Rescissi gli accordi di Stellantis con Novonix, Alliance Nickel e Westwater Resources, destinati alle batterie dei futuri veicoli elettrici del Gruppo.
I CONTRATTI SALTATI
Il primo contratto stracciato è quello con l’australiana Novonix. L’accordo, annunciato nel novembre 2024, prevedeva una fornitura minima di 86.250 tonnellate di grafite di grado per batterie in sei anni, con un volume massimo previsto fino a 115.000 tonnellate.
Il materiale avrebbe dovuto essere spedito dall’impianto Riverside di Novonix a Chattanooga, Tennessee, verso i partner di produzione di celle di Stellantis in Nord America.
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Appena tre giorni dopo è arrivata la rottura con Westwater Resources, che aveva sottoscritto un accordo vincolante con FCA US per materiali anodici in grafite.
Saltato anche il contratto quinquennale da 170 mila tonnellate di nickel solfato e 12.000 tonnellate di cobalto solfato con Alliance Nickel. L’accordo di fornitura di nichel e cobalto per batterie era stato annunciato a maggio 2023.
Stellantis si è detta disponibile a rinegoziare i termini di prelievo che meglio riflettono la nuova tempistica di sviluppo del progetto e le condizioni di mercato.
Elettrificazione più graduale
Il piano “Dare Forward 2030” voluto da Carlos Tavares fissava obiettivi chiari: vendere il 100% di veicoli elettrici per il trasporto passeggeri in Europa entro il 2030 e investimenti mirati nelle gigafactory.
La strategia di Filosa è probabilmente più realista, puntando a una transizione graduale e a un forte controllo dei costi industriali. Quindi meno contratti di lungo termine, meno esposizione verso forniture vincolanti sull’elettrico, una transizione più prudente e flessibile, che possa adattarsi a quello che verrà.
Filosa si è espresso chiaramente a favore della neutralità tecnologica, lamentando che in Europa le regole sono restrittive e “devono essere cambiate urgentissimamente”.
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