Quarta edizione del The Urban Mobility Council, il Think Tank della mobilità promosso dal Gruppo Unipol, all’insegna della sicurezza. E, come di consueto, occasione per presentare diversi studi sulla mobilità, realizzati grazie anche ai tantissimi di dati raccolti dagli oltre 4 milioni di black box montate su altrettante auto italiane. “Ambiente, sicurezza e diritto alla mobilità, assicurata dalla Costituzione, sono i tre pilastri di cui trattiamo in questo incontro. Con l’auto sempre al centro: anche in città, dove si svolgono il 70% degli spostamenti in Italia, di cui il 52% appunto su quattro ruote” ha aperto i lavori Stefano Genovese, Head of Institutional and Public Affairs, Unipol Assicurazioni e Coordinatore The Urban Mobility Council (fotto sotto, assieme ad Attilio Fontana), sottolineando come “tre pilastri che la Politica deve bilanciare. Ma con l’aiuto dei privati“. Come appunto il Gruppo Unipol.
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The Urban Mobility Council, Gruppo Unipol: presentate ben tre ricerche
Dopo i saluti istituzionali di Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, e il messaggio di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, duranti i quali entrambi hanno sottolineato che la “sostenibilità ambientale deve essere anche sociale“, con Fontana che ha ribadito che per l’ambiente si dovrebbe iniziare “dagli 800 immobili scaldati ancora con la nafta a Milano...”. Presente anche Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano, che ha difeso “l’adozione di regole che aiutano a indirizzare la trasformazione in atto“.

Presentazione del 1° Rapporto “The Urban Mobility Council”
Novità di questa edizione la presentazione del 1° Rapporto The Urban Mobility Council, realizzato con Isfort – Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti, e presentato da Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca (foto sotto), con l’obiettivo di offrire annualmente al dibattito pubblico un qualificato strumento conoscitivo che descriva in modo esauriente le dinamiche e le innovazioni della mobilità dei cittadini, in particolare negli ambiti urbani. Una domanda di mobilità che continua a calare rispetto ai livelli pre-pandemici (-3% rispetto al 2023, -8,5% rispetto al 2019), complice l’invecchiamento della popolazione e il mantenimento dello smart working, con ancora 3,54 milioni di lavoratori che non si spostano per ragioni lavorative.
“Abbiamo diviso il rapporto in tre grandi sezioni, che abbiamo intitolato: La forza gravitazionale dell’auto, dove abbiamo monitorato i modelli di mobilità, Nodi irrisolti e nuove emergenze, con il monitoraggio delle politiche per la transizione e Non solo tecnologie, un approfondimento verticale sulla sicurezza. Che, malgrado l’adozione di tante nuove tecnologie, ha visto una riduzione della curva di diminuzione degli incidenti” il racconto di Carminucci. Infatti i dati sulla sicurezza stradale restano preoccupanti: più di 3.000 vittime e oltre 224.000 feriti nel 2023, con il maggior numero di incidenti concentrati in ambito urbano (73,3%).

“Gli incidenti stradali, che provocano ogni anno oltre 3.000 morti, costituiscono un enorme costo sociale per il nostro Paese. Per riprendere un percorso virtuoso di riduzione degli incidenti, i dati provenienti dai dispositivi telematici analizzati in profondità possono essere di grande aiuto, non solo come feedback costruttivi ai singoli automobilisti, ma ancora di più al fine di individuare i punti critici all’interno delle nostre città sui quali le amministrazioni pubbliche possano intervenire in modo mirato e tempestivo per migliorarne la sicurezza” aggiunge Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager Unipol (foto sotto).

Presentazione della ricerca del MIT – “Infrastrutture a supporto del rispetto dei limiti di velocità”
Il Senseable City Lab del MIT guidato da Carlo Ratti, anche Membro del Comitato di Indirizzo di The Urban Mobility Council (foto sotto) ha utilizzato l’intelligenza artificiale per analizzare milioni di immagini e dati di mobilità veicolare raccolti a Milano da dispositivi Unipol Tech per analizzare la relazione, a parità di limite di velocità, fra disegno della sede stradale e velocità media osservata nella strada. “Il design delle strade determina in modo decisivo la velocità con cui si guida. Più dei cartelli. Ricordiamo che nelle città a 30 km/h vedono incrementi tempi di percorrenza risibili. Questo studio conferma che cambiare il numero su un cartello non basta. Se vogliamo strade più sicure, dobbiamo progettarle in modo che inducano intuitivamente i conducenti a rallentare. Questo concetto è noto da tempo, ma solo oggi, grazie all’intelligenza artificiale, possiamo affrontarlo con strumenti quantitativi, fin dalla fase di progettazione“, il commento del direttore del Lab.

Tra i principali risultati emersi dalla ricerca:
• I conducenti riducono la velocità di 2–3 km/h nelle zone a 30 km/h rispetto a strade simili con limite a 50 km/h – suggerendo che la segnaletica, da sola, ha un impatto limitato.
• Le strade strette e racchiuse, con alta densità edilizia, tendono a rallentare naturalmente il traffico.
• Le strade larghe, aperte e con lunghe linee visive favoriscono la guida più veloce.
• Un modello di intelligenza artificiale, addestrato con immagini stradali e dati spaziali, è in grado di prevedere il rispetto dei limiti da parte dei conducenti – offrendo un potente strumento per urbanisti e amministrazioni.
Lo studio ha preso avvio a Milano, dove sono stati analizzati oltre 51 milioni di punti di telemetria veicolare raccolti dai dispositivi UnipolTech, combinati con immagini di Google Street View. La ricerca è stata poi estesa ad Amsterdam e Dubai per testare il modello in ambienti urbani eterogenei, tenendo conto delle differenze culturali, climatiche e infrastrutturali.
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Presentazione della ricerca del PoliMi – “Le città parlano e l’IA ascolta”
Il Politecnico di Milano, in collaborazione con UnipolTech1, ha sviluppato un innovativo modello di intelligenza artificiale, RoadSafeAI, un modello di rete neurale convoluzionale in grado di stimare il rischio stradale urbano, analizzando direttamente le immagini della rete stradale, integrate da dati telematici sulle frenate brusche registrate a bordo veicolo attraverso i dispositivi telematici. L’obiettivo è ben chiaro, ovvero fornire alle amministrazioni strumenti predittivi affidabili per individuare le aree urbane più critiche e pianificare interventi mirati sulla sicurezza. La ricerca si è focalizzata su un’area centrale di 25 km² a Milano dove, tra il 2023 e il 2024, sono stati rilevati oltre 80.000 eventi di decelerazione improvvisa, potenziali indicatori di rischio incidenti.
‘’Il progetto di ricerca ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di stimare, a partire da immagini della rete stradale, il livello di rischio associato a diverse aree urbane. Questo modello è stato alimentato e istruito con una enorme quantità di dati telematici e ha dimostrato un’eccellente capacità di generalizzazione, riuscendo a predire con precisione la rischiosità di aree urbane non utilizzate per l’addestramento della rete neurale’’ la spiegazione di Sergio Savaresi, Direttore Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano e Membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council (foto sotto).

Il territorio urbano è stato scomposto in migliaia di porzioni da 200×200 metri e analizzato in dettaglio: a ciascuna area è stato attribuito un punteggio di rischio (da 0 a 10) in base alla frequenza e distribuzione degli eventi critici. L’algoritmo ha mostrato un’accuratezza superiore al 95% nel prevedere il rischio su zone escluse dalla fase di addestramento, grazie a un approccio di validazione spaziale. Questo rende la tecnologia utilizzabile anche in città prive di dati telematici, basandosi unicamente su immagini stradali.
The Urban Mobility Council, Gruppo Unipol: la chiusura
“Gli effetti degli obiettivi normativi imposti dalla transizione ecologica stanno entrando concretamente nella vita e nelle tasche degli italiani, che ogni giorno si spostano per lavoro, famiglia e svago. Le cronache quotidiane raccontano soprattutto di nuovi blocchi, divieti e costi in crescita per i cittadini. Serve anche accompagnare la collettività con soluzioni, come quelle oggi offerte dall’IA e dai dati, che permettano di conciliare la necessità di muoversi liberamente con gli obiettivi di decarbonizzazione e aumento della sicurezza sulle strade” la chiusura di Stefano Genovese.
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