Jean-Philippe Imparato a Roma, Tavolo Stellantis presso il ministero delle Imprese e del made in Italy. John Elkann all’Eliseo, in un incontro con il premier Macron. Su entrambi i fronti, le rassicurazioni del Gruppo sul mantenimento della produzione presso gli stabilimenti dei due Paesi e dei relativi livelli occupazionali.
È, inevitabilmente, sul tavolo ospitato al ministero, in un nuovo incontro, che finiscono i riflettori. Per capire come, cosa, quando Stellantis produrrà in Italia. Le prospettive guardano fino al 2030, in un contesto immediato che vede la crisi di Mirafiori continuare con la chiusura fino a gennaio.
PIANO ITALIA DI STELLANTIS, COSA C’È DI NUOVO?
Alcuni degli impegni concretizzati nel Piano Italia, presentato da Stellantis, erano progetti già noti. A partire dalla produzione dei modelli elettrici e mild hybrid su architettura STLA Medium a Melfi, per continuare con le Alfa Romeo Stelvio (2025) e Giulia (2026) elettriche a Cassino, su architettura STLA Large. In aggiunta, un modello di alta gamma, sulla medesima architettura. Sarà quel grande suv Alfa Romeo 7 posti destinato, soprattutto, ai mercati extraeuropei e con una visione 2027?
La proposta italiana sul Fit for 55 e il rinvio delle multe 2025
Il Gruppo valuta la possibilità che Stelvio e Giulia possano abbinare una motorizzazione ibrida alle versioni elettriche. Quantomeno auspicabile, a osservare la direzione del mercato europeo e i numeri a dir poco tiepidi delle elettriche premium.
OCCHI PUNTATI SU STLA SMALL A POMIGLIANO
Il principale e più atteso volano di moltiplicazione dei volumi produttivi, in realtà, è l’arrivo a Pomigliano d’Arco dell’architettura STLA Small. Verranno realizzati due modelli definiti compatti da Stellantis, ma solo dal 2028. Saranno multienergia e, segnatamente, l’architettura andrà a rimpiazzare l’offerta oggi strutturata intorno alla base tecnica CMP ed e-CMP. Un importante tassello vista la rilevanza del segmento B/C, prevedibilmente con i vari formati di carrozzeria suv/crossover.
Pomigliano d’Arco continuerà a produrre la Panda mild hybrid fino al 2030 – ma era un impegno già assunto -, dopodiché arriverà la nuova “Pandina”, qui la garanzia di continuità e su un orizzonte oltre il 2030, per la prossima generazione.
IMPARATO: CAPACITÀ PRODUTTIVA CRESCERÀ
“Il treno della storia non si ferma due volte. Il tempo è venuto per noi, Stellantis, di fare squadra con l’Italia per affrontare le sfide esistenziali che affrontiamo e sottovalutate da alcuni in Europa. Lo farò direttamente, concretamente. Odio le promesse non mantenute e non voglio essere smentito dai fatti. Quindi ci metto la faccia“. Così Jean-Philippe Imparato, aprendo i lavori del Tavolo Stellantis con il ministro Adolfo Urso. “Tutti gli stabilimenti italiani rimarranno attivi e già dal 2026 la capacità produttiva crescerà grazie ai nuovi modelli”.
A fine 2025 inizierà la produzione della Fiat 500 mild hybrid a Mirafiori, un adattamento termico del progetto 500e, a sua volta oggetto di un aggiornamento della batteria nel corso del 2025 e confermato con una nuova generazione nel 2030. In realtà, la capacità produttiva degli impianti oggi è di gran lunga superiore ai volumi prodotti, vedi Mirafiori e sarà cruciale capire l’evoluzione delle norme CAFE 2025 per gli interventi relativi di correzione dei volumi su auto termiche, per bilanciare la percentuale delle elettriche nel mix di vendita.

IL NODO ELETTRICO SU PIÙ FRONTI
Elettrico sul quale le criticità attuali sono massime. Pesa l’assenza di incentivi all’acquisto, senza la quale è difficile intravedere una domanda spontanea del mercato dei privati. Senza contare il tentativo di riposizionamento in Europa sul Fit for 55 del 2035 e una più ampia apertura alla neutralità tecnologica. Sì con l’elettrificazione, sì con il taglio delle emissioni ma aprendo anche ad altro che non sia solo l’elettrico. Biocarburanti ed e-fuels per una transizione dai tratti molto più progressivi.
Strategie differenti, sulla diffusione delle elettriche rispetto agli acquisti da parte dei privati – in assenza di incentivi – potrebbero rilevare sul fronte delle acquisizioni da parte delle aziende. Da un lato, in Italia, per l’ormai noto tema dei valori applicati al fringe benefit, premiante per le elettriche. Dall’altro, per le politiche europee sulla transizione green sulle flotte aziendali.
“Le risposte, oggi, le abbiamo avute. Con un Piano Italia che afferma la centralità del nostro Paese nello sviluppo industriale di Stellantis nel mondo”, ha commentato il ministro Urso.
Imparato, dalla sua, ha evidenziato come “Abbiamo presentato un piano di sviluppo in Italia, non di difesa. Abbiamo presentato per ciascuna fabbrica un piano sull’immediato e sul lungo termine”.
Da ridiscutere nel 2025, invece, l’impegno per la realizzazione della gigafactory a Termoli. Dal Gruppo, la sottolineatura di un piano industriale aggiornato e sul quale non verranno richiesti incentivi pubblici alla produzione.
UN PIANO ITALIA CHE NON HA BISOGNO DI INCENTIVI ALLA PRODUZIONE
“Stellantis ha ribadito la centralità dell’Italia, mantenendo in attività tutti i siti nel Paese e confermando gli investimenti che Stellantis effettuerà in Italia: per il 2025 sono previsti circa 2 miliardi di euro di investimenti negli stabilimenti e 6 miliardi di euro nello stesso periodo in acquisti da fornitori operanti in Italia. Il Gruppo, pur in un momento di crescenti difficoltà del settore automotive nel mondo, ha ribadito di voler portare avanti il proprio piano industriale in Italia con risorse proprie, senza qualsiasi forma di incentivo pubblico alla produzione. Sarà data priorità alla competitività della filiera produttiva, per la cui valorizzazione, diversificazione e riconversione l’azienda si è detta disponibile a collaborare costruttivamente assieme ad Anfia e alle istituzioni”, recita la nota stampa diramata da Stellantis al termine dell’omonimo tavolo.
LA SODDISFAZIONE DI ANFIA
Associazione della filiera che, con il suo presidente Roberto Vavassori, si è detta “soddisfatta per gli impegni presi dall’azienda sulle produzioni nei diversi stabilimenti nazionali.
(…) Apprezziamo fortemente la dichiarazione di voler rinvigorire e migliorare i rapporti con i fornitori italiani, suffragata anche dalla nomina di una referente per l’Italia che avrà il compito di dialogare in modo costruttivo e trasparente con Anfia, così da valorizzare la filiera e gestire in modo responsabile eventuali specifiche criticità”.
MASERATI, MODENA IL POLO DELL’ALTA GAMMA
Proseguendo con gli impegni assunti dal Gruppo e con la produzione di modelli su base STLA Small e potersi considerare la novità più rilevante, ufficializzata dall’incontro al ministero, resta il nodo Maserati.
Per la casa del Tridente potrebbe arrivare un piano dedicato, di certo Modena – nella visione Stellantis – “diverrà il polo dell’alta gamma, orgoglio del Made in Italy, coinvolgendo in tale missione l’ecosistema produttivo della Motor Valley al fine di sviluppare il progetto insieme a tutti gli attori della filiera, dal design alla pre-industrializzazione, con i migliori componenti nazionali in termini di innovazione e circolarità, parte di un complessivo sforzo di valorizzazione del marchio “Made in Italy” rivolto esclusivamente alle auto alto di gamma prodotte nel nostro Paese”.
Dal Piano Italia non restano esclusi i veicoli commerciali e ad Atessa verrà realizzato, dal 2027, un altro furgone di grandi dimensioni (Large van).
LA PRODUZIONE NEL DETTAGLIO IN ITALIA

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