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Bruxelles, che succede?

Da ormai giorni la stampa italiana parla di uno scandalo dell'UE, che avrebbe pagato ONG ambientaliste per il Green Deal: ma, oltre a un quotidiano olandese da cui tutto ha origine, non sembra che questo scandalo sia interessato a molti oltre le Alpi.

IN QUESTO ARTICOLO

È degli scorsi giorni la notizia di una sorta di scandalo che avrebbe colpito l’Unione Europea, in particolare Frans Timmermans, che ha ricoperto il ruolo di Commissario europeo per il clima dal 2019 fino al 2024.

Timmermans e il suo ex team sono stati accusati di aver sovvenzionato per anni alcune associazioni ambientaliste, anche per miliardi di euro, per fare pressione sulle politiche green da portare avanti. 

La notizia avrebbe origine dal quotidiano olandese De Telegraaf, è stata ripresa da parte della stampa italiana e da nessun altro. Ed è questo che ha spinto alcuni a credere che non sia del tutto vero.

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L’ACCUSA DEL TELEGRAAF

Andiamo con ordine. La notizia è stata riportata per prima dal giornalista olandese Alexander Bakker, corrispondente del De Telegraaf a Bruxelles, il quale esordisce citando alcuni “contratti segreti” cui avrebbe avuto accesso e potuto vedere.

Secondo il giornalista, alle organizzazioni sono stati assegnati alcuni obiettivi per ottenere veri “risultati di lobbying” tra i deputati europei, per rendere le politiche green europee “ancora più ambiziose”.

L’articolo originale riporta anche una citazione dell’eurodepotato polacco Piotr Serafin, Commissario Europeo per il bilancio, la lotta antifrode e l’amministrazione, che avrebbe detto che non è opportuno stipulare accordi che obblighino le ONG a esercitare pressioni sui deputati del parlamento.

In generale, Bruxelles avrebbe pagato fino a più di un miliardo di euro le varie ONG e Associazioni ambientaliste, che ora, sempre secondo il il Telegraaf, avrebbero paura di perdere i loro sussidi fissi, pari a 15,5 milioni di euro ogni anno.

Non solo: il Telegraaf, citando le parole di un altro Eurodepotato, questa volta l’olandese Dirk Gotink, si chiede se queste pressioni valgano anche per altri temi, come l’immigrazione. Non una citazione casuale: Gotink è un esponente del Nuovo Contratto Sociale, partito olandese dichiaratamente cristiano, euroscettico e “antiambientalista”.

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LA RISPOSTA DI TIMMERMANS

Sempre il Telegraaf riporta anche una risposta da parte di Frans Timmermans, il quale dichiarerebbe di “non aver mai chiesto loro di fare il mio lavoro per me“.

Timmermans, inoltre, ha dichiarato di non pensare che le associazioni ambientaliste abbiano bisogno di un incarico per esercitare pressioni a favore delle politiche in cui credono, ma sostiene comunque le richieste di trasparenza.

QUESTIONE DI REGOLAMENTAZIONE

In realtà, quello che il Telegraaf riporta sono alcune richieste di regolamentazione delle attività di associazioni e ONG in UE. E quello che la stampa italiana ha fatto è tentare di equiparare i gruppi ambientalisti e organizzazioni non governative a lobby industriali ben più potenti e ricche, che a loro volta non hanno mancato e non mancano di elargire ingenti somme per tentare di portare la politica dalla loro.

In generale, salvo aggiornamenti sulla questione, tutte le ONG che promuovono politiche di sostenibilità, che siano la salvaguardia di specie in via d’estinzione o progetti di difesa della natura, hanno accesso a diversi finanziamenti europei.

europa voto euro7

Fondi che possono ottenere anche quelle iniziative volte ad aumentare la sensibilità pubblica delle questioni ambientali, ma anche altre tematiche lontane dall’ambientalismo, come quelle legate a persone con disabilità fisiche, alla salute mentale e quant’altro.

Quello che al momento sembra essere stato fatto in Parlamento è un riordine di questi finanziamenti, in favore di una maggiore trasparenza, e quindi con un maggiore occhio nel capire se non ci siano altri tipi di interessi, oltre a quello della sensibilizzazione pubblica, nelle iniziative proposte.

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UNA MOSSA POLITICA?

Al momento in cui viene scritto questo articolo, ci sonoquindi  molti dubbi relativi a questa “inchiesta” condotta dal quotidiano olandese. Non è tanto l’assenza di immagini relative ai citati “documenti segreti” che, seppur avrebbero dato valore alla questione, non sono obbligatorie.

Quello che più fa sorgere il dubbio che si tratti più di una mossa politica, che di giornalismo, è la bassa risonanza mediatica che sta ricevendo, cosa che dimostra più l’ordinaria amministrazione di quel dibattito, che un vero scandalo.

Il Telegraaf ha pubblicato la notizia il 22 gennaio 2025, e a quasi una settimana il dibattito è pressoché nullo, ripreso solo da parte della stampa italiana. Quella non italiana, anche conservatrice e anche di Paesi come Francia o Germania, non sembra essersene interessata molto.

Agli occhi di chi scrive, sembra più una questione di politica dei Paesi Bassi:  il Telegraaf stesso cita le politiche green che andrebbero a penalizzare il settore agricolo olandese, che in questi giorni è al centro del dibattito nei Paesi Bassi. E non a caso, sui profili social di Timmermans stesso, l’unico riferimento a politiche di sostenibilità riguarda proprio quel dibattito, lontano dall’automotive.

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