A partire dal 2035 le case automobilistiche dovranno produrre esclusivamente veicoli elettrificati, ma le modifiche alla produzione imposte dall’Unione Europea avranno inizio molto primo. A partire dal 1° gennaio 2025 parte l’applicazione di nuovi requisiti e del relativo regime sanzionatorio per chi non vi si attiene. E gli Stati membri chiedono a gran voce una modifica o per lo meno un rinvio della norma.
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I requisiti e le multe previsti per il 2025
A partire dal 2025 è prevista l’entrata in vigore del nuovo limite di settore pari a 94 g/km di Co2. I costruttori che non si atterranno dovranno corrispondere 95 euro per ogni grammo in eccesso, da moltiplicare per il numero di veicoli immatricolati. Data la difficoltà presentata dai brand auto (dovute principalmente a un rallentamento nelle vendite di EV) si stimano multe che potrebbero superare i 15 miliardi di euro.
Le richieste dell’Italia
Al Consiglio Ue Competitività, allineandosi con le linee guida proposte da Mario Draghi, il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha presentato un non-paper firmato congiuntamente da Repubblica Ceca, Austria, Bulgaria, Malta, Romania, Slovacchia e Polonia. Un documento che ha raccolto le preoccupazioni delle case automobilistiche riguardanti le sanzioni di cui sopra. L’appello degli Stati membri è quello di anticipare la revisione delle norme – prevista nel 2026 – già al prossimo anno, così da scongiurare le penalità e consentire all’industria di arrivare davvero pronta alla scadenza del 2035.
Il ministro Urso ha affermato che il sistema delle penalità rischia di far “crollare ogni possibilità di investimento”, portando le case auto a “rinunciare a investire nell’elettrico, rinunciando a realizzare in Europa le gigafactory e chiudendo anche gli stabilimenti dell’endotermico” per evitare il rischio di incorrere in salate sanzioni.
Riferendosi in seguito alle notizie negative che quotidianamente arrivano dal comparto – basti pensare ai tagli di posti di lavoro previsti da Nissan, agli scioperi in Volkswagen e all’aggiornamento al ribasso delle previsioni finanziarie di Stellantis e Bmw – il ministro ha denunciato: “Stiamo assistendo a un bollettino di guerra. Nessuno investe più, né le imprese né i consumatori”.
Le posizioni di Francia e Acea
La Francia non è tra i firmatari del documento, ma in linea con le sue istanze ha chiesto alla Commissione “soluzioni che permettano ai costruttori impegnati nella transizione elettrica di non dover pagare le multe”. Il ministro dell’Economia Armand ha dichiarato al quotidiano Echos: “Ritengo che i produttori fermamente impegnati nell’elettrificazione dei veicoli non dovrebbero dover pagare multe. Difenderò questa posizione con il ministro all’Industria Marc Ferracci presso la Commissione e con i nostri omologhi”.
Sulla questione si è espressa con apprensione anche Acea, l’associazione che riunisce i più grandi costruttori automobilistici europei (e in cui è appena rientrata anche Stellantis). Il presidente Luca De Meo ha affermato: “Ora più che mai l’Unione europea deve agire insieme, dobbiamo abbandonare l’idea di agire solo in termini di multe e scadenze e dare invece vita a un approccio robusto, a una strategia di flessibilità che ci consenta di gestire la transizione. Multe e scadenze spesso non funzionano e hanno l’effetto di bloccare molte risorse affinché i costruttori possano pagarle,
La risposta dell’Unione Europea
Nessuna retromarcia verrà inserita per quel che riguarda la scadenza del 2035: “Non è una cosa che stiamo prendendo in considerazione e direi che non è una cosa che praticamente nessuno sta prendendo in considerazione” sono le parole della vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera, con delega alla Transizione pulita. Eppure, indiscrezioni giunte da fonti vicine al tavolo Von der Leyen, affermano che i tecnici di Bruxelles – di fronte alle istanze di politica e industria – stiano lavorando a un possibile congelamento delle multe previste per le case auto e all’introduzione di carburanti alternativi.
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Nel frattempo, il Partito popolare europeo ha approvato un “piano per salvare l’industria dell’automotive” chiedendo appunta la revisione del sistema delle multe previste per il 2025. Il Ppe chiede anche un approccio “tecnologicamente neutrale” che apra a tecnologie diverse rispetto al solo elettrico e idrogeno, tra cui biocarburanti e e-fuels.
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