L’unione fa la forza? Di certo, somma convenienze particolari. Stellantis, Toyota, Ford, Subaru, Mazda, Mercedes da un lato, saranno i beneficiari in termini di riduzione delle emissioni medie di CO2 sui rispettivi volumi di vendita del 2025. Tesla, Polestar, Volvo e smart, a loro volta beneficiari dal fare cassa attraverso la vendita dei famigerati crediti sulle emissioni di CO2.
Lo scenario già registrato nel 2020, quando diversi costruttori fecero pooling con Tesla, torna, attualissimo, in quest’inizio di 2025. C’è un’urgenza per le case costruttrici che non può attendere gli incontri, pure programmati già a gennaio, in sede europea. L’esigenza è quella di mettersi al riparo dalle multe che, stante la normativa attualmente in vigore – salvo variazioni da discutere in Europa -, verranno comminate a chi sforerà le emissioni medie di CO2 dal volume complessivo delle auto vendute in Europa nel corso del 2025.
MULTE CO2, LA CONTA DEL GRAMMO
Novantacinque euro per ogni singolo grammo oltre quota 93,6, da moltiplicare per il totale delle auto vendute. In sintesi: il rischio di un impatto da 13 miliardi di euro in sanzioni sull’industria dell’auto nel suo complesso.
Tesla, come anche l’aggregazione intorno a Polestar – pooling che comprende anche i marchi smart e Volvo -, beneficia dei volumi di vendita interamente (Tesla) o per grandi quote percentuali (Volvo) realizzati con auto elettriche. Questo dà vita a una forma di credito sulla media delle emissioni che, attraverso un meccanismo del quale si è spesso discusso per un suo superamento, viene monetizzato aprendo alla condivisione con altri gruppi automobilistici che necessitano di ridurre la propria media di emissioni di CO2.
Il meccanismo è, sostanzialmente, figurativo.
CHI SI È AGGREGATO INTORNO A TESLA
Un documento depositato presso il legislatore europeo ha rivelato il pooling intorno a Tesla di Stellantis, Toyota, Ford, Mazda e Subaru, con la possibilità che altri entrino a farne parte ma a condizione che ciò avvenga entro il 5 febbraio prossimo. Quanto a Mercedes, beneficerà dei crediti maturati da Polestar, Volvo e smart, in quello che è un pool accomunato dall’avere Geely quale azionista in forme e quote percentuali differenti.
Dalla politica europea si attendono le mosse sul più immediato e preoccupante (dal punto di vista dei costruttori di auto) tema del 2025 per l’industria. Il dialogo annunciato da Ursula von der Leyen dovrà portare a una soluzione sull’obiettivo di abbattimento delle emissioni di CO2 nel 2025, salvo incorrere i costruttori in multe. Verrà rinviato l’obiettivo al 2027? Verrà mantenuto ma con le sanzioni neutralizzate per due anni, concedendo la possibilità alle case di rientrare? Temi in attesa di soluzione e con “sensibilità” parecchio contrastanti all’interno della stessa politica a Bruxelles.
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Quella sperimentata dalle case è una formula del passato, già fruita nel 2020. Delle leve a disposizione è quella puramente finanziaria. Altre, coinvolgono i fronti della produzione e della commercializzazione.
CREDITI, PIÙ ELETTRICHE O MENO TERMICHE
Non è un mistero come da mesi, ormai, case come Ford, gruppi come Stellantis, abbiano contemplato la possibilità, per abbattere le emissioni medie di CO2, di limitare la vendita di alcune, specifiche, motorizzazioni. Il punto di fondo è legato alla diffusione di una certa quota percentuale di auto elettriche sul totale delle proprie vendite. In Stellantis, secondo quando dichiarato da Jean-Philippe Imparato, il target è il 21%. Con tale quota percentuale di elettriche sul totale del venduto, il gruppo sarà esente da sanzioni. Il 2024 si è chiuso con una quota di auto elettriche vendute pari al 12% del totale.
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Se la domanda di elettriche non è sufficiente (e l’assenza di incentivi all’acquisto non aiuta sui principali mercati europei, vedi Germania), l’unico modo per far rilevare quella quota percentuale diventa limitare i volumi delle auto non elettriche. Chiaramente, partendo dal contenimento dei volumi di modelli più inquinanti, anche se ibridi.
Nelle strategie delle case, la coda di 2024 ha visto stop mirati degli stabilimenti per pianificare la produzione da immettere sul mercato a inizio 2025. Inoltre, le strategie per realizzare il mix di vendite ideale a evitare le multe, verranno ritagliate sulle specifiche caratteristiche dei singoli mercati europei. Accelerare sulle elettriche dove la domanda è più solida, ad esempio.
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