In volumi di vendita sono motorizzazioni che valgono davvero poche centinaia di unità, le Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Vere e proprie supercar con il superlativo motore V6 2.9 litri da 510 cavalli e derivazione Ferrari. Non sarà più una motorizzazione ordinabile, insieme ad altre turbo benzina.
Perché? Progressiva eliminazione delle unità più inquinanti per emissioni di CO2, in una fase che registra la presentazione sempre più vicina della nuova generazione di Alfa Romeo Stelvio. Il suv adotterà l’architettura STLA Large, verrà prodotto ancora a Cassino e, dal 2026, vi si affiancherà la nuova Giulia.
ALFA ROMEO FERMA GLI ORDINI SUI MOTORI BENZINA
Quella che per Stelvio è una fase di passaggio di consegne sul breve periodo, per Giulia si dilata di molti più mesi. Un anno ancora di vita utile sul mercato, dove potrà essere acquistata con motori turbodiesel.
Mettendo ordine tra le date, dal 31 marzo 2025 non sarà più possibile configurare e ordinare la Giulia Quadrifoglio, dal 30 aprile stop agli ordini su Stelvio Quadrifoglio.
Un mese più tardi, il 31 maggio, presso le concessionarie non si potranno più ordinare né Giulia né Stelvio con il motore 2.0 turbo benzina da 280 cavalli. Resta salva la possibilità di acquistare modelli residui in stock.
PERCHÉ ALFA ELIMINA I MOTORI BENZINA?
Sono le unità motrici più prestazionali ma anche quelle dalle più alte emissioni di CO2. Un tema che resta caldo per il rispetto del target di 93,6 g/km fissato per il 2025 e, dopo l’accordo tra Europa e case automobilistiche, esteso fino al 2027. Tre anni a disposizione perché i costruttori rispettino il limite, tre anni per adattarsi e non subire multe.
Benzina no e diesel sì? Già, poiché le emissioni di CO2 sono direttamente legate ai consumi, pertanto risultano superiori sulle motorizzazioni benzina; gli inquinanti “problematici” sui diesel sono, invece, gli NOx, che producono effetti nocivi sulla salute delle persone. Inquinanti che, sui diesel Euro 6 – grazie ai complessi sistemi di trattamento dei gas di scarico (SCR e iniezione AdBlue, filtri DPF) – sono enormemente più bassi dei limiti di legge. Questo per rappresentare il quadro delle scelte commerciali, di taglio delle motorizzazioni benzina non ibride e mantenimento delle diesel.
CI SARÀ SPAZIO PER MOTORI PRESTAZIONALI IN FUTURO?
Lo scenario che si prospetta, per modelli ad alte prestazioni, è sufficientemente nitido. Il continuo dover ridurre le emissioni medie di CO2 sulla flotta di auto nuove vendute, porterà necessariamente ad avere o modelli ibridi benzina ad alte prestazioni, oppure, per conservare esempi di tecnica motoristica come i V6 e V8 termici non elettrificati, realizzare una quota di vendite molto alta con alternative elettriche e ibride.

Le decisioni Alfa Romeo di tagliare dai listini le motorizzazioni benzina è in qualche modo inserita in uno dei filoni strategici previsti dalle case nei mesi scorsi. L’entrata in vigore dei nuovi limiti sulle emissioni – valore che rimane immutato, stemperato dalla flessibilità concessa per realizzarlo: 3 anni anziché 1 – porta a scelte come la limitazione dell’offerta di determinati modelli/motori.
L’arrivo della nuova Alfa Romeo Stelvio tra pochi mesi avverrà con propulsori ibridi benzina ed elettrici, contribuendo a dare una sforbiciata netta alle emissioni medie di CO2. Lo stesso varrà per la nuova Giulia 2026.
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