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Veicoli commerciali leggeri: due nuovi su cinque sono a noleggio e l’80% è allestito

Veicoli commerciali leggeri: due nuovi su cinque sono a noleggio e l’80% è allestito
Un comparto in piena trasformazione, dove il noleggio si consolida come modello dominante, mentre l’elettrificazione e la digitalizzazione si affacciano come le prossime sfide da vincere per una mobilità professionale più efficiente e sostenibile.

IN QUESTO ARTICOLO

I veicoli commerciali leggeri rappresentano un segmento spesso trascurato nel dibattito sulla mobilità, ma in realtà centrale per la logistica urbana e per le attività produttive di migliaia di imprese. A raccontare lo stato dell’arte e le prospettive di questo comparto è lo studio “Veicoli commerciali leggeri, un mondo a parte?”, che ha coinvolto Fleet e Mobility manager di 41 aziende di primo piano, per un totale di circa 40.000 veicoli commerciali leggeri gestiti, oltre 30.000 dei quali allestiti e altrettanti a noleggio. Le interviste sono state condotte tra il 15 settembre e il 5 ottobre 2025.

Lo studio conferma che i veicoli commerciali leggeri rappresentano davvero “un mondo a parte”: un comparto in piena trasformazione, dove innovazione, sostenibilità e sicurezza avanzano con ritmi diversi ma sempre più sinergici. Il noleggio si consolida come modello dominante, mentre l’elettrificazione e la digitalizzazione si affacciano come le prossime sfide da vincere per una mobilità professionale più efficiente e sostenibile.

Il noleggio domina il mercato

Secondo gli ultimi dati ANIASA, nei primi nove mesi del 2025 il settore del noleggio ha immatricolato 54.720 veicoli commerciali leggeri, pari a oltre il 40% del totale LCV: in pratica, due nuovi veicoli su cinque sono a noleggio.
La fotografia delle alimentazioni resta però fortemente tradizionale: l’83% delle immatricolazioni è diesel, il 9% benzina, il 5% elettrico e il 2% ibrido, mentre i veicoli a gas restano sotto l’1%.

Tra luglio e settembre 2025, sono stati immatricolati 18.441 LCV a noleggio a lungo termine, con una crescita del +28,39% e una quota di mercato del 48,3%, che segna il sorpasso del noleggio sulla proprietà diretta.

Leggi Anche: Cosa può fare la telematica per la tua flotta?

Passi concreti, ma ancora timidi verso l’elettrico

Nonostante la prevalenza dei motori endotermici, lo studio mette in luce un segnale incoraggiante: quasi due aziende su tre (65%) hanno già avviato un processo di elettrificazione della flotta.

Di queste, la metà ha introdotto veicoli ibridi, il 31% ha optato per mezzi full electric, mentre il 15% ha scelto di combinare entrambe le soluzioni. Un percorso ancora in evoluzione, ma che testimonia la crescente attenzione alla sostenibilità anche nel comparto dei veicoli da lavoro.

Il cuore operativo delle flotte

L’80% dei fleet e mobility manager intervistati dichiara di avere in flotta veicoli allestiti, elemento che conferma l’elevata specializzazione di questo segmento.

Quando si tratta di scegliere chi realizza gli allestimenti, le preferenze si dividono: il 48% si rivolge direttamente agli allestitori, il 35% al noleggiatore, il 9% al concessionario e solo il 4% alla Casa automobilistica. Tra le tipologie più richieste spiccano i cassoni (31%), seguiti da officine meccaniche mobili (19%), gru (19%), piattaforme (19%) e unità frigorifere (12%).

Dallo studio “Veicoli commerciali leggeri, un mondo a parte?”

 

Il potenziale ancora inespresso della telematica

Sul fronte della gestione digitale, sei fleet manager su dieci non utilizzano ancora strumenti telematici per la gestione dei veicoli commerciali. Le principali barriere? Mancanza di accordi sindacali (45%) e rapporto costi/benefici non favorevole (45%). Chi li utilizza lo fa principalmente per la geolocalizzazione dei mezzi (21%), il monitoraggio delle percorrenze in tempo reale (21%) e il controllo delle temperature (15%).

Restano invece poco sfruttate due funzioni cruciali: l’ottimizzazione dei percorsi (11%) e l’individuazione dei veicoli più adatti all’elettrificazione (solo 4%).

Leggi Anche: Gli allestitori ci parlano dell’innovazione nel comparto durante Fleet Pro.

Sicurezza del driver e delle merci

Il tema della sicurezza del conducente si conferma centrale nelle strategie aziendali. Il 55% delle imprese investe in corsi di guida sicura, il 25% adotta sistemi di monitoraggio della stanchezza, mentre il 10% punta su formazione periodica. Un ulteriore 10% si divide tra dotazioni bluetooth e dash cam interne.

Per quanto riguarda gli ADAS, i dispositivi ritenuti più importanti dai gestori sono:

  • Sensori di parcheggio con telecamera (21%);
  • Avvisatore acustico di retromarcia (19%);
  • Frenata automatica di emergenza (16%);
  • Sensori di rilevazione dell’angolo cieco (16%), spesso obbligatori per le consegne in ZTL.

Sul versante della sicurezza delle merci, la quasi totalità dei Fleet manager si affida a soluzioni meccaniche semplici ma efficaci: lucchetti posteriori (74%) e allarmi antifurto per il vano di carico (13%).

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