La possibilità di ricaricare a casa è cruciale nella scelta di comprare un’auto elettrica. Non a caso, secondo l’indagine dello Smart Mobility Report 2023, circa il 90% dei rispondenti ricaricano a casa con una frequenza superiore alla metà delle ricariche totali effettuate.
Tuttavia, oltre la metà di chi utilizza la ricarica domestica non possiede o non sfrutta un’opportuna wallbox o stazione di ricarica.
SOLO IL 46% USA UN OPPORTUNO DISPOSITIVO DI RICARICA
Sempre i dati dello Smart Mobility Report ci dicono che fra tutti i possessori di veicoli elettrici, solo il 46% utilizza un opportuno dispositivo di ricarica, come una wallbox o una stazione di ricarica privata o condominiale.

Ben il 47% del totale utilizza la tradizionale presa domestica (tipo schuko).
Un dato allarmante considerata la potenziale pericolosità in termini di sicurezza per l’impianto elettrico nell’utilizzare una comune presa per la ricarica di un veicolo elettrico, che richiede elevata intensità di corrente, potenza impiegata e tempo di ricarica. Infatti, nei condomini questa rischiosa modalità di ricarica è addirittura vietata.
MA LE WALLBOX NON MANCANO
Il dato potrebbe fare pensare a una carenza nell’infrastruttura di ricarica, ma le cose non stanno proprio così.
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La diffusione nazionale della infrastruttura di ricarica privata ha vissuto nel corso del 2022 un incredibile aumento delle installazioni in primis per via dell’effetto apportato dal Superbonus 110, il quale incentiva l’installazione di wallbox e stazioni di ricarica domestiche.

Il numero di punti di ricarica privati è passato dai circa 130mila di fine 2021 ai circa 370mila di fine 2022, superando addirittura il numero di autovetture elettriche in circolazione (circa 350mila a fine 2022).
In seguito alla rimodulazione del Superbonus e per via di un effetto di saturazione del mercato, si prevede che tale incremento calerà nei prossimi anni.
Le ragioni del mismatching
Quali sono le ragioni di questo mismatching? Si può ipotizzare che alcuni abbiano installato la wallbox senza ancora possedere un’auto elettrica, ma prevedano di farlo in futuro.
Chi già la possiede, evidentemente sottovaluta i rischi della ricarica domestica fai-da-te e magari – non avendo fatto lavori in casa – non è stato coinvolto nel Superbonus.
WALLBOX: L’OFFERTA E I PREZZI
L’offerta di dispositivi per la ricarica privata è ampia ed il mercato risulta poco concentrato a livello nazionale (cosa che facilita il matenimento di prezzi bassi).
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Ci sono molti player caratterizzati da un ricco portfolio di modelli. Si contano sul mercato:
- 96 modelli di wallbox
- 109 modelli di stazioni di ricarica
Il costo al retail dei dispositivi di ricarica domestica è mediamente contenuto: il costo medio per una wallbox è pari a circa 2.300 €, che scende a 1.600 € se si considerano solo impianti monoconnettore. Il prezzo da pagare è mediamente più alto per le stazioni di ricarica: il costo medio per connettore si attesta a circa 16.500 € per gli impianti in DC, da confrontarsi con un valore prossimo ai 2.600 € al connettore per le stazioni operanti solo in AC.
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