Insediamento il 30 gennaio prossimo, con un obiettivo ambizioso: risollevare le sorti dell’industria dell’auto in crisi. L’urgenza dell’intervento è tra le premesse con le quali la Commissione europea ha aperto al confronto con i costruttori.
Il Dialogo strategico sull’industria dell’auto è un tavolo automotive in chiave europea. Convocato da Ursula von der Leyen, che ne presiederà la prima seduta, avrà nel Commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, l’incaricato a portare a sintesi, a provvedimenti concreti, le istanze delle case auto, delle parti sociali, delle realtà della componentistica.
DIALOGO STRATEGICO E GREEN DEAL A RITMO DI MERCATO
Il tutto muovendosi in un quadro di Green Deal che, magari da ritoccare qua e là, non è messo in discussione negli obiettivi di lungo termine.
Innovazione, transizione ecologica e decarbonizzazione del settore auto, competitività e resilienza dell’industria europea, rapporti commerciali (con la Cina e gli USA), snellimento normativo. Sono questi i punti caldi del tavolo in arrivo. Sarà composto da riunioni periodiche mentre singoli gruppi di lavoro, nei quali figure tecniche espressione delle case auto e rappresentanti della Commissione, proveranno a tracciare una nuova rotta verso la transizione ecologica.
TRANSIZIONE GREEN: CONCESSIONI SÌ, RISCRITTURA NO
Tzitzikostas è il Commissario ai Trasporti che, in occasione dell”’intervista” prodromica alla nomina nel ruolo, spiegò come il Green Deal avrebbe introdotto alcuni aspetti di flessibilità (gli e-fuels, cosa nota e quantitativamente poca roba nei volumi in prospettiva) senza correggere però il target del 2035.
L’Acea, attraverso una lettera vergata dal nuovo presidente Ola Kallenius, ha sollecitato proprio l’Europa a una presa di posizione chiara. La transizione green è un impegno confermato nella strategia delle case auto ma ha chiesto anche che il Green Deal abbia il ritmo del mercato. Poi c’è il tema dei rapporti commerciali, l’abbattimento dei dazi e delle barriere al libero scambio internazionale, altro desiderio espresso dall’Acea.
UNA LINEA COMUNE D’AZIONE
Cosa attendersi dall’incontro del 30 gennaio, quindi? Primi indizi sull’orientamento del lavoro, dal Dialogo strategico dovrà emergere una visione comune – tra istituzioni e player dell’industria – sui temi caldi. E’ notorio come le case abbiano serissimi timori sull’applicazione delle norme legate alle emissioni medie di CO2 relativamente alle auto nuove vendute nel 2025. Valgono potenzialmente 13 miliardi in sanzioni, con le case auto già attivatesi per aggirare il rischio, anzitutto con l’acquisto dei crediti di CO2. Un’operazione meramente contabile, di influenza reale nulla sui valori di emissioni prodotte dalla flotta di auto nuove vendute.
Prossimo passo, la correzione dei prezzi sulle elettriche per provare a rendere più appetibili (!) con sconti più o meno convenienti. Dopodiché il rischio di una produzione di auto termiche ibride da limitare per non alterare il mix di vendite necessario a rientrare sotto quella soglia dei 94 g/km.
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