Cosa dice l’Art. 174 del Codice della Strada?

L’Art. 174 del Codice della Strada disciplina la “durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o cose”. Anch’essa è legata alla disciplina della “patente a punti”.

Il suo testo, riportato al Titolo V (“Norme di comportamento”), è stato interamente sostituito con il contenuto del comma 1 della Legge 29 luglio 2010 n. 120, con cui il documento-principe per i “road users” è stato aggiornato in parte.

Entriamo nel dettaglio. Troviamo subito il riferimento a un altro passaggio normativo, il Regolamento 561/2006 della Comunità Europea, relativo alla “armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada”.

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QUALI DOCUMENTI VANNO ESIBITI AL CONTROLLO

Al personale a cui siano affidati i servizi di polizia stradale (vedasi al riguardo l’Art. 12 del Codice della Strada), il conducente del mezzo fermato è chiamato a mostrare, ai fini del controllo:

  • registri di servizio;
  • estratti del registro;
  • copie dell’orario di servizio

I registri di servizio, che l’impresa è tenuta a conservare diligentemente (torneremo sul pinto più avanti), devono essere lasciati nella piena disponibilità anche dei funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, nonché agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.

COME VENGANO ACCERTATE LE VIOLAZIONI

Per capire se un conducente si stia attenendo al disposto della legge richiamata in avvio di servizio, si può fare affidamento sulle risultanze e registrazioni dei dispositivi di controllo installati a bordo del veicolo.

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Per esempio, non è possibile superare la durata dei periodi di guida prescritti dal Regolamento CEE (non più di nove ore al giorno, con pausa di almeno 45 minuti consecutivi dopo quattro ore e mezza al volante o interruzione cumulative di 15 minuti prima e 30 minuti a stretto giro). In caso contrario, scatta una sanzione compresa tra 38 euro e 152 euro.

Più salata la multa in caso di inosservanza dei periodi di riposo nell’arco di 24 ore dal termine del precedente momento di stacco quotidiano. Si pagano da 200 euro a 800 euro.

I CASI CONTESTATI DI TRASGRESSIONE DEL CODICE

Se ne danno sostanzialmente due, per quanto attiene al limite di ore che ogni giorno si possono trascorrere alla guida per servizio, e uno per quanto riguarda il calendario di lavoro settimanale.

Partiamo dalle trasgressioni giornaliere:

  • se la violazione eccede il limite segnato del 10%: sanzione tra 300 euro e 1.200 euro (tra 350 euro e 1.400 euro qualora il conducente non abbia osservato correttamente la sosta prescritta)
  • se la violazione eccede il limite segnato del 20%: sanzione tra 400 euro e 1.600 euro (stessa forbice si applica alla mancata o non corretta interruzione dal lavoro)

 

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Con riferimento invece alle ore di guida complessive settimanali, il driver sorpreso a non rispettare il vincolo posto fa scattare una multa di importo tra 250 euro a 1.000 euro.

Non si è fermato per il 10% della sosta che la legge gli riconosce? Scatta una multa tra 350 euro e 1.400 euro, che salgono a 400/1.600 euro se la quota percentuale raddoppia (20%). Più in generale, l’inosservanza delle disposizioni sull’interruzione obbligata dal lavoro determina una sanzione amministrativa tra 155 euro e 620 euro.

I PROVVEDIMENTI DEL PERSONALE DI CONTROLLO

Tutte le situazioni sin qui elencate che fanno scattare la multa si applicano anche agli altri membri dell’equipaggio del veicolo secondo il disposto del Regolamento CEE richiamato in apertura.

Non esibire l’estratto del registro o la copia dell’orario di servizio al momento del controllo determina la richiesta del pagamento di una somma tra 307 euro e 1.228 euro. Che si dà anche in caso di documentazione incompleta o palesemente alterata.

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Accanto al provvedimento amministrativo, il personale addetto ai controlli dispone tuttavia anche a:

  • ritiro temporaneo dei documenti di guida;
  • intimazione al driver di non proseguire oltre se non dopo aver osservato il dovuto riposo;
  • disporre per lo spostamento del veicolo in luogo idoneo

 

Farsi sorprendere ancora al volante quando si dovrebbe essere fermi, fa scattare una multa pesante, di importo compreso tra 1.769 euro e 7.078 euro. Davvero un rischio economico importante per un’impresa, 0ltre a prevedere il ritiro immediato, per il conducente, della patente di guida.

CHI DEVE PAGARE LA SANZIONE AMMINISTRATIVA?

Mentre è interessante notare che gli stessi provvedimenti vengono applicati anche i driver provenienti da altri stati dell’area comunitaria, qualora però la contestazione non sia avvenuta al di fuori dei nostri confini nazionali, un dato che forse in pochi considerano riguarda il fatto che l’importo della sanzione amministrativa è posto a carico del trasgressore (driver in servizio) in solido con l’impresa per la quale stava operando.

L’azienda è obbligata, come anticipato, a mantenere correttamente i documenti prescritti (registro e orario di servizio). In caso contrario è chiamata a versare tra 307 euro e 1.228 euro per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce.

In caso di trasgressioni reiterate, si incorre nella sospensione, per un periodo tra uno e tre mesi, del titolo abilitativo o dell’autorizzazione al trasporto per il/i mezzo/i in difetto.

Prima di arrivare a tanto, dall’autorità competente è attribuito comunque un tempo congruo per la messa in regola a seguito dell’accertamento. Non provvedervi, conduce invece verso la decadenza o revoca dei permessi.

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