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Auto elettriche usate: una vettura su 85 potrebbe avere problemi alla batteria

Auto elettriche usate: una vettura su 85 potrebbe avere problemi alla batteria
Secondo uno studio della britannica Generational sullo stato di salute delle batterie delle auto elettriche la maggior parte dell'usato è in perfetta salute, ma una su 85 potrebbe avere degli "squilibri" nell'ordine dei 50 millivolts (mV).

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Una vettura elettrica usata su 85 presenta uno “squilibrio” tra le celle della batteria tale da poterne compromettere le prestazioni. È quanto emerge da un’analisi condotta da Generational, società specializzata nella diagnosi dello stato di salute delle batterie, che ha analizzato circa 10.000 vetture circolanti nel Regno Unito.

Il Battery Performance Index dell’azienda, basato su oltre 8.000 test, colloca la salute media delle batterie al 95,15%, con molti veicoli datati e ad alta percorrenza che continuano a registrare prestazioni nella norma, al pari di un mezzo nuovo.

EV usate: come stanno le batterie

Secondo l’azienda, la stragrande maggioranza delle batterie usate esaminate risulta perfettamente in regola, anche dopo diversi anni di utilizzo, ma circa un test su 85 ha rilevato uno squilibrio superiore a 50 millivolt, tale da richiedere un approfondimento. Per quantificare questo numero, in un caso su 200 lo scarto ha superato i 100 millivolt che è la soglia che segnala un possibile guasto in corso.

Il valore mediano riscontrato tra la cella più carica e quella meno carica di una batteria usata è di appena 8 millivolt, a conferma che la maggior parte dei pacchi batteria opera entro un margine di bilanciamento molto stretto.

“I problemi di squilibrio tra celle sono spesso impercettibili, la batteria così sviluppa un difetto che in futuro può incidere su autonomia, ricarica o valore residuo. L’unico modo concreto per intercettare questo rischio in anticipo è testarlo”, spiega l’amministratore delegato di Generational, Oliver Phillpot.

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Si tratta, secondo l’azienda, di anomalie spesso invisibili al conducente: può non comparire alcuna spia, alcun messaggio a bordo strumenti né alcun cambiamento percepibile nel comportamento del veicolo, finché il problema non è ormai in atto.

Come in una catena, il buon funzionamento del pacco batteria dipende dalla sua cella più debole e, ad oggi, la sostituzione delle singole celle è tecnicamente possibile, ma costi e fattibilità variano molto a seconda del costruttore e dell’architettura della batteria, rendendola a tutti gli effetto spesso impraticabile. Alcuni pacchi sono progettati con componenti accessibili, che rendono la riparazione relativamente semplice, ma altri sono unità sigillate e monolitiche, per cui il guasto di un solo elemento può richiedere la sostituzione dell’intera batteria.

Questo sistema si chiama cell-to-pack: invece di organizzare le celle in moduli, sostituibili, i costruttori le integrano tutte in un unico grande pacco, che in alcuni casi diventa parte strutturale del telaio stesso. Se una cella si guasta, rischia di andare perso l’intero veicolo o l’intera batteria.

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