Nel processo di elettrificazione dell’automobile stanno emergendo soluzioni tecniche che cercano di superare i limiti delle vetture a batteria, in particolare sul fronte dell’autonomia. Tra queste si collocano le Range Extended Electric Vehicle (REEV), modelli che mantengono la trazione esclusivamente elettrica ma introducono un sistema di generazione di energia a bordo.
Si tratta, dal punto di vista tecnico, di auto elettriche dotate di un motore a combustione interna che non ha alcun collegamento con le ruote.
Architettura e principio di funzionamento
La caratteristica distintiva delle REEV riguarda la separazione tra trazione e produzione di energia. Le ruote sono sempre mosse dal motore elettrico, mentre il motore termico interviene esclusivamente per alimentare un generatore.
Quando la carica della batteria scende sotto una determinata soglia, il motore a combustione si attiva e produce elettricità. L’energia generata viene utilizzata per ricaricare l’accumulatore oppure per alimentare direttamente il motore elettrico durante la marcia.
Il funzionamento resta quindi coerente con quello di un’elettrica pura, con il vantaggio di poter contare su una fonte energetica aggiuntiva nei trasferimenti più lunghi.
I primi modelli sul mercato
Tra le applicazioni più recenti rientra la Leapmotor B10 REEV, SUV che adotta uno schema in cui il motore elettrico da 218 CV è l’unico responsabile della trazione. Il motore termico da 1,5 litri opera come generatore, consentendo un’autonomia complessiva prossima ai 900 chilometri, a fronte di una percorrenza in elettrico di circa 80 chilometri.
Un’impostazione analoga si ritrova nella Mazda MX-30 R-EV, che utilizza un motore rotativo Wankel per la produzione di energia. In questo caso la soluzione tecnica si distingue per compattezza e specificità costruttiva, pur mantenendo invariato il principio di base.
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Differenze rispetto a BEV e ibride plug-in
Le REEV si differenziano dalle auto elettriche pure (BEV) per la presenza di una fonte energetica supplementare, che riduce la dipendenza dalle infrastrutture di ricarica. Rispetto alle ibride plug-in (PHEV), invece, eliminano completamente il contributo diretto del motore termico alla trazione.
Ne deriva un’architettura in cui la guida resta sempre elettrica, senza le variazioni tipiche dei sistemi ibridi tradizionali.
Vantaggi operativi e criticità
Sul piano dell’utilizzo, le REEV offrono continuità di marcia anche in assenza di punti di ricarica, mantenendo le caratteristiche dinamiche delle elettriche. Il motore termico, lavorando come generatore, può inoltre operare in condizioni più stabili ed efficienti.
Restano però alcuni elementi di complessità. La presenza di un motore a combustione comporta emissioni, seppur non legate direttamente alla trazione, e implica una struttura tecnica più articolata rispetto a una BEV. Le Range Extended Electric Vehicle si collocano in una fase intermedia del percorso di elettrificazione. Possono rappresentare una soluzione per chi non dispone di infrastrutture di ricarica adeguate o per chi percorre frequentemente lunghe distanze.
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