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Attenzione alle multe finte: da Milano a Napoli, come non farsi truffare

Attenzione alle multe finte: da Milano a Napoli, come non farsi truffare
Da Milano a Napoli a Trento: le truffe ai danni degli automobilisti usando finte multe non hanno confini. Distinguere una multa vera da una falsa il più delle volte non è difficile, ma i truffatori contano sulla nostra distrazione e puntano ai nostri soldi.

IN QUESTO ARTICOLO

L’ultimo caso eclatante di finte multe è successo a Milano, ma attenzione: potrebbe capitare in qualsiasi momento in qualsiasi città italiana.

Le contravvenzioni lasciate sul parabrezza delle auto in sosta presentano lo stemma del Comune, il motivo della contravvenzione (“parcheggio errato”), il riferimento al “secondo comma 8 dell’articolo 157 del codice della strada” e un enorme QR code con l’invito a pagare la multa, dal costo di 25 euro, dimezzati a 12,5 pagando subito.

COME RICONOSCERE UNA MULTA FALSA

Basta la descrizione appena fatta perché anche l’automobilista più distratto capisca che la multa non è verosimile:

  • Non esiste nessuna infrazione per “parcheggio errato”
  • Per chi non rispetta le regole sull’arresto, la fermata e  la sosta dei veicoli, le sanzioni vanno da € 42 a € 173
  • Il pagamento entro 5 giorni è scontato del 30%, non della metà
  • Dal 1° aprile 2023 a Milano non si fanno più multe cartacee sul parabrezza a Milano per le auto in divieto di sosta (arriva la notifica sul telefonino)
  • La data della contravvenzione riporta come anno il 2024

Attenzione, però: è facile fare queste considerazioni a mente fredda. Come tutte le truffe, anche questa gioca sull’aspetto emotivo più che sulla verosimiglianza: se penso di avere parcheggiato male e vedo una multa, l’idea di pagarla “solo” 12,50 euro e togliermi il pensiero fa sì che la mia soglia di attenzione si abbassi.

Leggi Anche: Cosa succede se non si paga una multa? La risposta dell’avvocato

COSA SUCCEDE SE SI PAGA UNA MULTA FALSA

L’obiettivo dei truffatori non è solo raccogliere i soldi della multa, ma i dati della carta di credito. Se si inquadra il QR Code (non fatelo!) si viene reindirizzati a un sito fake col logo della polizia di Stato. Inserendo il numero di targa, anche a caso, si carica un’altra pagina che invita a saldare la multa tramite carta Visa, Mastercard e Paypal.

Il portale chiede anche una mail e un numero di telefono, dati che potrebbero essere raccolte e sfruttate dai truffatori per altri scopi.

Se ci si è resi conto di essere vittime di questa truffa la cosa migliore è bloccare la carta utilizzata e sporgere denuncia.

NON È L’UNICO CASO

Il problema delle multe false è che, a posteriori, è facile capire che lo sono, ma è anche facile “cascarci” sul momento. Non c’è un solo modello di multa falsa, dal momento che i truffatori possono scatenare tutta la loro inventiva. Ne è un esempio questo falso verbale segnalato dal Servizio Gestione Sanzioni Amministrative del Comune di Napoli.

Foto dal sito del Comune di Napoli

In questo caso un controllo dell’IBAN rende chiaro che non è il comune di Napoli il beneficiario.

ANCHE DALL’ESTERO

False contravvenzioni potrebbero giungerci anche dall’estero, tramite raccomandata.  La notifica, spesso per eccesso di velocità, arriva proprio ad automobilisti che si sono recati all’estero, spesso provenienti da regioni confinanti con il Paese dove si è commessa l’infrazione, il più delle volte la Germania.

Leggi Anche: Il problema nascosto delle multe all’estero

Anche in questo caso, la richiesta del pagamento è una cifra non particolarmente elevata, aspetto che invita a pagare, con la doppia opzione del bonifico o della connessione diretta tramite QR code.  

In molti, di fronte all’indicazione di contestare la sanzione con un modulo da inviare per raccomandata o via Pec in tedesco, preferiscono pagare. Nel dubbio consigliamo sempre di rivolgersi alla Polizia Locale e non procedere a nessun versamento, perché a quel punto il denaro versato diventa irrecuperabile.

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