Continua la battaglia del trasporto su ruote. Tra tassisti in sciopero, Uber emarginati e Ncc penalizzati, adesso a dire la sua è il Tribunale Amministrativo Regionale. Il cosiddetto decreto pro Taxi promosso dal ministro Matteo Salvini imponeva l’uso del Foglio di servizio elettronico (Fdse) agli Ncc: il Tar del Lazio lo dichiara illegittimo. E i tassisti minaccia ricorso.
Leggi Anche: 5 app per il noleggio con conducente (NCC)
Il Tar boccia il Fdse
A partire da gennaio 2025, agli Ncc è richiesto l’utilizzo del Foglio di servizio elettronico, nel quale inserire i dati del conducente e anche quelli dei passeggeri. Il Fdse era obbligatorio anche gli Uber. Negli ultimi mesi, tre diversi operatori del settore avevano presentato ricordo al Tar che, il 4 agosto, li ha accolti tutti.
I giudici amministrativi del Tar del Lazio hanno definito il Fdse “un sistema informativo vincolante, accentrato e prescrittivo” in grado di creare “un filtro operativo aggiuntivo” non previsto dalla legge. La sentenza è dura, le nuove norme sugli Ncc…
“…devono ritenersi illegittime per eccesso di potere, violazione di legge e contrasto con i principi costituzionali ed eurounitari in materia di legalità, proporzionalità, libertà economica, protezione dei dati personali e concorrenza”.
La sentenza del Tar è stata accolta con entusiasmo dall’Associazione Ncc Italia, il cui presidente, Luca Notarbartolo, ha comunicato “soddisfazione nella vittoria dell’associazione Ncc contro il ministero dei Trasporti da sempre sordo alle nostre richieste. Si tuteli ora la legalità e il ruolo degli Ncc evitando di ledere in modo discriminatorio e illegale l’attività degli Ncc”.
Le richieste del Mit e il ricorso dei tassisti
In un mai dichiarato seppur evidente tentativo di privilegiare i taxi a dispetto degli altri operatori del settore – da Uber agli Ncc e simili – il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva imposto regole alquanto rigide per gli operatori. Oltre al sopracitato Fdse, dallo scorso gennaio, è stato imposto il rientro obbligatorio in rimessa tra una corsa e l’altra e una pausa di almeno 20 minuti prima di accettare una nuova prenotazione.
Leggi Anche: Ncc e Uber penalizzati, un’ora di attesa tra un cliente e l’altro
Regole che il Tar considera “sproporzionate rispetto alla finalità dichiarata (contrasto all’abusivismo) e produttive di un irragionevole aggravio per le imprese del settore, specie in contesti urbani ad alta densità”.
Tuttavia, i tassisti di Uritaxi sono già pronti al ricorso. Il presidente Claudio Giudici commenta la sentenza come “un deciso strappo rispetto alla giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato, arrivando di fatto a snaturare il servizio di noleggio con conducente”. Il timore è che l’Ncc venga trasformato “in un vero e proprio servizio di piazza, ma senza sottostare alle regole che disciplinano il servizio taxi. Se questa visione fosse confermata – prosegue Giudici – ci troveremmo di fronte all’istituzionalizzazione di un trasporto pubblico locale non di linea fondato sulla concorrenza sleale, a tutto vantaggio degli Ncc e delle grandi piattaforme multinazionali che ne fanno uso”.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
