Nei primi nove mesi del 2026, la produzione di Stellantis in Italia è cresciuta del 28,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo un totale di 340.745 veicoli (contro i 265.490 dell’anno precedente), secondo i dati diffusi dal report Fim Cisl.
I dati sulla produzione italiana
Il sindacato prevede circa 450.000 veicoli a fine anno: secondo i dati Fim-Cisl, le auto crescono del 37%, a 206.945 unità, e i veicoli commerciali del 17%, a 133.800.
Una forte spinta alla crescita arriva da Mirafiori (+151,2%) grazie alla produzione della Fiat 500 ibrida, anche Melfi è in crescita del 77,2%, grazie al lancio della nuova Jeep Compass. Ma rimangono forti difficoltà in altri siti, come lo stabilimento di Cassino, che ha registrato un calo del 37,1%. Da chiarire anche il futuro di Termoli dopo l’abbandono del progetto della gigafactory.
I dati dei primi 9 mesi 2026 sono incoraggianti, ma la verità è che si confrontano con un 2025 “nero” per gli stabilimenti italiani, infatti la produzione rispetto al 2024 è comunque in calo del 12%.
Il commento di Filosa
Ai margini del Salone di Parigi, l’Amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha detto che in Europa c’è “troppa capacità produttiva”, ma assicura che nessuno stabilimento italiano né europeo verrà chiuso, grazie anche a partnership strategiche, come quella già avviata con la cinese Leapmotor.
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Filosa ha ribadito che i marchi premium e i rispettivi stabilimenti non sono in vendita, annunciando per Maserati un piano strategico dedicato entro la fine del 2026, mentre nello stabilimento di Melfi verrà prodotta una nuova Alfa Romeo.
Il Ceo ha ribadito che produrre in Italia costa molto, soprattutto per l’energia (fino al 40-50% in più rispetto alla Spagna) e chiede interventi per abbattere i costi strutturali legati all’approvvigionamento energetico e alla rete logistica.
Tutti i marchi restano: Stellantis manterrà tutti i suoi 14 brand senza venderne o chiuderne nessuno. Il gruppo ridurrà gli investimenti sui motori diesel per le auto passeggeri. Si punterà sull’elettrico e sui nuovi modelli full hybrid. C’è la volontà di produrre auto elettriche più accessibili, come una nuova Citroën da 15.000 euro, e si valuta il ritorno di modelli storici in chiave moderna (come una nuova Citroën 2CV).
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