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Auto solo elettriche in Europa in discussione? Arriva un’iniziativa per le piccole e-car

Auto solo elettriche in Europa in discussione? Arriva un’iniziativa per le piccole e-car
Sul tavolo dell'incontro tra costruttori, Commissione europea a portatori d'interessi del green finiscono i nodi della transizione verso l'elettrico e la correzione di rotta richiesta in nome del realismo. von der Leyen anticipa iniziative per auto elettriche economiche e fatte in Europa

IN QUESTO ARTICOLO

A sei mesi di distanza dalla prima misura del Piano d’azione partorito sullo sfondo del Dialogo strategico sul futuro dell’automotive, in Europa i rappresentanti dell’industria e la Commissione tornano a riunirsi. Il 12 settembre dovranno gettarsi le basi su provvedimenti concreti e non più enunciazioni di principio.

La neutralità tecnologica in sostituzione della messa al bando delle auto non elettriche, dal 2035, come si concretizzerà? A questo e altri obiettivi dovranno dare risposta le istituzioni a Bruxelles, in un clima che dal Salone di Monaco ha visto le voci dei costruttori, senza tralasciare quella del cancelliere tedesco Merz, esprimersi sullo stato dell’industria dell’auto e la necessità di scelte politiche pragmatiche.

INDUSTRIA ED EUROPA, RIPARTE IL DIALOGO STRATEGICO

  • Il Fit for 55 prevede dal 2035 auto solo elettriche
  • I costruttori contestano gli obiettivi 2030 e 2035: irrealizzabili
  • Acea chiede stimoli al mercato e pragmatismo 
  • Per le auto piccole ed elettriche un “riconoscimento speciale”

I NUMERI DELL’ELETTRICO IN EUROPA

Tradotto: prendere atto del lentissimo percorso di crescita della mobilità elettrica tra le auto (15,6% la quota di mercato dopo i primi 7 mesi del 2025) e migliorare le condizioni strutturali per la diffusione dell’elettrico. In parallelo, adeguare alle condizioni reali del mercato le normative del 2030 e del 2035, gli obiettivi sul taglio delle emissioni di CO2.

POLITICHE AD HOC PER LE PICCOLE ELETTRICHE 

A riunire il pensiero dei costruttori europei di auto è l’Acea, che tocca un punto attuale negli ultimi mesi, rilanciato soprattutto da Stellantis e Renault. “È necessario reintrodurre una prospettiva industriale e di mercato per le tecnologie che contribuiscono ad accelerare la transizione, attribuendo un riconoscimento speciale alla produzione di auto elettriche piccole ed efficienti”, segnala l’assocostruttori.

Il riconoscimento speciale a chi produrrà piccole auto elettriche efficienti potrebbe andare nella direzione delle politiche simili a quelle attuate in Giappone per le kei-car, quindi agevolazioni fiscali e non solo. 

Un punto sul quale Ursula von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell’Unione, ha anticipato: “Ci stiamo preparando al riesame del 2035, milioni di europei vogliono acquistare auto europee che siano accessibili. Quindi, dovremmo anche investire in veicoli piccolo e accessibili. Sia per il mercato europeo ma anche per incontrare la domanda globale in crescita. Per questo proporremo di lavorare insieme all’industria su una nuova iniziativa per le auto piccole e convenienti.

Credo che l’Europa debba avere al sua e-car. E per ambiente, pulita, efficiente e leggera. E come economica, conveniente e accessibile per le persone. E come europea, costruita in Europa e con una catena di approvvigionamento europea. Non possiamo lasciare che Cina e altri conquistino questo mercato. Non importa cosa succederà, il futuro è elettrico e l’Europa ne farà parte. Il futuro delle auto e le auto del futuro, devono essere fatte in Europa”.

TEMI NOTI: PARCO AUTO VECCHIO E VOLUMI IN CALO

Quanto alla necessità di una prospettiva industriale e di mercato per le tecnologie che accelerano la transizione, può leggersi come un’apertura alle diverse soluzioni di ibrido, dalle plug-in alle range extender, per andare a rinnovare un parco auto circolante che nel 2023 registrava un’età media in Europa di 12,5 anni. 

L’industria europea dell’auto paga un mercato che si è ristretto e non è più tornato ai volumi pre-Covid. Mancano su strada 3 milioni di vetture rispetto ai dati del 2019 e, transizione verso l’elettrico a parte, un peso rilevantissimo lo hanno le condizioni economiche e l’incremento insostenibile per molti privati dei prezzi di listino.

ACEA CHIEDE FLESSIBILITÀ E PRAGMATISMO

Guardando alla riunione del tavolo europeo tra industria, portatori di interessi delle politiche Green e istituzioni, la direttrice generale dell’Acea, Sigrid de Vries ha commentato: “L’incontro del 12 dovrebbe dare il via a un approccio politico pragmatico, più flessibile e tecnologicamente neutrale alla decarbonizzazione del trasporto su strada, al fine di raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi.

La rigida normativa sulle emissioni di CO2 delle autovetture e dei furgoni deve essere adeguata alla realtà. Per avere successo è necessario realizzare tutte le priorità fondamentali dell’UE: sicurezza economica, competitività industriale e un quadro normativo che renda i veicoli a emissioni zero la scelta ovvia per i cittadini e le imprese in tutti i segmenti. L’una non può esistere senza l’altra”.

INFRASTRUTTURA DI RICARICA E INCENTIVI

L’associazione spinge perché vengano potenziati gli interventi sulla diffusione delle colonnine di ricarica e, soprattutto, il rafforzamento degli “stimoli al mercato”: leggi, incentivi. I temi legati al Fit for 55, agli obiettivi di riduzione delle emissioni nel 2030 e nel 2035 operano su più piani e la richiesta di Acea è per politiche e percorsi differenziali.

Da un lato la direttrice auto, dall’altro provvedimenti mirati al mercato dei veicoli commerciali leggeri, dove i furgoni elettrici a batteria sono al limite dell’irrilevanza, con una quota di mercato di appena l’8,5% nei primi sette mesi del 2025. Infine, interventi ancora a sé per il mondo dei mezzi pesanti.

Un intreccio di interessi e di parti coinvolte che non sarà semplice comporre, senza dimenticare il tema dell’elettrificazione delle flotte, sul quale in Europa esiste un percorso parallelo e il rischio concreto che il settore incappi in un’adozione forzata dell’elettrico dal 2030.

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