Continua la saga degli autovelox ammessi a fare multe in Italia. Un problema annoso, nato dal fatto che molti dispositivi in uso sulle strade italiane sono stati “approvati” senza omologazione formale, e quindi con procedure ministeriali semplificate, senza superare i test tecnici su precisione, durata e tolleranza.
Questo ha portato a contenzioso: ora è stato stabilito che qualsiasi multa emessa da un autovelox non registrato o non comunicato al Ministero è da considerarsi nulla.
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Dal primo dicembre 2025, infatti, gli autovelox non omologati o non regolarmente censiti nel registro nazionale del MIT sono considerati illegittimi e devono essere spenti.
GLI AUTOVELOX “A NORMA”
Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente omologati.
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Al contrario, i dispositivi autorizzati prima di tale data (non si sa quanti siano, ma non sono pochi) non possono più essere utilizzati a meno che il loro prototipo non venga adeguatamente adattato ai nuovi parametri tecnici richiesti.
COME CONTROLLARE SE L’AUTOVELOX CHE CI HA MULTATI È IN REGOLA
Il verbale della sanzione per eccesso di velocità deve riportare il numero del decreto ministeriale di omologazione, la data, la marca, il modello e il numero di matricola dell’apparecchio.
Il metodo più veloce per sapere se la multa è valida è controllare se l’autovelox che ha fatto scattare la nostra multa è presente nell’elenco della Piattaforma Nazionale Autovelox (MIT) il nuovo censimento ufficiale dove i Comuni devono registrare i dispositivi autorizzati.

Se l’autovelox non compare in questo elenco, abbiamo una base legale solida per presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, poiché il dispositivo è considerato non autorizzato.
In alternativa. è possibile anche presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi al Comune o all’ente che gestisce il tratto di strada per ottenere copia del verbale di omologazione dell’autovelox che ci ha multati.
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