Wayve, l’ azienda britannica specializzata in tecnologie di guida autonoma che alla fine del 2026 porterà le sue auto sulle strade di Londra in collaborazione con Uber, ha dichiarato che i test approfonditi di quest’anno potranno dimostrare che il suo sistema regge il confronto con i conducenti umani più performanti e “non semplicemente con la media degli automobilisti”.
Il servizio di ride-hailing londinese impiegherà una flotta di Ford Mustang Mach-E adattate che, solo nella fase iniziale, dovrebbe avere un operatore di sicurezza a bordo per monitorare il sistema (che è già in test dal 2018).
Wayve e Uber con le Ford Mustang Mach-E a guida autonoma a Londra
Secondo l’Automated Vehicles Act 2024 del Regno Unito, ovvero la regolamentazione per la guida autonoma nel Paese, i sistemi omologati dovranno essere in gradi di raggiungere “un livello di sicurezza equivalente o superiore a quello richiesto agli automobilisti”.
Wayve però, guardando alle statistiche sugli incidenti dei conducenti “normali”, ha spiegato che la soglia da superare includerebbe anche chi si addormenta al volante o guida in stato di ebbrezza, abbassando sensibilmente la media.
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Se invece il termine di paragone diventa il conducente attento e prudente, come il driver professionista di una flotta per intenderci, la mole di dati necessaria per dimostrare la superiorità del sistema cresce in modo significativo: ed è su questo che Wayve sta ancora lavorando.
Guardando oltre il segmento passeggeri, Michael Holland, Chief of staff, product and strategy di Wayve, ha anche accennato al fronte dei veicoli commerciali autonomi, ambito in cui l’azienda fa parte di un gruppo più ampio con base negli Stati Uniti: camion autonomi sono già operativi in cave e porti, incluso quello di San Francisco, oltre a test in corso presso il centro tecnico dell’azienda nei Paesi Bassi.
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