In occasione della presentazione del 25° Rapporto Aniasa sull’andamento del noleggio, Aniasa e Bain & Company hanno presentato la nuova ricerca “Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada”.
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È l’occasione per riflettere su come quelle che dovevano essere grandi rivoluzioni non lo sono state (qualcuno si ricorda i segway?) o ne sono uscite fortemente ridimensionate, come l’auto elettrica per tutti o il car sharing. Lo scopo è tornare a farsi la domanda: cosa vuole il cliente?
Le previsioni sbagliate

LE AUTO SI COMPRERANNO ONLINE
In realtà l’acquisto dell’auto resta fortemente analogico e di prossimità, con il concessionario locale che rimane il perno del percorso di acquisto.
Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, ha anticipato i risultati di un’indagine di Bain svolta a livello globale con 12mila risposte: “Il 62% dei clienti inizia il percorso di acquisto online, ma circa il 90% delle vendite viene comunque finalizzato entro cinque interazioni, prevalentemente offline e in concessionaria: oltre tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona”.
L’auto infatti è un bene troppo costoso e complesso per poter essere comprato totalmente online dalla maggioranza dei consumatori.
MONOPATTINI, SEGWAY E CAR SHARING SOSTITUIRANNO L’AUTO PRIVATA
In Italia, la mobilità quotidiana continua a ruotare attorno all’auto privata, con oltre il 75% degli utenti che ne fa un uso ricorrente, mentre car sharing, bike sharing, monopattini e taxi rimangono soluzioni di nicchia, utilizzate in modo soprattutto occasionale e da una quota limitata della popolazione.
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Il car sharing è passato dagli oltre 13 milioni di noleggi del 2019 a meno di 4 milioni e la flotta ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia.
In assenza di adeguato supporto da parte delle Istituzioni nazionali e locali e a causa del boom dei costi operativi (per furti, usi impropri, multe, truffe), il car sharing, nato per sostituire l’auto privata, ha invece dovuto “cambiare pelle” avvicinandosi al modello del Rent-a-Car.
Il monopattino elettrico, introdotto nel 2019 e inizialmente sostenuto da bonus e incentivi, ha vissuto una breve stagione di espansione seguita da una flessione del parco circolante negli ultimi tre anni, complici i numerosi decreti restrittivi e l’inasprimento delle regole su assicurazione, targa e aree di utilizzo. Nel frattempo, gli incidenti con monopattino sono quasi raddoppiati tra il 2021 e il 2024, mentre in molte capitali europee – da Parigi a Madrid, da Berlino a Bruxelles – si è assistito a un giro di vite su flotte, autorizzazioni e servizi in sharing, con riduzione significativa dei mezzi in circolazione.
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CI SPOSTEREMO SOLO IN ELETTRICO
Sul fronte dell’elettrico, la transizione è più fragile del previsto. A livello europeo, dopo anni di target normativi molto ambiziosi, gli analisti convergono su uno scenario in cui le auto elettrichesi assesteranno intorno a una quota “più naturale” del 30% del mercato complessivo al 2030, mentre diversi Paesi stanno iniziando a rivalutare o diluire il divieto per i motori termici alla luce delle difficoltà industriali e della domanda reale.
In Italia, nel 2025 le elettriche rappresentavano tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni, in maniera abbastanza omogenea tra Nord, Centro e Sud e con una penetrazione limitata nel canale privati.
Cosa vuole veramente il cliente?
Dalla ricerca Aniasa–Bain emerge che l’auto rimane di gran lunga il mezzo più utilizzato per spostarsi, con ben poche variazioni negli ultimi 5 anni (anzi, con un aumento del suo utilizzo). Lo sharing rimane un’uso occasionale (da qualche volta al mese a meno di una volta al mese).

La ricerca Aniasa–Bain mette al centro il tema della sostenibilità economica dell’auto.
Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito familiare netto è aumentato molto meno (+29%), ampliando in modo significativo il divario tra capacità di spesa e costo d’acquisto.

Il risultato è che sempre più famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova o ripiegano sull’usato.
“Lo studio mostra con chiarezza che la transizione verso la nuova mobilità è molto meno lineare e molto più complessa di quanto previsto. In questo scenario, il noleggio veicoli rappresenta già oggi una risposta concreta ed efficace: consente ai cittadini e alle imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate, senza dover sostenere i maggiori costi e rischi legati alla proprietà. È uno strumento che aumenta l’accessibilità, accelera il ricambio del parco circolante e accompagna in modo pragmatico la transizione energetica, mettendo davvero il cliente al centro”, ha commentato Italo Folonari, Presidente ANIASA.
“Il messaggio che arriva dai dati è inequivocabile: per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante. Significa – sottolinea Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive – ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero, da quanto guadagnano e da che cosa si aspettano dall’esperienza d’acquisto. Solo con un’attenzione radicale all’accessibilità economica e a una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica, l’Europa potrà evitare l’uscita di strada e costruire un sistema di mobilità davvero sostenibile, per l’ambiente e per i consumatori”.
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