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Stellantis avrà un partner cinese? I marchi pronti a investire

Stellantis avrà un partner cinese? I marchi pronti a investire
Vi sarebbero due importanti player cinesi con i quali il Gruppo starebbe discutendo in vista di un investimento in Europa. Cosa vorrebbe dire su produzione e sinergie

IN QUESTO ARTICOLO

L’unitarietà del business non è in discussione, cioè, Stellantis non separerà le attività statunitensi da quelle europee. È un punto fermo, sottolineato da un portavoce del Gruppo, intorno alle voci di discussioni in corso con potenziali investitori cinesi, che l’anticipazione diffusa dall’agenzia Bloomberg indica in Xiaomi e Xpeng. 

I CINESI PRONTI A INVESTIRE SU STELLANTIS

L’investimento verrebbe diretto sulle operazioni europee di Stellantis e, secondo quanto rivela l’agenzia di stampa, da informazioni apprese da persone al corrente della vicenda, potrebbe comportare anche l’acquisizione di una partecipazione azionaria in uno dei 14 marchi. Maserati è tra i possibili brand coinvolti.

Il prossimo 21 maggio, ad Auburn Hills, Antonio Filosa presenterà il piano industriale che traccerà la direzione e gli investimenti sui marchi della galassia Stellantis. L’a.d. ha in più occasioni sottolineato come non sia in discussione l’unitarietà del Gruppo né la possibilità di cedere alcuni marchi, tuttavia, nelle strategie future potrebbe arrivare una diversa “regionalizzazione” per concentrare le operazioni di ogni singolo brand sui mercati ritenuti i più redditizi.

XIAOMI LAVORA SULLE BATTERIE

Un’apertura a investimenti provenienti da Pechino avrebbe un carattere molto diverso dalla joint venture formata con Leapmotor, co-partecipata alla pari e con Stellantis ad aver investito nella compagnia cinese. Darebbe a Xiaomi e Xpeng la possibilità di strutturare o rafforzare la loro presenza in Europa e, nell’ottica delle sinergie industriali, al netto degli accordi in fase di discussione, contribuirebbe al riempimento della capacità produttiva dei siti europei del Gruppo con sede ad Amsterdam. 

In aggiunta, Xiaomi ha investito sullo sviluppo di batterie allo stato solido, per una proposta che verso il 2030 renda sempre più indipendente il marchio dell’elettronica di consumo lanciatosi sull’auto elettrica da fornitori terzi come, oggi, è Catl. Un know-how importante al quale guadagnare in prospettiva accesso. 

UN ORDINARIO DISCUTERE

“Stellantis, quale parte del normale corso del business, intrattiene discussioni con una serie di players dell’industria su vari temi e in tutto il mondo, sempre con l’obiettivo assoluto di fornire ai clienti le migliori scente di mobilità”, ha dichiarato un portavoce del Gruppo all’agenzia Reuters.

Stellantis ha chiuso il 2025 con un bilancio pesantemente condizionato dai costi di riposizionamento sull’elettrico e le scelte compiute sul prodotto, con la reintroduzione di motori termici, lo sviluppo di nuovi sistemi ibridi e la conferma/ampliamento dell’offerta diesel, riflette una visione mirata a “offrire ai clienti le auto che desiderano”, per dirla con le parole di Filosa.

AUTO MADE IN EUROPE, SERVE LA PRODUZIONE LOCALE

In un’ottica ancora diversa, con l’Industrial Accelerator Act che fissa paletti chiari sul contenuto minimo di origine europea, necessario per beneficiare del “bollino di auto Made in Europe”, la presenza di Xpeng in Austria e l’intenzione di espandere la produzione nel Vecchio Continente – come registrato nell’autunno del 2025 – avrebbe in Stellantis un partner con un’ampia rete di impianti per incrementare volumi e l’offerta di nuovi modelli tra le elettriche dei segmenti superiori.

Abbiamo parlato di:
Stellantis Xpeng
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