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Auto elettriche: l’importanza delle rinnovabili per le flotte “alla spina”

Auto elettriche: l’importanza delle rinnovabili per le flotte “alla spina”
Un recente studio commissionato da Volkswagen ha dimostrato che l'impiego di energie rinnovabili impiegate per alimentare le stazioni di ricarica sia un fattore decisivo per ridurre l'impatto ambientale di un'auto elettrica.

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Nelle scorse settimane è apparso su internet il video di una flotta di furgoni elettrici Rivian impiegati da Amazon che vengono caricati usando generatori diesel. Immagini che oltre a  creare ilarità mista a indignazione ma anche un punto esclamativo su come le aziende non riescano ancora a sfruttare le energie rinnovabili all’interno delle proprie flotte.

Non molti giorni dopo la diffusione di questo contenuto, TÜV Nord Cert ha pubblicato una ricerca che evidenzia l’importanza delle delle fonti alternative di energia per ricaricare i veicoli in forza alle società e compagnie sparse in tutto il mondo.

Chi ha commissionato questo studio? Nientepopodimeno che Volkswagen. Quest’ultima ha chiesto alla società multinazionale di certificazione (ma con sede in Germania) di condurre una ricerca sulle emissioni di carbonio durante tutto il ciclo di vita di di una Volkswagen ID.4 Pro, modello della casa di Wolfsburg 100% elettrico.

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Perché le rinnovabili sono importanti?

TÜV Nord Cert ha compiuto questa analisi tenendo contro di tutte le fasi di vita di una tipica Volkswagen ID.4 Pro: dall’estrazione delle materie prime (litio, cobalto, oro, ecc.) allo smantellamento per il riciclaggio (senza sistema a batteria) delle sue compienti, passando per la “fase di trasporto passeggeri” di 200.000 km calcolati in un ciclo di guida WLTP. A fare il “lavoro sporco”, quello di valutare l’impatto ambientale della vettura, ci ha pensato un software speciale che include un dettagliato database con valori medi della catena a monte. 

Lo studio ha rilevato che la fonte di elettricità utilizzata per la ricarica è decisiva per la valutazione ambientale dei veicoli elettrici a batteria. Questi ultimi hanno infatti un’impronta di carbonio maggiore quando escono dalla linea di produzione rispetto ai loro equivalenti endotermici interna a causa della quantità di energia necessaria per produrre le batterie di accumulo.

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Fonte: Volkswagen®

Per ricucire lo “scarto ecologico” con una vettura a gasolio, una Volkswagen ID.4 deve percorrere circa 66.000 km venendo ricaricata attraverso stazioni alimentate solo da energia 100% rinnovabile. Tuttavia, il tipico “mix” impiegato dai Paesi UE, che oltre all’energia solare, eolica e idroelettrica è costituito da fonti di carbone, gas naturale, biocarburanti e nucleare, ritarda il pareggio a 97.000 km.

Questo vuol dire che le flotte che impiegando auto full-electric come la Volskwagen ID.4 con cicli di sostituzione di tre anni, non avranno mai una carbon footprint inferiore rispetto a quella di un identico parco vetture alimentato a gasolio.

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Il risparmio di CO2

Come anticipato, TÜV Nord Cert ha calcolato questa serie di parametri sul ciclo vita di 200.000 km di una Volkswagen ID.4 Pro.

Lo studio dimostra come, su questa distanza, il risparmio di CO2 sia pari al 50% se l’auto viene ricaricata con elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Cifra che si abbassa al 25% se si impiega il “mix elettrico” dell’UE. 

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