Al netto dell’importanza che rappresentano i certificati di salute delle batterie per il mercato delle vetture elettriche usate, il vero discrimine potrebbe essere in realtà un altro: lo storico delle revisioni.
La maggior parte degli EV oggi al primo passaggio di proprietà ha tra i due e i cinque anni di vita, quindi si colloca ben dentro gli otto anni di copertura tipica sulle batterie. In questo scenario, la probabilità di imbattersi in un degrado critico è estremamente bassa e gli eventuali problemi strutturali ricadono comunque nella responsabilità del costruttore. Fin qui, sembrerebbe che un certificato basti a dare tranquillità. Ma è proprio nella gestione della garanzia che si annida il vero elemento di rischio.
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Per rientrare nella garanzia le revisioni devono essere state fatte a puntino
Gli operatori del settore – riporta la Vehicle Remarketing Association – stanno osservando una tendenza crescente dei costruttori a contestare le richieste di intervento, appellandosi a clausole molto specifiche sulle condizioni di manutenzione. È qui che lo storico delle revisioni diventa determinante: non tanto per verificare l’effettivo stato della batteria, quanto per dimostrare che il cliente (o la flotta) ha seguito il protocollo previsto dal costruttore. Senza questa tracciabilità, anche un’anomalia pienamente coperta potrebbe diventare motivo di esclusione dalla garanzia.
Il certificato di salute, in questo contesto, rischia di essere un documento rassicurante più per l’acquirente che per il produttore. Serve a colmare un gap di percezione, ad attenuare la diffidenza alimentata da anni di narrazioni negative sulla presunta fragilità degli accumulatori, ma per i professionisti del remarketing e del fleet management, l’aspetto davvero strategico resta la documentazione che attesta come il veicolo è stato gestito.
Gli stessi relatori hanno ricordato che, nella fascia d’età oggi tipica del mercato dell’usato EV, anche un fisiologico calo all’80% della capacità comporta una perdita di autonomia reale marginale, nell’ordine di poche decine di chilometri. Non è questo il parametro che sposta il valore del veicolo, né quello che mette a rischio il cliente.
A muovere l’ago della bilancia è invece la capacità di dimostrare che ogni controllo, aggiornamento software, verifica termica e gestione di ricarica sia stata eseguita nel rispetto delle linee guida ufficiali e quindi in grado di attivare con successo la garanzia qualora servisse.
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