Ogni anno l’Italia detiene due primati negativi: quello per il tasso di motorizzazione più elevato (siamo attivati a 701 vetture ogni 100 abitanti, 942 se si considerano anche i mezzi a due ruote) e per l’età media del parco auto circolante più elevata, ormai a 13 anni.
Gli italiani, dove c’è in media più di un’auto in famiglia, sono proprietari di più vetture e tenendole per più tempo. Ma perché? Perché, nonostante abbiamo più auto, abbiamo anche una più bassa percorrenza media (sia per persona che per vettura: 6.680 km l’anno pro-capite verso una media di 7.052 km per gli altri 4 mercati europei principali, e 10.712 km l’anno per vettura contro 12.743 km di media fra gli altri, dati UNRAE). Questo si traduce in auto che vengono tenute più a lungo, perché vengono usate meno e percepite come “ancora nuove”.
Peccato che queste auto, lasciate ferme o comunque utilizzate molto poco, ci costino parecchio: 4.000 €, in aumento di poco meno di 100 € rispetto al 2023, solo per il mantenimento ogni anno. Il dato emerge dall’Annuario Statistico ACI 2025.
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Spendiamo oltre 29 miliardi euro ogni anni per mantenere e riparare le nostre auto
In crescita anche la spesa per l’auto: nel 2024, gli italiani hanno speso poco più di 165 mld di euro: 5 miliardi in più rispetto al 2022 (+3%).
Tra le principali voci di spesa per gli italiani ci sono acquisto e ammortamento (53 miliardi €) e carburante (41 miliardi €): due voci che, insieme, concorrono per oltre il 57% della spesa totale. Seguono manutenzione e riparazione, con oltre 29 miliardi €.
Manutenzione e riparazioni che possono anche essere causate, paradossalmente dallo scarso uso: esponendola ad una obsolescenza tecnologica più pronunciata, uso meno efficiente sotto il profilo economico, data la maggiore incidenza dei costi fissi per km, con pesanti conseguenze ambientali e sociali dovute all’invecchiamento del parco.
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