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Valerio Cocco: “Allestiti? Solo a noleggio, perché funziona” | Fleet Manager del mese

Valerio Cocco: “Allestiti? Solo a noleggio, perché funziona” | Fleet Manager del mese
Abbiamo parlato con Valerio Cocco, Head of Global Services di Italgas, di come si gestisce una flotta da oltre 2.000 mezzi operativi e allestiti, tutti a noleggio.

IN QUESTO ARTICOLO

Una flotta divisa tra Italia e Grecia, che comprende anche imbarcazioni operative in laguna a Venezia e oltre duemila veicoli allestiti (tutti a noleggio). Quella di Italgas è una flotta che richiede il lavoro rigoroso di un team, sotto la guida di Valerio Cocco – Head of Global Services, che ne assicuri operatività ed efficienza 24/7.

Un lavoro che permette all’azienda – che quest’anno compie 187 anni ed è concessionaria del servizio di distribuzione del gas in oltre 2.000 Comuni, con 83.000 km di rete, 8 milioni di contatori attivi e più di 8 miliardi di metri cubi di gas distribuiti in media ogni anno tra Italia e Grecia – di restare al passo con i tempi.

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Valerio Cocco, Italgas

Quali sono le esigenze di mobilità di un’azienda come Italgas?

In azienda siamo circa 4000 e abbiamo una flotta totale di 2.600 veicoli, di questi 300 si trovano in Grecia, dove opera Enaon, la consociata di Italgas, e dove abbiamo una gestione principalmente ad uso promiscuo e auto bianche. Qui in Italia abbiamo 2.100 mezzi operativi e 200 auto a uso promiscuo.

E da quante persone è composto il suo team?

Nel team Global Service per gestire la flotta di Italgas orbitano più o meno sei persone, a cui però si aggiungono i referenti territoriali – perché sarebbe difficile coordinare da Torino le vetture in alcuni territori d’Italia – per un totale di una quindicina di persone.

Come è composta la flotta Italgas?

Delle 2.100 vetture operative, circa il 70% sono autocarri, quindi mezzi allestiti. A queste si aggiungono auto bianche, senza allestimento, in uso ai dipendenti per muoversi tra le sedi.

Vi affidate al noleggio, o preferite la proprietà?

No, i mezzi allestiti sono tutti a noleggio. Una conversione fatta ormai sette anni fa. Gli unici mezzi ancora in proprietà sono le barche a Venezia: qui tutto si muove in acqua, compresa ovviamente la gestione del gas.

Perché scegliere il noleggio per una flotta di mezzi allestiti? Qual è stata la vostra esperienza?

Attualmente siamo al rinnovo dei contratti in essere, con la consegna dei nuovi mezzi per il 2025, e abbiamo confermato il noleggio perché funziona. Non ci sono particolari criticità nel lavorare sull’allestimento, a patto di trovare un partner all’altezza e che si affidi a fornitori con le giuste competenze. Noi siamo stati molto chiari nell’allestimento richiesto, demandando la scelta del fornitore direttamente al noleggiatore. Siamo entrati in contatto con l’allestitore scelto da loro e abbiamo lavorato con lui per definire i dettagli.

Tutto dipende molto dal partner: se ha una buona rete, allora è in grado di darti supporto anche quando l’allestimento si danneggia. Non ho mai avuto un mezzo bloccato perché non si riuscisse a ripararlo. E abbiamo anche mezzi che fanno ricerca fughe [in foto], abbastanza particolari e sui quali deve intervenire direttamente l’allestitore.

Qual è la durata dei vostri contratti per i mezzi allestiti?

Sulle vetture ad uso promiscuo tre anni, sulle operative cinque. Questa durata ci permette di sfruttare al massimo la vita del veicolo, anche facendo degli scambi sul territorio.

In che senso?

Usiamo un software di Fleet Management all’interno del quale gestiamo tutto, comprese le assegnazioni, i cambi, le prenotazioni delle auto in pool. Consideri che da noi tutti i colleghi operativi sulla rete hanno un mezzo a testa assegnato da policy aziendale, che la sera riportano a casa, mentre per i tecnici c’è un dimensionamento in base al numero di persone presenti in sede.

I mezzi operativi hanno però usi diversi: i colleghi di Roma operano su un’area più ristretta ma di maggiore densità, quelli in Puglia – solo per fare un esempio – devono coprire un territorio più ampio, coprendo anche 20 km tra un intervento e l’altro. Così, circa ogni sei mesi, facciamo uno scambio di mezzi tra chi ha chilometraggi più alti e più bassi. Per questo la car list prevede solo 3 modelli per le tre funzioni, così che siano tutte intercambiabili.

La gestione della copertura assicurativa per questi mezzi è complessa?

Assolutamente no, l’assicurazione rientra nel canone e la riparazione dell’allestimento rientra copertura.

Un tema importante per le flotte è la transizione energetica. Italgas come si sta muovendo?

Abbiamo avviato da tempo un percorso che ci ha portati ad avere, ad oggi, il 95% dei mezzi in flotta a metano. Restano esclusi i veicoli 4X4 che non esistono con questo tipo di motorizzazione. Per noi è stato un successo e ci dispiace non poter proseguire su questa strada, perché oggi sul mercato non esiste un’offerta a metano.

Inoltre, tre anni fa abbiamo deciso eliminare dalla Car List le vetture oltre i 145 gr CO2/km, aggiungendo mezzi ibridi, anche Plug-In. L’assegnazione di queste vetture però viene fatta con buon senso prima di tutto: non posso assegnare un veicolo operativo “alla spina” a chi fa molti chilometri e non può fermarsi per la ricarica, né a chi rischia di viaggiare solo a benzina perché non può caricare. Abbiamo preferito puntare sull’ibrido. In questo modo gli addetti che si occupano della rete, quelli che tutti i giorni vedete al lavoro nelle vostre case e sulle strade, possono trarre vantaggio dalla batteria, senza rinunciare a niente.

Per chi invece si muove solo tra casa e sedi, o ha vetture ad uso promiscuo?

In questo caso sì, senza imposizioni abbiamo inserito in car list anche vetture full electric, offrendo ai colleghi anche degli incentivi di tipo economico. Per la ricarica abbiamo deciso di non offrire l’installazione di infrastrutture casalinghe che, come sappiamo, comportano grossi problemi organizzativi, ma abbiamo optato per delle wall-box in azienda che i dipendenti possono usare liberamente e gratuitamente.

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