Varrebbe chiedersi quanto siamo disposti a sacrificare sull’altare della massima efficienza e sostenibilità della nostra mobilità su mezzi a motore. Il mercato “vuole” i suv? Bene, è sufficiente guardare la Volkswagen Mission Efficiency Concept (oltre all’antesignana XL1) ed è palese quanto risaputo che le sezioni frontali degli sport utility siano incompatibili con un’aerodinamica la più efficiente possibile; è la premessa per godere della posizione di guida alta e di forme oversize che caratterizzano la quasi totalità dei modelli rispetto alla loro abitabilità interna.
Mission Efficiency non fa che applicare i concetti migliori dell’ingegneria, della tecnica automobilistica, col risultato di strappare un record di bassi consumi per un’auto elettrica: appena 8,4 kWh/100 km dichiarati. Nessuna come lei. Per trovare le “rivali” migliori, diversamente da Mission Efficiency dei progetti di serie, serve guardare alla Dacia Spring e gli oltre 12 kWh/100 km.
VOLKSWAGEN, MISSION EFFICIENCY DA WOLFSBURG A VIENNA
Per viaggiare da Wolfsburg a Vienna, coprendo 1.278 km, le è bastato fermarsi una sola volta per ricaricare e ritrovarsi a destinazione ancora con 164 km di autonomia residua. Il tutto con una batteria da soli 54,9 kWh, che troviamo solitamente su modelli B-suv o segmento C molto compatte, accreditate di percorrenze nell’ordine dei 400-450 km. La Volkswagen Mission Efficiency, invece, con quella stessa taglia di batteria fa 654 km e tutto si deve al profilo aerodinamico del corpo vettura, sotto al quale c’è la base tecnica della ID.Polo, l’architettura MEB+, con motore APP290, anteriore e da 135 cavalli.
LE DOTI AERODINAMICHE
Alta appena 1,39 metri (un suv urbano sta tra i 157 e 165 centimetri), la concept car crea un profilo simile a quello di un’ala per fendere l’aria opponendo minore resistenza possibile all’avanzamento. Il drag è un nemico invisibile, da vincere spendendo energia che alimenta il motore elettrico. In un numero, la ID.Polo con le sue gradevoli forme e proporzioni convenzionali, dichiara un coefficiente di drag di 0,26. La Mission Efficiency arriva a 0,158 e migliora anche lo 0,189 della Volkswagen XL1, l’auto da 1 litro di consumo per 100 km.
Bassa, stretta (misura 1,74 metri, un dato che solo a inizio anni Duemila apparteneva grossomodo a una berlina di alto livello come BMW Serie 3 E46), con il fondo completamente carenato e una coda più stretta di 17 centimetri rispetto alla larghezza dell’asse anteriore. Non è un caso che tutte le auto che ricercano l’efficienza massima debbano scegliere linee in coda basse e possibilmente con un profilo a goccia.

È tutto funzionale a ridurre le turbolenze dei flussi d’aria una volta separatisi dalla carrozzeria. Per questo motivo lo sbalzo posteriore è molto pronunciato, ben 1,1 metri contro i 70 centimetri di un’utilitaria due volumi come la ID.Polo: consente di rastremare la coda al massimo possibile e ricongiungere i flussi riducendo le turbolenze dietro l’auto.
Sul frontale della Mission Efficiency, invece, tre aperture sulla griglia di raffreddamento sono pensate per aprirsi in modo selettivo: una per volta, abbinate o tre in contemporanea, a seconda delle esigenze di raffreddamento della batteria. I materiali compositi, come il CFRP – Carbon Fibre Reinforced Polymer, invece, permettono di ridurre il peso dei pannelli, anche se questo ha dei risvolti sui maggiori costi di produzione.
UN RECORD PASSATO IN AUTOSTRADA
È sorprendente scoprire quanto, in un uso reale su strada, le specifiche tecniche di un’elettrica destinata ai grandi volumi possano, se vestite da una carrozzeria specifica, aumentare di oltre il 50% l’autonomia. Aver percorso 1.278 km con una sola sosta per la ricarica è un risultato ragguardevole se si legge insieme alla velocità media di ben 67,7 km/h (138 orari la velocità massima) e al consumo realizzato, pari a 7,51 kWh/100 km: migliore di gran lunga rispetto al dato dichiarato. Il tutto nonostante la guida su normali passaggi autostradali, che per un’auto elettrica costituiscono una condizione d’uso molto negativa per l’autonomia all’aumentare della velocità oltre i 110-120 km/h.
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