Non solo gli impianti italiani: Stellantis sembra aver preso di mira anche quelli inglesi di Ellesmere Port e Luton, dove vengono prodotti alcuni degli LCV anche elettrici del gruppo.
Stellantis ha infatti avvertito che potrebbe chiudere le sue fabbriche nel Regno Unito se la domanda di veicoli elettrici nel Paese non dovesse aumentare e se il governo britannico non allentasse le regolamentazioni vigenti. Decisione che, per quanto non desiderata, l’azienda prenderà entro un anno a causa delle multe che il governo inglese impone a chi non vende determinate quote di elettriche, pur non avendo un piano di incentivi per i consumatori.
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COSA CHIEDE STELLANTIS A LONDRA
Maria Grazia Davino, direttore generale di Stellantis UK, ha sottolineato la necessità di strategie basate sull’efficienza e ha criticato il governo per la mancanza di cooperazione con l’industria automobilistica per proteggere i posti di lavoro.
Carlos Tavares, dalla sua, ha criticato la politica del governo britannico sui veicoli elettrici definendola “terribile” e avvertendo che potrebbe portare il settore automobilistico alla bancarotta. Tavares nello specifico accusa il sistema di quote che impone ai produttori di raggiungere obiettivi di vendita superiori alla domanda di mercato. Questo sistema, noto come mandato per i veicoli a emissioni zero (ZEV), obbliga i produttori a vendere una proporzione crescente di auto elettriche.
Il mandato ZEV si applica a tutte le vendite di auto, sia quelle prodotte nel Regno Unito sia quelle importate. Tuttavia, Stellantis vorrebbe che i furgoni elettrici prodotti nei suoi stabilimenti venissero considerati come auto ai fini del mandato ZEV, facilitando il raggiungimento degli obiettivi di vendita.

Ellesmere Port, dove Stellantis ha investito 100 milioni di sterline, produce furgoni e auto elettrici, mentre a Luton vengono prodotti furgoni più grandi a benzina e diesel, con versioni elettriche previste per il prossimo anno. Il rischio di chiusura degli stabilimenti è stato sollevato anche lo scorso anno, evidenziando la precarietà della situazione.
Questa minaccia mette sotto pressione il partito laburista, dato per favorito alle imminenti elezioni britanniche dato il collasso dei Tory, e che potrebbe rendere sua questa battaglia. Del resto, Stellantis non è l’unica. Anche Hyundai, tramite il Presidente di Hyundai UK Ashley Andrew, ha chiesto al governo di ridurre l’IVA sui veicoli elettrici dal 20% al 10%, e di equiparare l’IVA sull’elettricità per la ricarica domestica e pubblica, attualmente rispettivamente al 5% e al 20%.
Dal 2023, Stellantis produce esclusivamente veicoli elettrici a Ellesmere Port, inclusi modelli come il Vauxhall Combo Life Electric, il Peugeot e-Rifter e il Citroën ë-Berlingo.
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