. Mai previsto dunque uno stop definitivo, ma l’ipotesi era quella di una momentanea tregua per permettere ai costruttori di rivedere la propria strategia di approvvigionamento e spostare la produzione in aree come Messico e Canada.
I dazi non fanno bene neppure agli Usa
“Si sta prendendo consapevolezza delle conseguenze insperate dei dazi” è stato il commento al Financial Times di Matt Blunt, presidente dell’American Automotive Policy Council. Le nuove tariffe, sottolinea Blunt, “stanno rendendo più difficile assemblare veicoli negli Stati Uniti”. I brand auto tirano un sospiro di sollievo, ma una vera boccata d’ossigeno è impossibile. Quella di Trump sullo stop è una mera dichiarazione, quella sulla riduzione una voce di corridoio – l’ennesima di questi mesi – e non vi è al momento alcun documento ufficiale che sancisca una effettiva modifica ai dazi.
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